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Al Grande fratello l’amore è scomparso

Autore: . Data: lunedì, 30 marzo 2009Commenti (0)

Il reality di Canale 5 non è certo un campione rappresentativo dei giovani italiani, ma in ogni caso offre un’immagine avvilente sulla qualità dei sentimenti.

alberto-e-vanessaL’acquario televisivo nel quale sono stati rinchiusi i concorrenti in questi giorni è alle prese con l’amore. In realtà la parola è impropria, perchè anche se l’unico argomento di discussione tra i ragazzi è centrato sulle relazioni più o meno sentimentali di alcuni di loro, la parola ‘amore’ non viene quasi mai pronunciata, nemmeno da chi si trova alle prese con flirt reali, immaginati o banalmente inventati.

Quest’anno il meccanismo logorato del Gf deve aver spinto gli autori a cercare di stimolare ‘storie’ nella casa, così i ‘selezionati’ per il gioco sono single e disponibili. Non è chiaro se l’intento fosse quello di poter offrire immagini ‘di senso bibilico’ o emozioni pre o post adolescenziali di tipo romantico.

In un caso o nell’altro è stato un insuccesso. Questi ragazzi sono platealmente incapaci di trovare argomenti di conversazione e riescono a scambiarsi con impegno solo pettegolezzi, in un turbinoso vento di gelosie, macchinazioni e teorie sconclusionate.

Una tal Vanessa, per le cronache ‘barista saltuaria’ nella vita reale, dopo un primo slancio verso un concorrente eliminato, Marco (sedicente “playboy somigliante a Tom Cruise”) si è rapidamente consolata con l’ormeggiatore genovese Alberto. Quest’ultimo personaggio è davvero un fedele prototipo della nuova Italia berlusconiana. Il ragazzo non ha alcuno spessore, ma pensa di essere un navigato esperto della vita ed è incredibilemente verboso. Per dire la più semplice delle cose parla per ore, gesticola e mitraglia verità a suo parere insindacabili. Nessuno gli insegnato l’arte di ascoltare. La sua relazione con Vanessa è una costante scansione di effusioni meccanicho-orizzontali, tra le quali ogni tanto ci scappa un ragionamento sugli altri abitanti dell’acquario in funzione gossip.

Poi c’è un presunto “rom montenegrino”, Ferdi, ragazzo con una prima infanzia difficile. Fuggito dall’orrore della guerra in ex Jugoslavia è cresciuto all’Istituto Don Orione di Fano e dovrebbe essere diventato cuoco, anche se quando tenta di cucinare non sembra ottenere particolari successi. Il giovanotto si è preso una cotta strabiliante per Francesca, bella napoletana ossessionata da un dilemma atroce: “Tu sei più avanti di me, senti di più”, che tradotto vuol dire: “Tu mi ami, io no, però mi dispiace”. I due hanno rispettivamente 22 e 24 anni, ma potrebbero averne 13, se fosse consentito ai bambini partecipare ai reality.

Infine, c’è un nuovo mito della rete, Cristina, studentessa di Scienze della comunicazione che è “attratta fisicamente” da Roberto, “malato di calcio”, tanto da “giocare  5 volte alla settimana a calcetto con gli amici”. Nel tempo che gli resta il giovanotto pare lavori come ‘personal trainer’ in una palestra a Roma. La ragazza ha una speciale affezione per il proprio seno, che non è prorompente, ma enorme ed è il motivo del suo sucesso in internet. L’argomento ‘tette di Cristina’ ha appassionato i blog nazionali e le investigazioni sulla questione sono arrivate a livelli inimmaginabili. Eccone un esempio: “Al trentunesimo secondo del video, nella parte tratta dal suo provino per il Grande Fratello, le sue parole sono esattamente queste: “Il giorno dopo aver fatto 18 anni sono passata da una quarta a una sesta. Adoro il mio seno, adoro mostrarlo e non ci posso fare veramente nulla” [...] Secondo la sua dichiarazione, il suo seno è diventato enorme il giorno dopo aver fatto 18 anni. Non vi sembra una cosa un po’ strana? Non si acquistano un paio di taglie in una notte. E il modo in cui lo dice, inconsciamente o forse no, lascia intendere che si sia fatta un “piccolo” ritocco appena diventata maggiorenne”. Follia allo stato puro.

In questo scenario sono di contorno gli altri concorrenti, tutti appassionatamente occupati ad osservare e dicutere degli accadimenti.

Fino a qui sembrerebbe di trovarsi di fronte al solito trash televisivo, che gli ‘intelletuali’ disdegnano e i telespettatori normali ‘divorano’ quando sono assaliti da crisi acute di voyerismo. Eppure c’è di più.

L’innamoramento (l’incontrarsi tra donne ed un uomini in questo caso, ma comunque tra persone indipendentemente dal rispettivo sesso), è un fantastico esercizio di scoperta. Che ci siano le telecamere o meno si suppone i protagonisti si dicano cose intense, si raccontino, usino parole speciali, tra le quali “ti amo”, “sono innaorato di te”, “ti adoro”, ecc.

Invece qui si dice altro altro. Tramontato ‘attimino’, che andava i moda fino a qualche anno fa, adesso siamo a ‘percorso’ e poi ci sono ‘contesto’, ‘attrazione fisica’, ‘malizia’ e qualche altra forma verbale gergale. Gettonatissimo, anche “ci sta”.

Nei lontani ed oggi odiati anni sessanta i ragazzi di quell’età parlavano tra loro del mondo e dei sogni, si raccontavano la vita, erano divorati dalla passione per l’altro e per la conoscenza. Le notti si passavano a guardarsi, i giorni a cercare, il tempo volava via come un fulmine.

I concorrenti del Gf si annoiano, passano interminabili giornate ripetitive, quando si sentono in vena sragionano di diete, tatuaggi, alimentazione bilogica, tono muscolare, smagliature, peli e capelli, fitness.

Nel discorso del presidente del Consiglio, ieri, a chiusura del congresso di fondazione del Pdl, il ’68 è stato evocato come l’anno della distruzione dei ‘valori’ e per questo è diventato un errore da dimenticare. Guardando il Gf si capisce perchè: giammai i giovani imparassero ad amare, sarebbero liberi.

Nell’Italia di questa era ‘televisivo-berlusconiana’ nessuno degli abitanti della casa sa pronunciare la parola amore e, peggio ancora, parlarne. Le coppie vere o presunte del reality non affrontano la conoscenza, ignorano l’esistenza dell’eros, sono tanto piatte quanto asessuate. E’ incredibile ossevare come un abbraccio, un bacio, un momento di tenerezza, anche uno sguardo di taglio, sembrino mutuati da una telenovela brasiliana Gli occhi sono piatti, i sorrisi freddi, mentre il senso di possesso, la dipendenza e il moralismo hanno un posto dominante nella scala di interessi dei concorrenti. Tutti girano in sgradevoli mutande perchè le lampade fanno calore, le ragazze inquadrate dalle telecamere chiedono ai ragazzi di voltarsi mentre si spogliano, anche se nello stesso momento sono osservate da milioni di fan in televisione. Tutti hanno l’obiettivo di vincere senza esclusione di colpi.

Gli autori, ben consapevoli di questo livello ‘elementare’ di educazione sentimentale, la settimana scorsa hanno deciso di lasciar esplodere una polemica che ha coinvolto tutti i ragazzi. La genesi della superlite è stata generata da un attacco di gelosia di Vanessa, non per caso una donna.

Il modello della ‘lotta tra geishe’, dell’ormeggiatore ‘palestrato-tatuato’, dell’uomo ‘vero’ e delle donne in lotta tra loro per poter essere possedute dal ‘signore’ è passato limpido come un bicchier d’acqua, rilevando un medioevo di ritorno preoccupante. La ‘prima donna’ (Vanessa), dopo aver perso la brocca senza motivo alcuno, ha processato pubblicamente la ‘rivale’ (Francesca), perchè la poveretta avrebbe guardato con occhi ‘malizosi’ il suo Alberto, mentre lo spasimante a secco della fedifraga (Ferdi) , invece di difenderla, ha partecipato al delirio inquisitivo senza batter ciglio. Tifo e commenti della ciurma al completo. Durata della querelle: una settimana.

Il modello proposto è, come sempre nella televisione contemporana, reazionario. Le donne si combattono tra loro, mentre l’uomo, anche se senza qualità, ha il ruolo dominante. Il non-fidanzato ‘dell’altra’, ovviamente si contorce nei suoi dubbi, perchè le donne sono sempre ‘potenziali traditrici’.

Anni di emancipazione della donna e di presa di coscienza degli uomini sembrano dimenticati, ricondotti alla stessa violenza che travolge i sentimenti e li rende spettacolo demenziale in programmi come ‘Uomini e donne’ o in altri esempi di tv da agenzia matrimoniale.

Il Grande Fratello non è certo la realtà, ma ne comprende una parte. L’idea che la televisone non sia ‘educativa’ è l’ultima follia delle culture postideologiche, perchè la ufficializzazione dei comportamenti indotta dal piccolo schermo di fatto interviene sulle abitudini quotidiane dei cittadini, rendendo ‘normale’ quello che avviene. L’antico “l’ha detto la televisione” non tramonta mai. Ecco allora che il gioco è fatto e si perde la bussola.

Per questi motivi, forse, una l’osservazione attenta del Gf vale dieci Ballarò, Porta a Porta, AnnoZero. Perchè la società del digitale svela i suoi segreti nella banalità del quotidiano, in questo caso raccontato da ragazzi incolti e provinciali, rozzi e senza spessore, tatuati e vuoti, ma talmente essenziali da essere più veri del vero.

Nessuno di loro, infatti, guardando la sua bella, in una notte di luna nel giardinetto del Gf, ha saputo pronunciare un travolgente “ti amo”. Nessun maniaco del programma l’ha potuto registrare, metterlo su Youtube, farlo diventare un indimenticabile segnale di romantico erotismo da reality .

C’è davvero da pensare, non si sa bene se all’amore, alla vita o al disastro italiano.

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