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La condanna di Mills non vale un articolo

Autore: . Data: giovedì, 19 febbraio 2009Commenti (0)

Il processo a David Mills e la sua condanna lasciano aperte molte ipotesi sulle reponsabilità di Berlusconi. I giornali di tutto il mondo hanno commentato i fatti, mente in Italia la notizia è stata quasi ignorata.
tribunale“Per darvi un’dea sull’opinione degli italiani sul loro primo ministro e sui suoi scontri con la giustizia, nel giorno in cui è stata emessa la sentenza Mills c’era solo un piccolo drappello di televisioni a Milano per coprire l’avvenimento. Non si è ritenuto fosse un motivo di particolare attenzione per i media. Immaginate la stessa cosa in un altro Paese, dove il capo del governo è implicato in un grave episodio di corruzione. Sarebbe impossibile muoversi nel tribunale per il numero di microfoni e telecamere. Ma non in Italia”.

Le parole sono quelle di un giornale ‘sovversivo e comunista’? No, solo un resoconto della Bbc sul processo che ha visto condannare l’avvocato inglese David Mills. Per ricostrure in breve la vicenda sarà bene utilizzare materiali pubblicati fuori dal nostro Paese.

Per il New York Times il verdetto di Milano è il risultato dell’accertamento di un atto di corruzione, perchè l’avvocato Mills avrebbe preso una tangente “in cambio di aver mentito per proteggere il Primo ministro”. Per la Bbc, Berlusconi “non è rimasto al riparo dalla legge italiana e secondo le sue stime durante la lunga carriera è stato coinvolto in 2500 audizioni. In alcuni è stato anche stato trovato colpevole. Le condanne in passato hanno incluso la corruzione, falso in bilancio e truffa. Però non è mai stato in prigione, perchè ha sempre vinto in appello, è stato assolto o ha beneficiato di specifici benefici di legge”.

Naturalmente sia New York Time che Bbc specificano che Mills si dichiara innocente e che ricorrerà in appello, ma non evitano di sottolineare che il Cavaliere non è sotto processo grazie ad una legge che gli permette di non essere giudicato. A questo proposito fanno notare che se dovesse essere accolto il ricorso presentato alla Corte costituzionale il processo Mils sarebbe da rifare.

Per il Financial Times “la corte dice che Mills ha preso la tangente di Berlusconi” e specifica che l’avvocato è stato condannato a quattro anni e mezzo dopo aver ricevuto “una mazzetta di 600mila dollari da Silvio Berlusconi, ora il premier italiano” perchè fornisse “falsa testimonianza” in due differenti procedimenti penali.

Eppure in questi giorni nessuno ha parlato del fatto, i telegiornali e le radio hanno ‘silenziato’ la notizia e gli unci per cui si richiede la certezza della pena sono i criminali da strada.

Ieri le cronache si sono interessate alle violenze sulle donne prodotte da due presunti colpevoli rumeni, ma mai si è ricordato agli italiani che la stragrande maggioranza degli stupri in Italia viene compiuto da nostri connazionali e quasi sempre all’interno delle mura domestiche.

Cercare di fermare l’ondata propagandistica del governo di centro-destra e riportare un minimo di obiettività sembra impossibile e, mentre ancora ieri nel suo dimettersi anche Veltroni continuava a parlare di ‘emergenza criminalità’, all’estero non si sapeva comprendere come gli italiani fossero così ‘strani’ dal continuare a rafforzare un premier nonostante le numerose grigie vicende giudiziarie.

La responsabilità dei media in tutto questo è enorme e non basta ripetere che gran parte degli editori sono legati alla politica, in un modo o nell’altro. I Tg sono ormai bollettini di guerra nei quali la cronaca nera, se riguarda stranieri, occupa almeno i tre quarti del tempo. I servizi mostrano cittadini ‘spaventati’ che vogliono ‘sentirsi sicuri’, casalinghe che invocano ‘ronde’, sindaci alle prese con ‘pericolosi stranieri’.

Eppure ogni giorno sono migliaia i posti di lavoro persi per la crisi e nessun reporter occupa un minuto per raccontarlo. Le persone non in grado di sopravvivere somo migliaia ed in città come Roma alle mense della Caritas o delle altre associazioni di volontariato è frequente trovare anziani impiegati italiani, pensionati, professionisti disoccupati di mezza età.

I margini per la libertà di informazione in Italia si riducono di giorno in giorno, senza che nessuno riesca a porre rimedio a questa gravissima ferite del sistema democratico nazionale.

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