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La telenovela del testamento biologico

Autore: . Data: venerdì, 27 febbraio 2009Commenti (0)

La questione del dibattito parlamentare sul provvedimento voluto a tambur battente da Berlusconi sta assumendo caratteri avvilenti.

testamento-biologicoNella commissione Sanità del Senato, nel pomeriggio di ieri, si discuteva degli emendamenti da presentare in aula giovedì 5 marzo. Tuttavia i due schieramenti si sono infilati in un vicolo cieco, perchè la strumentalizzazione dell’argomento ha aperto contraddizioni di ogni genere in tutti e due gli schieramenti.

Così, il presidente, Antonio Tomassini, chiederà al presidente del Senato Renato Schifani di far slittare il termine per la resentazione degli emendamenti. Questo secondo le parole Dorina Bianchi, capogruppo Pd.

Il 5 marzo dovrà essere persentato anche il disegno di legge Calabrò sull’argomento, ma anche questo punto è incerto. Per Bianchi “non si sa. Per ora è deciso che martedi’ 3 alle 21 inizi la votazione degli emendamenti, che andrà avanti anche mercoledi”’.

Al momento, secondo Donatella Poretti, del Pd, sono possibili due ipotesi: ”O Tomassini chiede a Schifani un rinvio dell’Aula, oppure si va in Aula senza relatore al testo”.

Dopo la riunione della commissione è successo di tutto. Piergiorgio Massidda, del centro-destra, uscendo dall’aula della riunione, ha accusato il Pd “di non volere la legge” e di “ricorrere a tutti i peggiori metodi ostruzionistici” per rallentarne l’iter. Ha detto il senatore: “C’è gente che viene qui con i foglietti in tasca e allora abbiate il coraggio di dirlo chiaramente che questa legge non la volete fare”.

Ignazio Marino e Fiorenza Bassoli, del Pd, hanno risposto con durezza: “Noi stiamo discutendo di cose serie, di merito”, mentre Vincenzo Vita ha osservato che “questo ddl è scritto con i piedi”. Gli faceva eco Marino che diceva “ma chi l’ha scritta questa legge?”. Nel frattempo la radicale Daniela Poretti, rivolgendosi a Massidda, osservava: “guarda che non ci voleva nulla a preparare interventi precotti, ma non l’abbiamo fatto”.

L’accellerazione voluta dal premier, Silvio Berlusconi, durante il caso Englaro e probabilmente determinata dalla volontà di ‘forzare’ per dimostrare una decisa capacità di controllo e gestione delle decisioni del Parlamento si è scontrata con le intransigenze degli integralisti cattolici e le numerose sfumature dei laici. Risultato: una pericolosa paralisi.

Tanto che sempre ieri un inedito fronte bipartisan, composto da  Emma Bonino, Pietro Ichino, Stefano Ceccanti ed Enzo Bianco per il Pd e Ferruccio Saro, Antonio Paravia e Lamberto Dini per il Pdl hanno firmato un appello per chiedere di rinviare la discussione sul testamento biologico a dopo le elezioni europee.

Lo scopo, ha spiegato uno dei firmatari, è di lasciar decantare l’ondata emotiva scatenata dalla vicenda di Eluana Englaro ”ma soprattutto evitare al Paese nuove, pericolose lacerazioni: per questo chiederemo ai gruppi parlamentari se non sia il caso di rinviare la discussione e l’esame degli emendamenti a dopo il voto del 6 giugno”.

Neò testo del documento congiunto si legge: ”Noi, credenti e non credenti, considerato il clima attuale del dibattito politico in corso sul trattamento dovuto nelle situazioni particolari di confine tra la vita e la morte, rileviamo il rischio che un intervento legislativo non sufficientemente meditato su questa materia, quale che ne sia il segno e il contenuto, cristallizzi soluzioni rigide, sempre parzialmente inappropriate rispetto all’infinita varietà dei casi reali, come è inevitabile. Per questo chiediamo una moratoria legislativa su questa materia di qualche mese, che permetta di recuperare la serenità necessaria per il migliore e più aperto confronto”.

Rimane un mistero come le posizioni possano avvicinarsi, ma di fronte anche alla pur vaga possibilità che accada la parlamentare del Pd, Dorina Bianchi, cattolica ha subito detto: “Bisogna andare avanti e cercare di arrivare ad una legge il migliore possibile sul testamento biologico. Lo scorso luglio abbiamo approvato una mozione che chiedeva una legge sul fine vita entro la fine del 2008, siamo già oltre con i tempi e secondo me occorre andare avanti”. Oltre alla questione generale il punto che più fa discutere è quello dell’alimentazione dell’idratazione forzata e sulla possibilità di trovare una mediazione tra integralisti cattolici e laici la senatrice democratica ha espresso un generico ”stiamo lavorando”.

A sintetizzare la situazione ci ha pensato  Massimo Donadi, capogruppo dell’Italia dei valori alla Camera: “L’appello  a rimandare a dopo le Europee il ddl sul testamento biologico è un’ipocrisia, dettata più da ragioni volte a mascherare le divisioni all’interno del Pd e del Pdl che da altre motivazioni. E’ forte l’impressione che i partiti non vogliano farsi giudicare dal proprio elettorato per le scelte che assumeranno su questo tema. Occorre, invece che la politica abbia il coraggio di confrontarsi e di assumersi le proprie responsabilità anche su temi cosi’ delicati”.

La previsione è burrasca.

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