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Il Grande Fratello di Alitalia ed immigrati

Autore: . Data: martedì, 3 febbraio 2009Commenti (0)

Una televisione di  inauidita violenza ha trasformato il reality nella sintesi della crisi che vive il Paese. Daniela Martani davanti al licenziamento e Ferdi Berisa alle prese con un passato di violenza, guerra e immigrazione. Qualcuno cercherà di riportare la Tv alla ragione?

daniela-martani-aliIeri sera il Grande Fratello, in un colpo solo, ha sintetizzato i temi italiani del momento. La crisi, la mancanza del lavoro, la tragedia dell’immigrazione e l’ormai ferito senso della democrazia. Il lettore penserà che sia impossibile per un reality raggiungere un risultato tanto ambizioso e tantomeno vorrà impegnarsi in pensieri complicati, perchè si tratta di un programma di intrattenimento. Eppure dovrebbe.

Alle 21,20 circa una ragazza, Daniela Martani, oltre la propria volontà è stata impallinata dall’intransigenza di scelte che nulla hanno a che vedere con l’efficienza, il buon funzionamento di una Compaglia aerea, la puntualità dei voli.

Un’ hostess sogna di lavorare nel mondo dello spettacolo e così, nel Paese dove talento ed opportunità non premiano nessuno, decide di ‘provarci’ al Grande Fratello. Poco importa se sappia cantare o no, se sia simpatica o no, se sia affascinante o no. Quello che conta è che la sua scelta è legittima.

Ha la fortuna/sfortuna di essersi trovata al centro di una tragedia, il fallimento di Alitalia, e di essere stata fotografata con un cappio al collo mentre protesta contro la ‘cordata ex patriottica’ (è poi arrivata Air France-Klm) degli “eroi” di Berlusconi. La fotografia fa il giro dei media e quella piccola notorietà l’aiuta a superare l’uscio dell’ambita casa.

Nello stesso periodo, mentre sta per cominciare il reality, sono in corso le procedure per ‘trasferire’ i lavoratori della vecchia Alitalia nella nuova Alitalia. Su diciottomila persone almeno ottomila rimarranno fuori, saranno messe in cassa integrazione ed accompagnate senza troppi complimenti lungo la strada che li porterà fuori dal mondo del lavoro.

I lavoratori del cielo dell’ex Compagnia di bandiera sono considerati fannulloni, privilegiati, pigri ed opportunisti. Non è vero, lavoravano quanto i loro colleghi tedeschi, francesi e spagnoli (se non di più) e guadagnavano qualcosa in meno, ma per far riuscire l’operazione Cai era necessario dipingerli come responsabili del disastro, senza accennare mai che avevano eseguito ordini, mentre chi aveva nominato i generali e i generali stessi erano i veri responsabili del fallimento. Tutti, con poche eccezioni hanno scatenato le folle contro di loro al grido di “licenziateli tutti”.

Danela entra al Gf con due possibilità in tasca: rinunciare al lavoro per sempre in cambio di qualche settimana di illusoria notorietà e decidere, quindi, per la cassa integrazione o accettare la proposta di assunzione e chiedere un periodo di esenzione dal lavoro, di aspettativa non retribuita, e sistemarsi nell’acquario del reality per farsi guardare mentre mangia, dorme, discute del nulla, ride o piange e va al bagno.

Chiunque al mondo, anche il più generoso, avrebbe scelto la seconda soluzione, ché chi sceglie la via vecchia per la nuova sa quello che lascia e non quello che trova ed un lavoro di questi tempi è meglio tenerselo stretto. Pretestuoso è dire che doveva rinunciare ‘al posto’, perchè chi va in televisione toglie il lavoro ad un collega che rimane fuori, poichè il Gf non assume nessuno, non assicura nulla e neppure offre un contratto dai contorni chiari.

Ma Cai, impegnata a far capire ai ‘bamboccioni del cielo’ che l’aria è cambiata, che c’è chi decide, che non si sgarra, neppure ci pensa a lasciare la ragazza libera di partecipare al programma e minaccia financo di licenziarla. Poi è quella del cappio al collo, un buon esempio per tutti gli altri, per far chiarezza sui ‘costumi’ della nuova azienda.

E’ così che il lavoro e la crisi sono diventati spettacolo ed una violenza inaccettabile ed inaudita ha costretto una ragazza, forse un pò troppo semplice ed ingenua, a tornarsene a casa per non essere licenziata. Il sogno dello spettacolo per lei è finito, dovrà continuare a distribuire caffè su aerei adesso semivuoti, ma le ‘regole’ sono state rispettate.

Una grande azienda, con migliaia di dipendenti che non riesce ad avere l’elasticità di concedere ad una ‘collaboratrice’ due, tre settimane di aspettativa (non pagandola) per andare al Grande Fratello è la fotografia di un Paese davvero fuori controllo, perso in un labirinto di inumanità senza visibili soluzioni.

La stessa rigidità che fino ad ora non ha consentito ad altre colleghe di Daniela l’esenzione dal lavoro notturno, un diritto definito per legge, che tutela le donne separate che hanno un figlio inferiore a dodici anni in affidamento ed a quelle che ne hanno uno handicappato per poterlo accudire di sera. Perchè il personale ‘navigante’, così si chiama, parte e sta via di casa per alcuni giorni, non esce la mattina e torna la sera come tutti gli altri lavoratori e non ha domenica, feste comandate o vacanze, ma segue dei turni, perchè gli aerei volano sempre, anche a Capodanno.

Entrata nello studio la ragazza è stata attaccata con durezza dall’opinionista televisivo Alfonso Signorini, del tutto incolpevole (perchè probabilmente poco conosce della vicenda Alitalia, se non quello che ha letto sui giornali), che fa il direttore di settimanali, ma può uscire dall’ufficio quando vuole e partecipare a programmi tv (a lui è concesso).

“La Cai non mi ha dato la possibilità di esercitare il diritto che hanno tutti i lavoratori, cioè di prendere l’aspettativa – ha detto Daniela Martani – è una ritorsione nei miei confronti per le mie parole di quei giorni e per il mio gesto simbolico. Mi si vuole colpire per quello che ho fatto e per questo devo uscire per combattere e avere un risarcimento almeno morale. Neppure una mente diabolica avrebbe pensato di fare un cosa come il cappio per arrivare in tv. Sono stata hostess per più di 10 anni, ma la mia passione è il canto e la recitazione. Con il cuore resto nella casa, ma con la testa devo uscire”.

Il presidente di Alitalia-Cai, domenica aveva affermato: “Abbiamo dato istruzioni all’ufficio del personale di trattare questa vicenda in maniera molto severa ed intransingente. Di questa vicenda, comunque, abbiamo parlato fin troppo”.

Daniela tornerà al lavoro? Questo è presto per dirlo, non è chiaro se sia stata licenziata o no, ma di certo non ha ricevuto la solidarietà neppure dei suoi colleghi, di qualche sndacato, di un’associazione per la difesa di qualcuno o qualcosa. Ma avrebbe dovuto, perchè non ci pare giusto che qualche settimana di reality, per pretesti formali, debba portare una donna alla gogna, pur di far continuare la favola dei ‘lavoratori viziati’, senza ricordare mai che ogni cttadino italiano pagherà miliardi di debiti generati da amministratori incapaci, nominati da un Palazzo responsabile del fallimento dell’azienda. Insomma un sogno, di certo infantile, distrutto per una idea bigotta di ‘serietà’ è davvero motivo per pensare.

Poi è stata la volta della guerra, dell’immigrazione, della cultura romanì. Ferdi Berisa, un ragazzo arrivato bambino in Italia su un gommone, messo da un padre a far cose illecite ed affidato poi all’Istituto Don Orione di Fano era un buon motivo per ‘fare’ ascolto. Non vedeva la madre da anni, non ne ricorda neppure la lingua. Lo spettatore del Gf nulla sa della guerra nella ex Jugoslavia, dei massacri, della Croazia, della Serbia, del Montenegro, della Slovenia. Nulla sa più degli strupri di massa, dei cecchini, dei milioni d marchi arrivati da quelle parti per comprare armi, di dollari per fare lo stesso. Quell’inferno è finito da pochi anni, ma nessuno lo ricorda più, se non chi c’è stato ed ha visto una delle guerre più spaventose del secolo scorso.

Il ragazzo viene piano piano portato dove l’audience vuole, davanti ad un filmato della mamma, che in traduzione simultanea gli dice d’amarlo. Lei è una donna che si vede è poverissima, non ha alcuni denti, è ripresa in una piccola casa tra i campi. Lui è un giovane cuoco sbattuto davanti al passato, che non sa cosa dire, pensare, immaginare. Ma la televisione adora queste cose, gli spettatori sgomitano per assistere a stuazioni terribili. E ieri sera hanno visto. Come per Daniela nessuna spiegazione sui fatti, non era nei compiti del programma, ma solo lo spettacolo crudele della realtà.

Lavoro, immigrazione, crisi sono entrati a gamba tesa nell’intrattenumento e non importa se Daniela e Ferdi hanno preso una bella scarica da elettroshock, chissà quanti milioni di telespettatori hanno premiato con l’Auditel gli autori del Gf.

Ed ecco allora il perchè anche la democrazia c’entra. Perchè mentre il Palazzo decide di eliminare anche dal Parlamento europeo i piccoli partiti (di destra e sinistra) per ‘semplificare’ il quadro politico (lasciando in vita solo sè stesso) il reality ci ha fatto vedere come si fa a non rispettare i sogni, i dolori, la vita di due persone, negando il principio più importante, quello che vuole i cittadini liberi di scegliere fino a che non si sfiori l’altrui libertà di farlo.

Avrebbero voluto l’hostess ed il cuoco il pacchetto completo? E per chi sostiene la tesi secondo la quale chi va ad un reality si deve spettare di tutto c’è una risposta semplice: fino a che non si produce violenza, quella dovrebbe essere vietata, almeno si spera.

Roberto Barbera

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