cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Affitti, che follia. Nonostante la crisi

Autore: . Data: mercoledì, 11 febbraio 2009Commenti (1)

Dati allarmanti diffusi ieri dal Sunia-Cgil: a Milano e Roma 80 mq in centro costano 2.300 euro al mese; in periferia 1.200 euro. Per il sindacato “la situazione è drammatica” 

casadirittiPer quanto negli ultimi dodici mesi il mercato della compravendita immobiliare sia arretrato, “l’incidenza dell’affitto sul reddito nel nostro Paese è troppo elevata”.

Lo ha denunciato ieri il Sunia-Cgil soffermandosi sugli allarmanti costi del canone di locazione e sul loro rapporto con gli stipendi. L’affitto resta un macigno insopportabile sui conti delle famiglie, visto che assorbe oltre il 50% del reddito per quei lavoratori che percepiscono dai 15.000 ai 20.000 euro l’anno (il 27,20% delle famiglie in affitto).

Gli affitti più elevati, manco a dirlo, si registrano a Roma e Milano. Ossia dove milioni di persone si trovano spesso costrette a dover vivere per poter lavorare.

In entrambe le città, rende noto il Sunia, per un appartamento di 80 metri quadrati l’affitto mensile è di 2.300 euro in zona centrale e 1.200 euro in periferia.

Anche a Firenze si superano i 2.000 euro al mese, mentre a Bologna ne occorrono 1.800 per un alloggio in centro. Più accessibile Torino dove 80 metri quadrati centrali costano in media 850 euro, meno dei 1.200 di Napoli e dei 900 a Bologna.

Il canone medio di un contratto di locazione stipulato negli ultimi 10 anni si aggira intorno ai 740 euro al mese, mentre per i nuovi contratti il prezzo può arrivare fino ai 1.100 euro.

A fronte di una situazione sempre più drammatica, lo Stato si è tirato indietro: i fondi statali attribuiti sono diminuiti in 10 anni del 69,58%. Mentre le domande di contributi per il pagamento del canone sono aumentate tra il 2000 e il 2006 del 75% a Roma e del 200% a Milano.

Naturalmente, alla già grave situazione si va a sommare il carico da novanta della crisi economica, le cui conseguenze peggiori sono ancora là da venire.

Il lavoratore in cerca oggi di un contratto di locazione “deve mettere in conto l’impiego del 75% della propria busta paga o pensione. E peggio va per tutti quelli al di sotto della soglia di 20.000 euro. Per chi guadagna tra i 10.000 ed i 15.000 euro l’anno, infatti, il peso di una casa schizza al 70% del proprio reddito fino a farsi insostenibile, il 117%, per quelli che guadagnano meno di 10.000 euro l’anno”.

Poi ci sono coloro che avevano un contratto d’affitto ma non riuscivano più ad onorarlo: ammontano a 6mila gli sfratti a Roma e 10mila a Milano nell’ultimo anno. Mentre 17mila famiglie della Capitale sono in graduatoria per un alloggio pubblico, qualche centinaio meno nel capoluogo lombardo.

Assommano inoltre a 365mila gli immigrati regolari “alla disperata ricerca di un alloggio” a Roma, 390mila a Milano.

Sul fronte dei commenti, “la situazione è drammatica – spiegano al Sunia – e non si può continuare a dire, come fa il premier, di continuare a spendere quando una parte importante del Paese non ha accesso ad alloggi pubblici. La verità è che il governo aveva annunciato un piano casa ma alla fine è riuscito solo a tagliare le risorse”.

In merito alle proposte, occorre “utilizzare immediatamente i fondi stanziati per il piano casa”, dando il via così entro l’anno alla costruzione e al recupero di circa 20mila alloggi, e “aumentare con nuove risorse il Fondo di sostegno all’affitto anche per rispondere alla domanda crescente di famiglie di lavoratori licenziati, in cassa integrazione e precari”.

Il Sunia chiede infine un tavolo con governo, regioni e comuni, e la realizzazione di “un vero piano casa, partendo dalla definizione degli obiettivi numerici e di qualità urbanistica degli interventi”.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    ho paura sia tempo di emigrare…tanto vale faticare in un altro posto dove almeno si possa nutrire la speranza di miglioramento…qui siamo circondati da caimani affamati ed ingordi!

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008