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Il milione di Bonolis

Autore: . Data: lunedì, 16 febbraio 2009Commenti (0)

Paolo Bonolis, come è ormai noto, guadagnerà un milione di euro per Sanremo. Immediata la raffica di diciarazioni sdegnate, di tutte le aree politiche.

ilsignor_bonaventuraPaolo Romani, Pdl, sottosegretario alle Comunicazioni ha detto: “Anche lo show business dovrebbe tener conto della crisi economica che è in atto. Nel momento in cui si chiedono degli sforzi a tutti i cittadini, a mio avviso sarebbe stato corretto che anche Bonolis avesse la sensibilità di dire che un milione di euro per una produzione televisiva di qualche settimana poteva forse sembrare eccessivo”.

Il senatore della Lega nord Roberto Castelli, sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ha aggiunto: “Ecco la vera casta, quella di gente che per condurre una trasmissione televisiva incassa uno stipendio da un milione di euro. Sono esterrefatto. Mi domando come si possa chiedere agli italiani di pagare il canone Rai a fronte di notizie del genere”.

Il senatore del Pd, Vincenzo Vita, in controtendenza ha dichiarato:“Attenti al moralismo farisaico, se si accetta di fare una kermesse che è pura cerimonia mediatica, bisogna accettarne le logiche”. Riccardo Villari, il parlamentare finito al centro della vcenda incomprensibile della Commissione di vigilanza ha subito replicato: “Per rispondere alle osservazioni del collega Vita sul compenso di Bonolis basterebbe fare una semplice divisione: un milione di euro diviso duecento”. VIllari si riferiva ai duecento tra precari e cassaintegrati di Alitalia che avavano bloccato l’autostrada perchè ancora non hanno ricevuto un euro di indennità. “Prima di parlare di ‘moralismo farisaico’ – ha sostenuto il senatore- sarebbe forse il caso di riflettere sul risultato della nostra divisione: cinquemila euro a testa per ognuno dei duecento precari.
Non si può certo fare finta che quello di Bonolis non sia un ‘signor compenso’, e di fronte ad una crisi economica cosi’ pesante anche per la Rai , bisognerebbe pensarci due volte prima di autorizzare una simile spesa”.

Prornto alla dichiarazione anche il senatore dell’Idv, Elio Lannutti, che ha anche presentato un’interrogazione per sapere “quali misure urgenti si intendono adottare affinchè la Rai provveda, nei termini di legge, alla sollecita pubblicazione dei nomi e dei relativi importi sull’apposito sito web”.

“I cittadini hanno il diritto di sapere come e perchè vengono spesi i loro soldi. Un’azienda in crisi come la Rai – ha insistito Lannutti- deve iniziare a risparmiare sugli appalti, che evidentemente fanno gola a molti. Per questo l’Idv è pronta ad alzare le barricate: non possiamo permettere che, mentre la gente è costretta a stringere la cinghia, si sperperi così il denaro pubblico”.

Poi è stata la votla anche di Veltroni, che non poteva certo percdere l’occasione: “Questo Paese deve tornare ad essere più sobrio. Stiamo parlando di un Paese in cui si danno 300mila euro ad uno del ‘Grande fratello’, mentre gli operai che ho visto stamattina, i dipendenti dell’Euroallumina di Porto Vesme, forse avranno una cassa integrazione da 880 euro, se le cose vanno bene. Stiamo parlando di tanti ricercatori che si ammazzano studiando e che prendono poco più di mille euro al mese. E’ un Paese che deve smetterla di pensare a interminabili show business e deve tornare ad avere lavoro e produzione, deve sostenere i giovani precari e gli imprenditori coraggiosi. Un Paese un po’ diverso da questo disgustoso ‘trumanshow’ berlusconiano, nel quale stiamo da 15 anni e che sta producendo i danni che vediamo”.

Eppure sono anni che i compensi dei ‘televisivi’ non tengono conto in nessun modo della professionalità e del buon senso. Ed un’ultima riflessione è possibile: il battage pubblicitario è cominciato, non importa di come si parla di qualcosa, basta che lo si faccia. Ecco il caso.

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