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Unioni di fatto: assolutamente no

Autore: . Data: domenica, 4 gennaio 2009Commenti (0)

Paola Binetti, parlamentare del Partito democratico e numeraria dell’Opus Dei si scaglia ancora una volta contro il riconoscimento di un diritto elementare per i cittadini.

pacsIn una intervista con l’Adnkronos, Paola Binetti, parlamentare del Partito democratico ha detto: “Un disegno di legge che avesse come obiettivo il riconoscimento dei diritti individuali e che facesse da misura di compensazione per qualunque forma di discriminazione a livello personale è nella linea di quanto abbiamo detto anche nella legislatura precedente. Viceversa qualunque tipo di riconoscimento volto a legittimare una relazione e che nei contenuti giuridici e simbolici ponesse una sorta di equiparazione di coppie di fatto e matrimoni, troverebbe la stessa opposizione da parte nostra che ha trovato nella legislatura precedente”.

L’esponente democratica ha aggiunto un “fermo no ad ogni riconoscimento delle coppie di fatto” ed ha agginto: “Il governo faccia prima di tutto qualcosa per le famiglie. Proprio questa sarà la prima domanda che in Parlamento rivolgeremo all’esecutivo: cosa ha fatto il governo finora per le famiglie? Poi chiederemo se questo disegno di legge sui DiDoRe riduce effettivamente le eventuali discriminazioni individuali sulla persona, ma poi comunque quando i nodi verranno al pettine noi diremo un fermo e convinto no ad ogni riconoscimento delle coppie di fatto”.

La vicenda della regolamentazione delle unioni non formalizzate nel matrimonio era tornata di attualità nei giorni scorsi per una serie di battute tra esponenti poltici del centro-destra, seguite all’annuncio di Franco De Luca (Dca) e Lucio Barani (Nuovo Psi) che sostenevano di aver raccolto 80 firme nel Pdl sulle proposta di legge del riconoscimento dei Diritti e dei Doveri dei Conviventi.

Il provvedimento, detto DiDoRe, segue i precedenti tentativi PaCs e Dico ed è stato messo a punto dalla strana coppa Brunetta-Rotondi.

Binetti, in passato aveva accostato omosessualità e pedofilia, dichiarato che “l’omosessualità è una devianza della personalità” e parlando del cilicio detto che l’antichssimo  strumento di autopunizione  “ci costringe a riflettere sulla fatica del vivere, è il sacrificio della mamma che si sveglia di notte perché il bimbo piange”, spesso ignora i principi elementatari della libertà di coscienza,

Insistendo sull’argomento DiDoRe la parlamentare cattolica ha concluso: “Riteniamo che anche questo governo, che ha  fatto della difesa della famiglia uno dei punti di forza della propria campagna elettorale, non ha finora dato adeguate risposte positive e concrete ai bisogni delle famiglie”. L’esponente del Pd pensa che l’eseutivo Berlusconi non abbia ben operato “nè sul piano dei riconoscimenti economici per le famiglie, nè sulla riduzione della pressione fiscale, nè sul piano del riconoscimento effettivo del valore sociale straordinario che ha la famiglia nel fronteggiare la crisi economica a cui siamo esposti e nel rappresentare essa stessa un ammortizzatore sociale”.

E’ dal 1986 che esponenti laici cercano di far approvare una legge indispensabile per riconoscere ai cittadini che decidono di convivere senza sposarsi alcuni diritti elementari, ma il timore che con un provvedimento di questo tipo si possa stabilire che anche le coppie omosessuali hanno lo stats di quelle etero ha scatenato una parte del mondo cattolico.

Nel settembre 2003 il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione sui diritti umani in Europa (conosciuta come Rapporto Sylla sul rispetto dei diritti umani nell’Unione Europea) nella quale all’interno della sezione dedicata alle discriminazioni per orientamento sessuale si “ribadisce la richiesta agli Stati membri di abolire qualsiasi forma di discriminazione – legislativa o de facto – di cui sono ancora vittime gli omosessuali, in particolare in materia di diritto al matrimonio e all’adozione” e si “raccomanda agli Stati membri di riconoscere, in generale, i rapporti non coniugali fra persone sia di sesso diverso che dello stesso sesso, conferendo gli stessi diritti riconosciuti ai rapporti coniugali, oltretutto adottando le disposizioni necessarie per consentire alle coppie di esercitare il diritto alla libera circolazione nell’Unione”.

Risoluzione che da tempo Binetti ignora. Queste ultime dichiarazioni della parlamentare omofoba aprono ulteriori dubbi sul Pd, che mostra di possedere al suo interno, anche sul tema dei diritti civili, una tale varietà di opinioni da rasentare la confusione.

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