cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » politica, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Dopo la Sardegna il Pd è in agonia

Autore: . Data: martedì, 17 febbraio 2009Commenti (0)

Nuova durissima sconfitta del Pd. Il presidente uscente, Renaro Soru, è stato sbaragliato dal quasi sconosciuto Ugo Cappellacci. Il partito di Veltroni è ormai in stato agonico.

walter_veltroniCon un punteggio punitivo uno schieramento composito (Pd, Prc, Pdci, Idv, Rosso mori, e Sinistra autonomista) ha perso anche in Sardegna ed a poche settimane dalle elezioni europee si avvicina nel Pd una resa dei conti che non è detto lasci sopravvivere la formazione politica.

La gestione fallimentare di Veltroni non basta per comprendere la crisi del partito. Fin dalla sua formazione era evidente come l’operazione di ingegneria genetica che aveva portato alla formazione del Pd fosse destinata a fallire.

Il voler far coesistere due tradizioni culturali e politiche, alternative tra loro  fin dall’epoca della lotta antifascista, all’interno di un contenitore privo di carattere ed identità ha distrutto non solo il centro moderato, ma anche la sinistra socialdemocratica e quella di orientamento marxista. L’effetto di un calcolo folle, che ha pensato di liquidare oltre un secolo di vita politica nazionale per arrivare ad un partito unico, onnicomprensivo, inserito in un quadro bipolare estraneo agli umori dei cittadini, è al suo ultimo capitolo.

La scelta di Veltroni alle politiche del 2008, la determinazione nel distruggere nello stesso tempo l’esperienza dell’Ulivo e la sinistra, una linea ambigua durata mesi, fin dall’insediamento del governo Berlusconi, la rinuncia al laicismo sono stati alcuni dei motivi della Waterloo.

Adesso l’intero quadro si deve riaprire e sarebbe bene comprenderlo. Già all’indomani della manifestazione del 25 ottobre 2008, quando fu chiaro che non esisteva il popolo del Pd, ma c’era solo un eterogenea moltitudine di orfani per nulla educati alla politica, alcuni (D’Alema e Bersani)  avrebbero dovuto avere il coraggio di prendere atto del terribile errore. In realtà l’intero gruppo di potere del Pd, diviso in correnti, sottocorrenti e micropotentati non possedeva e forse neppure oggi possiede il coraggio per prendere atto di uno svarione strategico di dimensioni colossali.

In questo ultimo anno la demolizione  del progressismo laico e socialista, perseguita da Veltroni e dai suoi centurioni, ha scavato un baratro nel Paese, lasciando spazio ad un vento di destra, reazionario, classista e razzista che sarà complicatissimo recuperare, di certo non in tempi brevi.

L’Italia democratica ha bisogno di superare il pensiero unico espresso dal berlusconismo e dalla subalternità di Veltroni, ma non si vedono sia nel centro-sinistra e tantomeno a sinistra leader e tantomeno un pensiero forte capaci di coniugare l’idea di un modello sociale e politico per il progetto del nuovo millennio.

L’educazione politica alla quale è stata sottoposta la base del Pd non ha formato quadri e militanti critici e consapevoli, mentre la devastazione della sinistra marxista ha generato tendenze o inutilmente identitarie o velleitarismi chiacchieroni, incredibilmente superficiali e inconcludenti.

Intanto il blocco reazionario rappresentato da Berlusconi e Lega semina tempesta, nutrendo le più cupe tendenze ideologiche classiste senza neppure sapere come affrontare una crisi economica del tutto inedita.

E’ facile comprendere come fin a che non sarà ristabilito l’ordine naturale delle cose, ovvero la ricostruzione di un centro moderato, di una sinistra socialdemocratica e di una sinistra moderna e riformatrice nulla tornerà al suo posto e mai sarà possibile trovare nel dialogo tra queste componenti il senso di una mediazione talmente forte da saper indicare ai cittadini un sogno di cambiamento da inseguire, costruire e realizzare.

Con la crisi del Pd si dissolvono l’idea bipolare della politica e i demoni del maggioritario e del bipolarismo. La politica deve cercare l’idem sentire dei protagonisti, non giustificare accordi di potere avvilenti e clientelari.

Il passo per buttare al macero il mostro Pd è, però, troppo impegnativo. Il ritorno al proporzionale, alla forza delle idee ed alla intelligenza della mediazione non sono al momento nel Dna di nessuno dei leader del partito in dissoluzione.

Così non rimarrà altro che assistere al consolidarsi del regime Pdl-Lega. Le macerie prodotte dagli errori di tutti i fondatori del Pd le pagheranno tutti i cittadini, anche quelli che bombardati dalla propaganda hanno sostenuto ed amano il misterioso Cappellacci in Sardegna o l’esecutivo del Cavaliere a Roma.

Dopo le Europee qualcuno potrebbe recuperare il senno e tornare ad ascoltare la voce di milioni di cittadini italiani, democratici e progressisti, che di questa melassa non ne possono più. Ma c’è poco da illudersi.

Roberto Barbera


Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008