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Alitalia: due hostess si incatenano a Palazzo Chigi

Autore: . Data: lunedì, 16 marzo 2009Commenti (0)

Gloria De Marchis e Cristiana Cavatorta si sono incatenate di fronte alla sede della presidenza del Consiglio, a Roma. Intanto il Codacons fa domande sul volo da Chicago.

In uniforme, con dei cartelli al collo sui quali si leggeva “Il governo ha regalato la compagnia ai suoi amici, i debiti li ha regalati a cittadini italiani” o “Vogliamo risposte dal governo sul nostro futuro” le due hostess protestavano perchè nulla della loro vicenda e degli altri colleghi in cassa integrazione offre il minimo segnale di chiarezza.

De Marchis, 31  anni in Alitalia, ha spiegato il motivo della contestazione: “Noi siamo venute qui perchè vogliamo avere delle risposte dal governo. Ci sono state date delle indicazioni sulla cigs, quattro anni più tre anni. Ci hanno molto deriso su questi privilegi, ma fino ad oggi, cioè dal 1 settembre, quando abbiamo fatto la prima manifestazione in via Flavia, non abbiamo visto nulla. Adesso si dice che la cassa integrazione potrà essere mantenuta solo per un anno. Io voglio delle risposte, voglio sapere se è vero che mi diranno qualcosa, se il governo non potrà mantenere le promesse mi riassumessero, perchè io voglio lavorare”.

L’espulsione di queste persone dal mercato del lavoro è stata improvvisa ed ha aperto problemi anche personali molto gravi. Da mesi non ricevono stipendi o sussidi, mentre le misure di protezione sono del tutto inefficaci.

L’assistente di volo ha continuato: “Io posso dire che per la giornata di ottobre ci hanno dato 32 euro 53 centesimi, per le quattro giornate di novembre 149 euro, per 14 giorni di dicembre ci hanno dato 461 euro. Questo è tutto quello che ho percepito da ottobre ad oggi. La regione Lazio, quindi Marrazzo, ha mantenuto le sue promesse. Andando ad aprire un conto con Unicredit ti danno dei soldi a disposizione a far fronte al mancato arrivo della cigs, l’unico problema è che per esempio quando io l’ho aperto avevo due rate di mutuo che non ero riuscita a pagare e come ha visto dei soldi la banca si è presa 1700 euro da quel conto, che invece servivano per matenere la mia famiglia e mangiare. “

Cavatorta ha insistito: “Io ho 49 anni, ho sentito di questi quattro anni più tre. Innanzi tutto non ho chiesto io queso tempo di cassa integrazione e mobilità, perchè mi sembra che a 49 anni io sono ancora giovane per dover andare in cigs. Io avrei voluto continuare a lavorare. Ho una famiglia da mantenere, marito e due figli minori. I nostri non sono privilegi o sono privilegi tra virgolette, perchè è il governo che ha fatto questa legge per noi, ma per poter mandar via gente, più gente possibile”.

Il disagio di quasi ottomila cassintegrati di Alitalia, le difficoltà, il mancato pagamento della cassa integrazione non sembrano interessare la stampa azionale ed appare singolare anche il comportamento delle organizazzioni per la tutela dei lavoratori ed i isndacati, che non riescono a presentare all’opinione pubblica la situazione dei lavoratori della ex Compagnia di bandiera.

Se è vero che sono in centinaia di migliaia i cittadini nelle stesse condizioni, perchè la crisi sta divorando in modo famelico posti di lavoro è anche vero che la vicenda Alitalia ha delle caratteristiche particolari, perchè al già elevatissimo numero dipersone rimaste sostanzialemente disoccupare si debbono aggiungere almeno tre milardi di debiti che pagheranno tutti gli italiani, più quello che costerà la cigs nei prossimi anni.

Ripensare al passato non giova, ma molto probabilmente se il Cavaliere, con l’aiuto di alcune organizzazioni sindacali e delle associazioni aziendali non avessero fatto fallire la trattativa con Air France-Klm oggi la situazione sarebbe molto diversa per tutti, anche per i cassintegrati.

Intanto sull’atterraggio d’emergenza di un Airbus 330 della compagnia Cai (ex Airone) a Chicago sono intervenuti il Codacons e il presidente di Anpac, Luca Berti.

La scorsa settimana, poco dopo il decollo dalla metropoli statunitense, all’altezza di circa mille metri (3mila piedi), si sarebbe verificato un guasto e l’aereo si sarebbe riempito di fumo. Per fortuna non ci sono state conseguenze, ma il Codacons adesso parla di episodio ”gravissimo” e in una nota chiede che vengano chiarite le cause di quanto accaduto e che siano sottoposti a controlli straordinari tutti gli aeromobili della flotta della nuova Alitalia.

Il Comandante del velivolo era Emidio Isidoro, di Pescara. Il pilota ha deciso di rientrare subito all’aeroporto di Chicago ed ha dovuto atterrare con un notevole sovrappeso perchè i serbatoi erano pieni di carburante.

Il presidente del Codacons, Carlo Rienzi ha detto: “Vogliamo spiegazioni non solo sulle cause che hanno prodotto fumo a bordo, ma anche e soprattutto sull’impossibilità di utilizzare le mascherine d’ossigeno”, .

”In attesa di chiarimenti, tutta la flotta della nuova Alitalia deve rimanere a terra e ogni singolo velivolo sottoposto a controlli straordinari, al fine di garantire la massima sicurezza dei passeggeri. E meno male – ha concluso Rienzi – che la Cai aveva comprato solo gli aerei buoni dalla vecchia Alitalia”.

Al presidente del Codacons è sfuggito che l’aereo di Air One non proviene dalla flotta Alitalia, ma è una macchina in uso solo nella ex compagnia di Toto.

Sull’argomento è intervento anche il presidente di Anpac, Fabio Berti. In un’intervista ad una rete radiofonica il pilota, ha giustificato la Compagnia, aggiungendo che “l’altitudine di 3mila piedi è molto bassa”, per cui non pone problemi di pressurizzazione e quindi un eventuale non utilizzazione delle maschere d’ossigeno è da considerarsi ininfluente per la sicurezza dei passeggeri.

Il comandante Berti ha difeso la professionalità dei piloti, ma tuttavia lascia stupiti che il presidente di una associazione di categoria abbia risposto al pari della dirigenza dell’azienda. Non risulta, infatti, che al momento Alitalia-Cai abbia rilasciato alcun commento sull’accaduto. Anche sulle critiche del Codacons.

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