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Qualche malumore nella Cisl

Autore: . Data: martedì, 24 febbraio 2009Commenti (0)

Il segretario dei pensionati Cisl, Antonio Uda, sembra rompere l’unanimismo che circonda le scelte della segreteria del sindacato guidato da Raffaele Bonanni. Per Uda di fronte all’aggravarsi della crisi economica e sociale “c’è un preoccupante vuoto d’iniziativa del sindacalismo confederale”.
cislPer il capo dei pensionati Cisl “il Governatore della Banca d’Italia è intervenuto a gamba tesa sul Governo, denunciando che la più pesante ripercussione sulla crisi si sentirà nei prossimi mesi e riguarderà anche tutto il prossimo anno. Tradotto in linguaggio sociale, vuol dire che aumenteranno la disoccupazione e il disagio economico delle famiglie. Il super ministro dell’Economia Tremonti, in palese contrasto con Draghi, ha replicato: ‘Il Governo ha fatto tutto il possibile’. Due giorni prima avevamo assistito allo scontro tra il ministro Scajola e la presidente della Confindustria Marcegaglia, la quale, senza pudore alcuno, rivendica più risorse finanziare per le imprese, piccole, medie e grandi. E non importa se per queste ultime i bilanci sono, ancora per il 2008, in forte attivo (leggasi come esempio per tutte, la Fiat)”.

Uda è preoccupato perchè “il movimento sindacale italiano, soprattutto le confederazioni, non alzano il livello dello scontro sui temi del sociale: fondo per la non autosufficienza, potere d’acquisto delle pensioni, nuovo paniere per la rilevazione dell’inflazione. Paniere ormai indebolito e superato di fatti. Vengono lasciate solo alla Fnp queste rivendicazioni e la tutela di milioni di persone che vivono senza assistenza e in precarie condizioni economiche. L’economia, limitata al solo mercato e al solo rilancio della produzione non si riprendera’ se 17 milioni e passa di pensionati non avranno risorse da spendere”.

La posizione del leader dei pensionati collide in modo evidente con quella di Bonanni, fautore di una stagione di ‘collaborazione’ con Confindustria e governo. Per Uda è “definitivamente appurato” per la Fnp che la carta sociale è stata “un vero flop” e che i bonus sono di altrettanto difficile ottenimento.

“Se vi fosse stata una trattativa con i sindacati dei pensionati – puntualizza Uda – avremmo individuato modalità e criteri di equità più chiari e trasparenti e di facile fruibilità. Inascoltati, vox clamans in deserto”.

Le parole del segretario dei pensionati sembrano, poi, annunciare una forte opposizione alla strategia della confederazione, aprendo di fatto una sponda alla Cgil. Uda ha infatti sostenuto: “Il congresso nazionale Fnp di fine aprile deciderà anche il da farsi. C’è una forte spinta dei delegati di base nei congressi territoriali verso la mobilitazione generale. Questa spinta non rimarrà inascoltata. E sarà una giusta risposta per tentare di rimettere all’attenzione della politica e del governo le questioni del sociale e dei pensionati, cancellate dall’agenda governativa”.

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