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Benedetto XVI, un uomo che non sa nulla d’Africa

Autore: . Data: sabato, 21 marzo 2009Commenti (0)

Ormai incontenibile il Papa in visita in Angola ha attaccato l’Organizzazione per l’Unità africana (Oua), alcune agenzie dell’Onu e prima di tutto il buon senso e lo spirito di solidarietà. In questo caso l’obiettivo era l’aborto.


Ha detto Ratzinger: “Quanto amara è l’ironia di coloro che promuovono l’aborto tra le cure della salute materna. Quanto sconcertante – ha aggiunto nel discorso pronunciato nel palazzo presidenziale di Luanda- la tesi di coloro secondo i quali la soppressione della vita sarebbe una questione di salute riproduttiva”.

Il pontefice ha fatto esplicito riferimento al trattato di Maputo, che l’Oua ha adottato nel 2003 e nel quale, all’articolo 14, si afferma il diritto all’interruzione della gravidanza in caso di violenza sessuale, stupro, incesto o quando vi siano pericoli fisici o mentali per la madre.

Nel continente africano vivono circa 517 milioni di persone. Nel mondo, ogni anno, 10 milioni di bambini muoiono a causa di malattie che si potrebbero facilmente prevenire o curare, per fame o per disidratazione. Sono 30 mila bambini ogni giorno.

In Sierra Leone, il 18 per cento dei neonati non vive più di dodici mesi. Nell’Africa subsahariana muoiono 171 bambini ogni mille. I motivi sono la denutrizione, le malattie infettive e parassitarie, l’insufficiente diffusione delle vaccinazioni, la debolezza della rete di strutture sanitarie.

Nel continente nero, a seconda dei Paesi, l’Aids copisce dal 10 al 30 per cento della popolazione. Per la Banca mondiale nell’Africa subsahariana ci sono 290 milioni di persone che vivono con meno di un dollaro al giorno.

Poi ci sono le guerre, in gran parte sostenute da potenze extra africane, che producono esodi drammatici, violenze inaudite ed ovviamente massacri, stupri e crudeltà di ogni tipo.

In un contesto di questo tipo per Benedetto XVI è “sconcertante” il pensiero di chi ritiene possibile interrompere la gravidanza di una donna violentata o violata dal padre. Ancor più “sconcertante” per il Papa è consentire l’aborto quando una madre denutrita, malata e debolissima rischia di morire se la gravidanza dovesse proseguire.

Come è ovvio le convinzioni religiose non possono e debbono essere giudicate. Eppure dovrebbe esistere il buon senso, la comprensione, lo spirito umanitario, la pietà per chi in condizioni disumane ha bisogno di assistenza e non di giudizi dogmatici.

Per Ratzinger nulla di tutto questo ha valore. Ed è difficile pensare che un Dio benevolo possa accettare una così ferrea esposizione di ‘verità’.

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