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La vita di Eluana Englaro

Autore: . Data: giovedì, 5 febbraio 2009Commenti (10)

Il caso di Eluana Englaro è noto. Si tratta di una ragazza che il 18 gennaio 1992 è stata vittima di un terribile incidente, quando verso le quattro del mattino la sua auto si è schiantata contro un muro nei pressi di Lecco. Da quel giorno è in uno stato di coma irreversibile.
galileo1 Da diciassette anni è in stato vegetativo, in un letto di una clinica, alimentata artificialmente da un sondino nasogastrico. Immobile, gli arti irrigiditi e deformati. Non esiste nessuna speranza clinica perché possa riprendere coscienza.

Le battaglie legali del padre per rispettare la volontà della ragazza e far terminare la sua sopravvivenza artificiale sono state lunghe e complicate. Non le ha condotte solo per se stesso, per sua figlia, ma per tutti i cittadini italiani che hanno diritto a poter decidere su un argomento molto importante: il diritto alla vita.

Adesso, sembra, finalmente si sia arrivati a poter staccare il sondino per lasciare Eluana andare dove i nativi americani pensano ci siano le grandi praterie, i cristiani il paradiso, tutte le religioni qualcosa di immenso ed i laici solo e semplicemente la morte.

Ieri  l’agenzia di stampa della Cei, nella sua nota settimanale, ha scritto: “E’ un momento triste per tutti coloro che, credenti o non, hanno a cuore la tutela della persona. Se nessuno può togliere la vita a un altro, togliere la vita a una persona totalmente indifesa è una barbarie”.

L’integralismo, la convinzione di possedere la verità, il voler decidere per gli altri è la forma più grave di arbitrio. Secondo un supposto principio religioso di tutela della vita umana le gerarchie cattoliche italiane, le organizzazioni di credenti, hanno lanciato una campagna di disinformazione inaccettabile.

Perchè è vero che vita deve essere tutelata, sempre, ad ogni costo e senza nessun cedimento. Ma la vita.

Cos’è la vita? E’ poter decidere del proprio destino, del tempo e degli amori, degli amici e delle scelte. E’ poter imparare dagli altri e guardare il mondo, leggere e sorridere, andare in un cinema e dibattersi tra un McDonald e un venditore di caldarroste. E’ poter combattere per i più deboli se si vuole o pensare solo ai propri interessi se si vuol essere in altro modo.

Eneo Domizio Ulpiano fu un giurista romano del II secolo e scrisse: “Iustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi. Iuris praecepta sunt haec: honeste vivere alterum non laedere, suum cuique tribuere”. Nella ‘lingua nuova’, l’italiano, vuol dire: “La giustizia consiste nella costante e perpetua volontà di attribuire a ciascuno il suo diritto. Le regole del diritto sono queste: vivere onestamente, non recare danno ad altri, attribuire a ciascuno il suo”.

Ecco cos’è la vita ed ecco, in pochissime e sagge parole, il senso più alto del diritto. Può Eluana godere di questo straordinario privilegio?

La gerachia ecclesiastica costrinse Galileo Galilei, il 22 giugno 1633, all’abiura delle sue concezioni astronomiche, gli impose di dire che la terra era il centro dell’universo, lo obbligò ad una vita di isolamento. Fu obbligato a “stare da solo, di non chiamare né di ricevere alcuno, per il tempo ad arbitrio di Sua Santità”.

Il 31 ottobre 1992, dopo ben 359 anni, 4 mesi e 9 giorni, Galileo è stato finalmente riabilitato dalla Chiesa cattolica, con la cancellazione definitiva della condanna inflitta dal Sant’Uffizio.

Oggi ministri e politici, uomini di fede e teologi discutono dell’esistenza di Eluana, senza domandarsi se solo trent’anni fa, dopo un incidente stradale, per colpa di un’influenza o a causa di un’infezione un essere umano in coma irreversibile sarebbe stato definito vivo e costretto da macchinari a vedere il proprio cuore battere senza provare la felicità dei sentimenti. Quello che conta per costoro è come sempre il principio dogmatico, lo stesso che tentò di lasciare l’umanità nel buio del medioevo, condannando Galileo al silenzio, lui, lo scopritore della magia del cosmo.

La scienza intesa come padrona della vita umana è la più pericolosa tra tutte le idee. La scienza, quella medica in particolare, è rispetto per la vita, nella pienezza del suo svolgersi, mezzo per aiutare chi è malato a guarire. Per la medicina cinese antica era addirittura lavorare per prevenire le patologie, per cui da quelle parti il medico si pagava quando si stava bene, perchè se si era malati voleva dire che il ‘dottore’ aveva lavorato male.

Le terapie intensive debbono portare al recupero migliore possibile del paziente, non al tenere inchiodato qualcuno ad un macchinario per desiderio di onnipotenza, per dimostrare di essere più forti della morte.

Così l’accanimento contro la libertà di Eluana e di suo padre non è una battaglia per la vita, ma esattamente il contrario. E’ una battaglia nella quale alcuni uomini decidono di sovrapporsi al destino, alla natura, al volere del Padreterno (a seconda dei pareri) pensando di superare con la tecnologia il senso della morte.

Non è possibile far riflettere questi cttadini, come non fu possibile in quel lontano 22 giugno del 1633. Ma è possbile aspettare, perchè si ravvedano, con pazienza cristiana, sperando di non dover attendere altri 359 anni.

Roberto Barbera

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Commenti (10) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    Ho l’impressione che la confusione mentale regni sovrana… Spero si lasci in andare in pace Eluana e la sua famiglia… Qui i diritti sono sempre meno tali…

  • sandro galluzzo ha detto:

    lascia perdere gli errori della chiesa di secoli fa, usati come alibi.
    Noi siamo cattolici, se gli islamici vogliono pregare, e difendiamo la chiesa.
    Noi siamo atei, se la chiesa parla di aborto. (radicali)
    Noi siamo orgogliosi della chiesa che col papa cui siaamo grati in parlamento si mostra favorevole all’indulto. (radicali)

    Un atto che causa la morte altrui si chiama omicidio; mi stupisco di come la mia splendida magistratura abbia fatto tale errore.

    sorvolo sui giudizi verso il “signor” Englaro in quanto mi sembrano evidenti: l’azione di toglierte la vita siu chiama assassionio chi lo esegue o lo auspica….

    Ho rispetto per il mio presidente (rispetto dovuto) ma mi vergogno
    di essere da lui rappresentato

  • alex ha detto:

    Io se fossi in Eluana direi a tutti……….lasciatemi andare
    in pace, ma un po di silenzio su questa storia non si potrebbe
    avere ? Da parte della stampa e della televisione per rispetto
    a lei e alla sua famiglia che credo sia l unica abbia diritto
    di decidere sulla sua vita o non vita. Tutti devono parlare,
    per credo religiosi, per etica ma l’umanità non ce l’ha nessuno?
    Chiedo silenzio su questa vicenda e ammiro il presidente Napolitano
    per la sua decisione.

  • alex ha detto:

    Io sono fiera di essere rappresentato da un UOMO come
    il presidente Napolitano. Uomo di integrità indiscutibile.

  • alex ha detto:

    Io sono schifata dalle parole del presidente del consiglio
    Slvio Belusconi su Eluana Englaro e mi vergogno di essere
    rappresentata da uno come lui e dico….se si trovasse
    lui nella situazione di Beppe Englaro……ma si vergogni

  • lord whiteworld ha detto:

    Credo che bisogna pensare al fatto che il lavoro di una macchina che opera, per quanto impressionante, non è la vita…definire il significato della vita è difficile come spiegare a un non-vedente la bellezza di un prisma dalle mille sfaccettature colorate , ma di sicuro comprende esperienze ed emozioni e finisce quando qualcosa che sia naturale o meno pone fine alla nostra esistenza. Bisognerebbe essere molto arroganti per dire che non è cosi. Bisogna lasciar succedere le cose in modo naturale anche perchè noi non sappiamo che cosa succeda veramente. Oltre tutto la volontà della diretta interessata mi pare evidente. La chiesa è un organizzazione capace di manipolare molta gente e la storia non è un libro che ho scritto io. La morte fa paura ma quando arriva bisogna accettarla. La medicina serve per far si che arrivi il più tardi possibile,ma quando è evidente e inevitabile bisogna accettarla come parte della vita stessa …lei avrebbe voluto cosi. Non credo che ci sia qualcun’altro che abbia il dovere/diritto di decidere. Di omicidi veri ce ne sono fin troppi e di cui nessuno se ne preoccupa.

  • sandro galluzzo ha detto:

    Aiutatemi a capire. Grazie.

    Come si definisce, secondo il sentire comune e secondo legge, l’azione con la quale si provoca la morte altrui?

    A prescindere da ogni convinzione e esaminando i fatti,
    C’è una persona che tra qualche giorno muore; uno chiede che si operi subito per evitarlo, l’altro afferma che non c’è urgenza. prescindo dal fatto in se; ma chiedo è dotato di intelligenza, a vostro avviso, chi dice “non c’è urgenza”?

    La chiesa: perchè dovrebbe tacere? non siamo un paese democratico e civile? per quale ragione ha titolo a parlare solo chi vuole uccidere figli malati vecchi, liberare carcerati che possono così uccidere, può parlare un ideologo delle br; ma la chiesa deve tacere!
    Vi sembra giusto?

    Rispettare il dolore del “signor” englaro! Quale dolore?
    Chiede sempre di essere lasciato al suo dolore; ma intanto manda messaggi tramite quotidiani.

    Qual’è la funzione degli ospedali?

    Eluana, si dice chiese di…. Un giorno ha un incidente, se non erro, la legge non mi obbliga a curarmi, ma bbliga l’ospedale a curarmi se io accetto:
    Ha l’inmcidente, il medico mostra il letto coi macchinari; il padre rifiuta (è suo diritto) perchè lei non voleva.

    Il “signor” englaro come welby ha violato la volontà del suo caro lo ha torturato e ora lo uccide ottenendo fama soldi e, forse, seggi elettolari, con quello che ha permesso a un criminale di uccidere.

    Pannella ha voluto l’indulto: un criminale è stato liberato; grazie a Pannella, ha preso un arma e ucciso un edicolante…
    E’ la chiesa che deve tacere?

    vi foste dimenticati lo ripeto:
    Si chiede tutto cio ma soprattutto; la definizione di
    “azione che causa, volontariamente, la morte altrui”.

    Grazie

  • giorgioarlotti ha detto:

    Caso Eluana. Un problema che sta dividendo l’Italia in due parti. Favorevoli e contrari.
    Personalmente sono più che favorevole a “dare una mano” a questa ragazza a porre fine ai propri patimenti. Ma, secondo me, i veri patimenti sono quelli dei genitori che vedono questa ragazza in stato comatoso irreversibile senza la minima speranza di riprendersi. Gli anni trascorsi sono diciassette. Diciassette anni nel corso dei quali i genitori, ad ogi squillo del telefono pensavano: “speriamo sia giunta la buona notizia… che Eluana abbia smesso di soffrire”. Ahimè… tale notizia non è arrivata. Eluana si trova nello stesso stato. La stampa, la televisione e via discorrendo fanno vedere sempre e unicamente una ragazza sorridente, felice. Per quale ragione, previa l’autorizzazione dei genitori, non hanno mai fatto vedere la fotografia della ragazza così come si trova oggi?
    Io ho perso più cari a seguito di un tumore. Vi assicuro che, in special modo quando è deceduta mia madre (morta a seguito di una forma di polimiosite), il mio desiderio sarebbe stato quello di fare il funerale con la tomba chiusa. Purtroppo così non è stato a causa della nonna. Vi assicuro che vedere mia madre ridotta in malo modo dalla malattia, era tremendo. La cosa più bella, per me, è ricordare mia madre giovane e in salute.
    Ieri, 9 febbraio, Eluana ha terminato di soffrire. Leggere i commenti presenti sulla stampa italiana altro non fanno salvo tormentarla. Chiudiamo il tutto, una volta per tutte, lasciamola in pace!
    Giorgio Arlotti

  • MissMcGonegall ha detto:

    Le persone sono spesso egoiste e possessive, il vero amore per qualcuno, madre, figlio o parente o amico che sia è quello che lascia l’altro libero di essere e fare ciò che sente che desidera… Quante persone sono costrette a calvari dai finti “buoni” che hanno intorno…Eluana andava lasciata andare… e per pace dei cattolici andassero a rileggersi cosa si dice a proposito del mantenimento in vita di una persona, il cattolicesimo non prevede l’uso di mezzi artificiali di sopravvivenza, è considerata violenza. E questa è stata fatta ad Eluana e molti altri. La legge che vuole essere fatta ci vuole costringere tutti ad essere violentati, privandoci della libertà di decidere. Io personalmente già ho dichiarato in famiglia che guai chi mi attacca a qualche macchina se mi accade qualcosa. In questo paese non solo è sempre più difficile vivere, ora ti vogliono anche impedire di morire in pace…

  • donatella petrino ha detto:

    Quanta ipocrisia ….
    Si sottrae il diritto di morire o di non vivere e
    invece c’è allarme nei centri di trapianto degli organi italiani
    perchè non vengono più donati gli organi.
    La legge del 91 è nell’oblio e chi ha una speranza di vita, vive
    nell’inutile attesa.
    Questa è la politica del non fare nulla. Si creano comitati pro
    vita per gli ovuli e per chi non vuole vivere più nelle condizioni disperate come un vegetale e INVECE SI TACE SUI TRAPIANTI CHE NON SI POSSONO FARE PER MANCANZA DI ORGANI …..L’ULTIMA CAMPAGNA INFORMATIVA RISALE ALLA BINDY NEL 1999 E AVEVA PRODOTTO IL 60% DI AUMENTO DI DONAZIONI!!!
    QUESTA E’ POLITICA PRO MORTE !!!!1
    donatella petrino

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
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