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Berlusconi dopo Eluana Englaro

Autore: . Data: mercoledì, 11 febbraio 2009Commenti (1)

La poveretta ha finalmente un po’ di pace, ma l’obiettivo vero della vicenda non è ancora stato raggiunto. Lo ha spiegato ieri, in modo involontario, il vicepresidente vicario dei senatori del PdL, Gaetano Quagliariello

caimanosenatoDice Gaetano Quagliariello, senatore PdL: “E’ un conflitto di civiltà sulle nozioni di vita e di libertà”.  Polemizzando con il gruppo del Pd, al quale rimproverava di aver ‘allungato i tempi’ per l’approvazione di un ddl necessario per impedire l’esecuzione di una sentenza della magistratura, Quagliariello ha contestato l’atteggiamento dell’opposizione che aveva chiesto ”l’audizione in Commissione Sanità di persone come Umberto Eco, Ferzan Ozpetek, Roberto Benigni, Dacia Maraini, Massimiliano Fuksas, Renzo Piano, Moni Ovadia, Adriano Sofri, Corrado Augias”.

L’esponente del Pdl ha quindi insistito: “Il complottismo non ci appartiene. La questione di fondo è molto più semplice: si è aperto un conflitto di civiltà sulle nozioni di vita e di libertà, sulle quali le opinioni dei due schieramenti divergono, anche se dobbiamo rilevare che oggi molte voci dell’opposizione si sono espresse in dissenso per unirsi alla posizione della maggioranza”. Un conflitto che impone rispetto ”e rispetto da parte nostra non è mai mancato, mentre dobbiamo constatare con dispiacere che da parte dei nostri avversari si cerca di evitarlo nascondendosi dietro inesistenti complotti, formalismi, e – quel che è peggio – usando la Costituzione come uno scudo, ignorando o facendo passare sotto silenzio la sua ispirazione laicamente cristiana”.

Insomma, secondo il senatore Quagliariello lo Stato non può perdersi dietro ‘audizioni’ di ‘intellettuali’, ‘formalismi’, non deve rappresentare i cittadini a prescindere dalle convinzioni religiose, ma deve assumere nel rapporto tra gerarchie ecclesiastiche (i sondaggi mostrano una maggioranza di adesioni alle tesi laiche) e decisioni dell’esecutivo il contorno del “conflitto di civiltà”.

La supremazia di una parte rispetto all’altra sarebbe nella “ispirazione laicamente cristiana” della Costituzione che però, all’art. 3, recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.  Niente distinzioni, per il senatore del Pdl, ma per alcuni varrebbe un po’ meno. Neppure gli articoli successivi servono a Quagliariello per nutrire dubbi: art. 7, “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale”. Art. 8: “Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge. Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano. I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze”.

L’obiettivo politico di usare il caso della sfortunata ragazza per aprire un processo nel quale il premier potesse contare su un un Parlamento ratificatore, un presidente della Repubblica indebolito ed un fronte di consenso popolare gestito direttamente, in prima persona ed attraverso proclami tv, a base non più solo ideologica, ma addirittura ‘religiosa’ è probabilmente il luogo agognato da raggiungere.

I tempi erano stato studiati con cura. Il decreto, lo schiaffo alla magistratura, l’affermazione del valore superiore della ‘cristianità’ (difesa della vita) ed il superamento del dibattito parlamentare. Napolitano non ha ceduto, ma il centro-destra ha voluto lo scontro. A quel punto il premier poteva convocare il ‘suo’ Parlamento in quattro e quattr’otto, metterlo a lavorare su una leggina qualsiasi, mostrare al Paese, alla magistratura ed al presidente della Repubblica chi comanda e come intende farlo.

La morte di Eluana non era nelle previsioni, non in tempi tanto brevi. L’apoteosi era prevista nel ‘salvare’ una ragazza “che potrebbe avere per ipotesi anche un figlio”, come ha detto Berlusconi e nel dimostrare la necessità di ‘riformare’ la Costituzione, dando al governo poteri inediti. D’altra parte dall’inizio della legislatura le Camere occupano il proprio tempo in voti di fiducia, lasciando allo studio dei provvedimenti tempo limitatissimo.

Adesso ci sarà da capire come il centro-destra proseguirà nel suo intento.

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Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    Bisogna che noi cittadini si vigili attentamente e ci si faccia sentire, se è il caso. Mi aembra la foto ritragga un eloquente avviso…ricordate il film? Sarebbe bene rivederlo, così tanto per fare un momento il punto esatto della situazione.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
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