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Amici vince in ascolti e perde la scommessa

Autore: . Data: mercoledì, 25 marzo 2009Commenti (0)

Ieri sera è andata in onda l’ultima puntata del fortunato programma di Maria De Filippi. E’ davvero un talent show?

amiciPrima di tutto la cronaca: ha vinto Alessandra Amoroso, secondo Valerio Scanu, poi Luca Napoletano e Alice Bellagamba. Risolti i problemi di graduatoria è possibile fare qualche semplice considerazione, perchè il programma, tanto visto e discusso, nulla c’entra col talento.

Cos’è il talento? Forse un misto di capacità tecniche, empatia, forza e spessore del carattere, intuitività, intelligenza, capacità di lavoro e ricerca. Nessuno di questi elementi deve prevalere sull’altro, perchè altrimenti è impossibile che emerga ‘il genio’.

Alcuni giorni fa una signorina che se ne intende, Laura Pausini, una delle rarissime rockstar internazionali con ‘passaporto’ italiano, ha detto: “I ragazzi dei talent show? Troppo presuntuosi e maleducati. Conosco bene la realtà dei talent show e appena posso sono ospite, anche all’estero. Mi piacciono le voci italiane che sono state scoperte grazie a questi programmi, mi piacerebbe però vedere un po’ più di educazione:non sopporto la supponenza e la mancanza di umiltà che a volte, pur essendo molto giovani, alcuni di questi ragazzi manifestano”.

Le considerazioni della cantante romagnola sono giuste. Anzi, forse è stata anche generosa, perchè da questo tipo di trasmissioni, almeno fino ad oggi, sono emersi dei prototipi per il piccolo schermo, ma non dei personaggi da star system.

Il motivo è semplice. L’intero meccanismo del ‘talent show’ è sbagliato ed è per questo che non produrrà mai una vera star da concerto al ‘Central park’, da ‘Madison square garden’. Per una curva da stadio di ‘San Siro’ si, ma l’Italia è la periferia del mondo musicale internazionale.

Gli autori e la De Filippi hanno ‘inventato’ una scuola, nella quale i ‘maestri’ preparanno presunti ‘allievi’ per dei televoto. I ragazzi debbono eliminarsi tra loro, offire ad un pubblico (spesso attratto da tutto quello che con il ‘talento’ non c’entra nulla) uno spettacolo nel quale gli organizzatori guadagnano persino sulle telefonate.

Sposorizzate le tute e forse i mobili d’arredamento, spettacolarizzata la competizione, ignorato il percorso formativo. Nel programma della De Filippi gli ‘allievi’ sbeffeggiano i ‘maestri’ e questi ultimi fanno il tifo per il proprio beniamno, fino ad insultarsi senza ritegno tra loro. E gli adolescenti che guardano la tv pensano che la musica, la danza, la recitazione siano parte di una specie di ‘Fattoria’ dai contorni pseudoartistici e votano per decidere non chi è stato più bravo nell’esecuzione di una canzone o di un balletto, ma chi è per loro più ‘forte’.

Ieri sera a discutere dei concorrenti c’era un nutrito gruppo di critici e personaggi radiofonici. Uno di loro, ad un certo punto, ha detto una cosa sensata: “Velerio ha una bellissima voce, ma è antipatico”. Apriti cielo, urla del pubblico, reazione di altri giornalisti, sdegno dei produttori. Eppure è vero. Il ragazzo potrà cantare benissimo, ma è arrogante, inespressivo, sta sulla scena come potrebbe starci un pezzo di legno. Nessuno dei ‘maestri’ gli ha parlato di linguaggio paraverbale, di gestualità, di controllo dello spazio scenico. Come se Mick Jegger o Gino Paoli (per parlare di due estremi opposti e ‘certificati’) avessero costruito una carriera durata decenni stando seduti su una sedia ed emettendo gorgheggi.

Poi il franitendimento secondo il quale musica e danza sono tra loro comparabili. Il mondo della musica e quello della danza sono lontanissimi, il pubblico della danza è diverso, la disciplina del balletto è altra cosa. In una votazione tra Roberto Bolle e Bono vincerebbe il secondo. Anzi moltissimi non sanno neppure chi è Bolle, uno dei più bravi ballerini al mondo. Ma si può votare tra Bolle e Bono?

Nell’ultima puntata di ‘Amici’ si è presa una ragazza molto carina e simpatica, Alice Bellagamba, lasciamo perdere se più o meno brava, e la si è messa in gara contro un cantante. Come preparare una competizione tra una Ferrari di Formula 1 e una Citroen da rally (tutte e due macchine strepitose). Come dover decidere, per scegliere un paragone estremo, se era più bravo Beethowen o Leonardo da Vinci e poi chiedere a qualcuno di televotare.

Una scuola per ‘artisti’ è un luogo di ricerca, disciplina e fatica, nel quale la competizione tra i ragazzi deve essere ricondotta al lavoro collettivo, perchè le forme artistiche moderne sono sempre di più il risultato di processi di equipe, non di itinerari individuali.

Ed il lavoro collettivo non prevede battutacce, discussioni sulle capacità dell’altro, subalternità al giudizio affrettato e superficiale del pubblico. Perchè altrimenti non si trovano ‘talenti’, ma si addestrano dilettanti  a navigare in futuro solo nel già depresso e approssimativo piccolo schermo italiano, ormai uno dei peggiori al mondo. Ed a vendere prodotti mediocri ad un pubblico diventato a sua volta incapace di scegliere la qualità.

E’ vero che il format del ‘talent show’ è praticato in altri Paesi, ma anche è vero che rimane un prodotto per la tv, mentre la musica o la danza sono forme espressive per teatri, sterminati stadi, folle di fan e grupie e santuari come il Metropolitan.

Per comprendere il tasso di innovazione un siparietto. Sempre nella puntata di ieri sera qualcuno degli ‘esperti’ ha detto: “Non è una canzone radiofonica”, riferendosi ad una dei bruttisissimi e vuoti brani preparati per far comperare cd ai telespettatori del programma, anche dopo la fine del ciclo e guadagnare di più. Cos’è una canzone ‘radiofonica’? L’Italia è anche questo, il preseverare in cliché arcaici, quasi da regime, nei quali chissà quale autorità superiore decide cosa sia più o meno opportuno far ascoltare al pubblico. Naturalmente tra una pubblicità e l’altra e, ovviamente, inducendo un modello di radiofonia nel quale passa solo quello che piace ai programmatori.

Ha vinto una ragazza pur dotata, Alessandra Amoroso, ma insopportabile, sè dicente simpatica, provinciale e senza alcun carisma. Perfetta per la tv o per un pubblico televisivo, acnhe perchè incline al gossip, ma impossibile da sistemare su un palco supertecnologico allestito per un evento rock vero.

Secondo è arrivato il ‘pezzo di legno’ Valerio Scanu, un diciottenne sardo che ignora l’ironia, l’autocritica, quasi fosse Phil Collins o Anthony Kiedis. Più indietro Luca Napoletano, forse il concorrente sul quale lavorando molto si potrebbe puntare per tirarne fuori un artista da musical, perchè sembra saper recitare, cantare, muoversi sulla scena. E appare meno arrogante degli altri.

Ieri oltre sei milioni di persone, in gran numero ragazzi, hanno avuto l’illusione di assistere a qualcosa che promuove arte e talenti ed invece hanno assimilato tutto quello porta nella direzione esattamente opposta. E qualche nuova star a tempo determinato della tv, come i tronisti sempre della de Filippi, si illuderà di poter sfondare nello star business. Come Marco Carta, il vincitore dello scorso anno e di Sanremo, buon venditore dei pochi dischi che si smerciano ancora, ma che tutti rocorderanno sempre come uno di ‘Amici’ della De Filippi. Niente più.

E’ l’Italia un Paese ‘moderno’?


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