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Hillary Clinton, in Cina si chatta

Autore: . Data: lunedì, 23 febbraio 2009Commenti (0)

Hillary Clinton ha concluso la sua visita in Cina e la prima missione all’estero come segretario di Stato, incontrando una dozzina di attiviste per i diritti delle donne nell’Ambasciata degli Usa a Pechino.

hillary-clintonClinton ha anche “chattato” su Internet con altre attiviste e in apertura di giornata ha assistito ad una messa in una chiesa protestante alla periferia della capitale. Il segretario di Stato ha approfittato di un’intervista rilasciata ad una rete televisiva di Shanghai per riaffermare il senso della sua visita in Cina: “Siamo sulla stessa barca – ha detto – e per fortuna stiamo remando nella stessa direzione”.

Impegnandosi a continuare nella sua politica di massicci acquisti di buoni del Tesoro Usa, ha aggiunto, la Cina “ha riconosciuto la nostra interdipendenza”. Nei suoi colloqui politici, ieri, il capo della diplomazia americana si è concentrata sulla necessità che Usa e Cina affrontino in modo coordinato la crisi economica internazionale e il grande problema del surriscaldamento del pianeta, considerato anche che i due Paesi sono quelli maggiormente responsabili dell’ emissione di gas inquinanti.

Lavorando insieme su questi terreni, ha detto la Clinton nella conferenza stampa tenuta insieme al suo omologo cinese Yang Jiechi, Usa e Cina possono “guidare il mondo fuori dalla crisi”. Il segretario di Stato ha riconfermato l’impegno degli Usa a favore dei diritti umani e civili ma ha chiarito che la priorità è quella di una relazione “positiva e di collaborazione” tra i due paesi. Sulle spinose questioni di Taiwan, del Tibet e dei diritti umani, Hillary e Yang hanno detto di aver avuto un “confronto aperto” e si sono dichiarati “d’accordo nell’essere in disaccordo”. “Gli eventi mondiali – ha affermato il segretario di Stato – ci hanno messo davanti un’agenda piena e formidabile”.

Con la sua visita, Clinton ha dissipato il timore col quale la Cina guardava al cambio della guardia a Washington dopo gli otto anni di George W.Bush. Dal suo colloquio con premier Wen Jiabao è emerso che il “dialogo economico strategico” iniziato dal governo precedente e molto apprezzato da Pechino, proseguirà. Il ‘numero uno’ cinese Hu Jintao – che in aprile incontrerà il presidente Barack Obama a Londra, dove si svolgerà il vertice del G20 sulla crisi economica – ha espresso al segretario di Stato il suo “apprezzamento” per il fatto che la sua prima missione all’estero si sia svolta in Cina e in altri paesi asiatici (Giappone, Indonesia e Corea del Sud).

Le visite a Tokyo e a Seul sono servite alla Clinton per tranquillizzare i tradizionali alleati degli Usa: Corea del Sud e Giappone rimangono i “migliori amici” degli Stati Uniti in Asia e l’amministrazione Obama non intende scavalcarli nelle trattative per il disarmo nucleare della Corea del Nord. Al regime di Pyongyang, impegnato da alcune settimane in un aspro scambio di accuse con Seul, il segretario di Stato ha offerto relazioni diplomatiche e massicci aiuti economici se terrà fede al suo impegno di smantellare il proprio arsenale atomico.

“Gli insulti e le minacce”, ha detto nel corso della sua visita a Seul, non aiuteranno ad ottenere questi obiettivi. Nel corso del suo viaggio, Hillary Clinton ha fatto intravedere con chiarezza che sarà un segretario di Stato innovativo anche nello stile: ha partecipato ad interviste, dibattiti e programmi televisivi, ha incontrato studenti, casalinghe e intellettuali, dichiarandosi una fan dei Beatles e dei Rolling Stones e parlando dell’amore con un gruppo di studentesse sudcoreane.

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