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Oggi la sinistra in piazza contro lo sbarramento

Autore: . Data: martedì, 3 febbraio 2009Commenti (0)

Oggi comincia la discussione sullo sbarramento del 4 per cento alle elezioni europee. Proteste alla Camera e al Quirinale contro l’accordo Ventroni-Berlusconi e sono forti i malumori anche nel Pd.

sinistraNel pomeriggio, dalle 15, Verdi, Sinistra Democratica, Movimento per la Sinistra, Associazione per la Sinistra, Associazione Unire la Sinistra saranno in piazza Montecitorio, dalle 15 per manifestare “contro l’inciucio tra Berlusconi e Veltroni”.

Lo slogan delle organizzazioni è: “L’accordo tra Veltroni e Berlusconi per introdurre lo sbarramento del 4 alle prossime Europee rappresenta un durissimo attacco alla democrazia del nostro Paese”,

In una nota si legge: “Questa riforma fatta a circa 4 mesi dalle elezioni ha lo scopo manifesto di escludere alcune forze politiche della sinistra dalla rappresentanza al Parlamento europeo. Ancora più grave è la motivazione: la riforma viene fatta per rispondere alle esigenze dei leader e non a quelle dei cittadini. Questo tentativo di cambiare le regole a ridosso della campagna elettorale, infatti, non trova alcuna giustificazione in presunte esigenze di governabilità, perchè le elezioni europee esprimono i rappresentanti all’interno del Parlamento Europeo che non elegge alcun governo, nè di semplificazione della composizione parlamentare, perchè la costituzione dei gruppi all’interno del Parlamento europeo deve coinvolgere eurodeputati provenienti da diversi Paesi”.

“Si tratta di un atto profondamente antidemocratico, un altro dei tentativi finora disastrosi di introdurre il bipartitismo in Italia in modo coatto – concludono le organizzazioni – che porta con sè pericolose conseguenze in termini di scambio e accordo con il centrodestra”.

Oggi inizia la discussione della riforma della legge elettorale e anche Rifondazione comunista sarà al Quirinale e a Montecitorio contro l’inciucio. Ferrero (Prc) ha dichiarato: “In piazza contro il vergognoso accordo tra maggioranza e opposizione”. La prima tappa della protesta è fissata per le 12 sotto la residenza del Presidente della Repubblica e successivamente alle 14 a Montecitorio dove, fa sapere il leader del Prc, “i nostri ex-parlamentari porteranno la protesta anche dentro la sede della Camera dei Deputati”.

Ma anche nel partito di Veltroni ci sono discussioni. Vincenzo Vita, senatore dell’ala sinistra del Pd ha sostenuto: “L’idea che muove il gruppo dirigente e la maggioranza del Pd con l’introduzione dello sbarramento al 4per cento per le europee di giugno, è quella di raccogliere un po’di incerti e di elettori della sinistra radicale. Credo, in realtà, che l’effetto sarà assolutamente contrario”.

Il senatode del Pd ha aggiunto: “Autorevoli esponenti del partito, tra cui Livia Turco e Massimo Fiorio porranno domani questo tema a partire da alcune considerazioni fondamentali. La prima riguarda i tempi di questa vicenda. Se avessimo parlato di una riforma per le europee qualche mese fa, il senso sarebbe stato diverso, ma così a ridosso delle elezioni la faccenda ha il sapore di una grave forzatura”.

Anche Arturo Parisi, sempre del Pd e prodiano, è durissimo: “Sono allibito, senza parole: nel Pd prima si decide, poi si discute…” e sulla discussione del gruppo parlamentare del partito aggiunge senza mediazioni: “Non capisco proprio di che cosa si dovrebbe discutere e decidere”. “Essendo una volta tanto chiarissima la posizione di Veltroni – ha continuato – quella che attendo di conoscere è la posizione di chi preferisce continuare a disquisire ancora sul ‘come’ e sul ‘quanto’ delle soglie invece di riconoscere che a questo punto ad essere in discussione è il ‘se’”.

Dario Franceschini, il vice di Veltroni, ha risposto alle dichiarazioni rilasciate ieri di Massimo D’Alema e nelle quali l’ex ministro degli Esteri aveva detto di  “ritenere più giusta la soglia del 3 per cento anziché il 4 per cento”.

Il vice di Veltroni ha tagliato corto: “La legge sullo sbarramento alle europee è uno spartiacque o si va avanti con un modello con due grandi partiti e 3-4 forze intermedie o si torna indietro con coalizioni frammentarie, divise non in grado di governare”.

Intanto è previsto per domani il primo appuntamento di piazza per contrastare l’iniziativa bipartisan sullo sbarramento. “Contro il realizzarsi del vergognoso accordo parlamentare in corso tra maggioranza e opposizione e reso possibile solo grazie al consenso di Pd e IdV”, annuncia il segretario del Prc, Paolo Ferrero, “domani parteciperò, con una folta delegazione del mio partito, presente ai massimi livelli, ai presidi di protesta che abbiamo organizzato” sotto le sedi del Quirinale e della Camera dei Deputati.

La prima tappa della protesta è fissata, dunque, per le 12 sotto la residenza del Presidente della Repubblica e successivamente alle 14 a Montecitorio dove, fa sapere il leader del Prc, “i nostri ex-parlamentari porteranno la protesta anche dentro la sede della Camera dei Deputati”.

Problemi in toscana, dove gli assessori regionali Baronti (Prc), Betti (Verdi) e Bertolucci (Pdci) non hanno partecipato ieri alla riunione di oggi della giunta, in segno di protesta contro lo sbarramento. ”Questa protesta – hanno spiegato i tre assessori in una nota – non è diretta contro il presidente nè contro la Giunta regionale toscana, rappresenta un gesto simbolico con cui intendiamo partecipare alla mobilitazione generale che coinvolge in questi giorni consigli e Giunte a livello comunale, provinciale e regionale”.

Secondo Baronti, Bertolucci e Betti, infatti, “l’accordo Pd, PdL, IdV è un attacco alla rappresentanza e alla partecipazione democratica che non può trovare nessun tipo di giustificazione dietro ad esigenze di governabilità o efficienza perchè il parlamento europeo non vota nessuna fiducia e non deve garantire la stabilità di nessun governo”.

L’accordo Berlusconi-Veltroni per i tre assessori, ”è una scelta dettata dalla paura di un probabile e possibile calo di consenso che provocherebbe l’implosione del Pd mandando a gambe all’aria il progetto di bipartitismo maggioritario e inoltre è prigioniera di una pratica mercantile e di una inaccettabile logica di scambio con Berlusconi su importanti temi politici come giustizia, lavoro, informazione. E’ un atto grave – hanno concluso – perchè non si è mai visto in nessun stato d’Europa cambiare le regole del gioco quattro mesi prima dell’elezioni”.

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