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Ecco perchè gli spaghetti sono d’oro

Autore: . Data: venerdì, 27 febbraio 2009Commenti (0)

Il mistero della pasta costosissima forse è stato svelato dall’Autorità per la concorrenza.

pastaL’Antitrust ha punito, con multe per complessivi 12.496.333 di euro ben 26 produttori di pasta e l’associazione di categoria l’Unione Industriali Pastai Italiani (Unipi).

I sanzionati sarebbero responsabili, secondo l’Autority, di aver costituito, nel corso del 2006 e 2008, due intese restrittive della concorrenza. Nel provvedimento dell’Antitrust si legge: “Nella determinazione dell’importo base delle sanzioni, l’Autorità ha ampiamente tenuto conto della situazione economica del settore della pasta, in considerazione dell’eccezionale incremento subito dal costo della materia prima nonchè della complessiva situazione di progressivo peggioramento delle performance economiche delle imprese del settore”.

Per l’organismo di controllo ”le due intese hanno di fatto interessato l’intero mercato della produzione della pasta ed hanno avuto effetti evidenti sul mercato in termini di aumento medio dei prezzi di cessione alla grande distribuzione organizzata e, conseguentemente, del prezzo finale praticato dai distributori ai consumatori. In particolare l’intesa realizzata da Unipi e dai 26 produttori è durata dall’ottobre 2006 almeno fino al primo marzo 2008. Dal maggio 2006 al maggio 2008 il prezzo di vendita della pasta al canale distributivo ha registrato un incremento medio pari al 51,8 per cento, in buona parte trasferito al consumatore, visto che il prezzo finale è cresciuto nello stesso periodo del 36 per cento”.

Oltre ad Unipi, le aziende sanzionate sono; Amato, Barilla, Colussi, De Cecco, Divella, Garofalo, Nestlè, Rummo, Zara, Berruto, Delverde, Granoro, Riscossa, Tandoi, Cellino, Chirico, de Matteis, Di Martino, Fabianelli, Ferrara, Liquori, Mennucci, Russo, La Molisana, Tamma, Valdigrano.

Per Adoc si tratta di un intervento giusto ed ora i produttori dovrebbero risarcire i consumatori abbassando i prezzi della pasta di almeno il 20 per cento. “Bene l’intervento dell’Authority, conferma le denunce dell’Adoc degli ultimi due anni – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – il prezzo della pasta è cresciuto in maniera esponenziale, anche di oltre il 30 per cento, mentre il prezzo del grano ha avuto e sta avendo un forte ribasso. E’ stata messa in atto una fastidiosa speculazione, aggravata dal periodo di crisi nera che stiamo attraversando. Non bastano le sanzioni, giustissime, dell’Antitrust. Come forma di risarcimento per tutti i consumatori danneggiati, i produttori multati dovrebbero operare un taglio dei prezzi di almeno il 20 per cento su tutti i loro prodotti”.

Federconsumatori, che con una denucia formale aveva dato avvio all’indagine, adesso insieme ad Adusbef ha commentato: “Questa operazione, (il cartello, ndr) è del tutto inaccettabile, ha avuto pesantissime ricadute sui consumatori. Nello specifico, una famiglia che consuma in media 1 kg di pasta al giorno, ha speso ben 146 euro in più l’anno”.

Le associazioni hanno spiegato:”In aggiunta a ciò continua la corsa al ribasso del grano, cioè la materia prima da cui si ricava questo prodotto, che, da gennaio 2008, è calato di ben il 60 per cento, passando da 0,48 euro a 0,19 al chilo. Alla luce di quanto accaduto, chiediamo un risarcimento dei danni subiti dalle famiglie italiane e una riduzione immediata di almeno la metà del prezzo della pasta”.

Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef polemicamente hanno concluso: “Inoltre, riguardo alle affermazioni di chi dovrebbe vigilare sui prezzi, che dichiara addirittura un contenimento del prezzo della pasta, ci auguriamo di aver letto male, perche’ non risulta nè a noi, nè tantomeno alle famiglie che continuano a pagare caro questo prodotto fondamentale”.

Sul fronte dei produttori c’è da segnalare una presa di posizione del pastificio Garofalo. In un comunicato l’azienda rende noto che ”nel pieno rispetto dell’indagine, si riserva di agire nelle sedi competenti. Infatti ribadisce con fermezza di non aver mai aderito a presunti accordi di cartello finalizzati ad influenzare la dinamica dei prezzi sul mercato e di non aver mai operato nessun tipo di speculazione ne’ alcun accordo lesivo degli interessi dei consumatori. Come la stessa Autorità ha rilevato nel corso dell’Istruttoria, inoltre, tutte le aziende oggetto del’indagine hanno praticato degli aumenti molto diversi fra loro e con tempistiche profondamente differenti. Questo, e l’alto numero di aziende pastaie, (ad oggi operano in Italia oltre 130 pastifici) è la dimostrazione evidente che non c’è stata alcuna manovra distorsiva nei confronti dei prezzi”.

Nel nostro Paese tutto è possibile, anche che l’Antitrust abbia preso lucciole per lanterne, ma un fatto è certo: da diversi mesi a questa parte non solo la pasta, ma anche il pane hanno raggiunto prezzi esorbitanti, mentre la materia prima calava. Un motivo ci sarà.

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