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Putiferio per le azioni Alitalia

Autore: . Data: mercoledì, 21 gennaio 2009Commenti (3)

Le azioni saranno cancellate dal listino e il Pd protesta. Castelli si arrabbia con Cai e i sindacati firmatari continuano le riunioni.

alitalia_logoI titoli Alitalia e le obbligazioni convertibili della compagnia saranno definitivamente revocate dal listino di Borsa a partire dal prossimo 26 gennaio. La decisione ha immediatamente scatenato un putiferio.

Il senatore del Pd Tiziano Treu, vicepresidente della Commissione Lavoro al Senato ed ex ministro del Lavoro, ha subito commentato. ”La cancellazione del titolo Alitalia dai listini è uno schiaffo ai risparmiatori. A dimostrazione che l’intera operazione voluta da Berlusconi è stata non soltanto una frode per i cittadini italiani che sono stati chiamati a pagare salato e di tasca loro la cosiddetta italianità. C’è inoltre un danno specifico per gli azionisti – ha sottolineato Treu – che si vedono ora completamente negato ogni valore al proprio investimento, diversamente da quanto prevedeva sotto questo punto di vista l’accordo con Air France da parte del governo Prodi, che tutelava i risparmiatori”.

Lo ha seguito a ruota il deputato del Pd, Enrico Gasbarra, membro della commissione Finanze della Camera: “E’ incredibile il disinteresse del governo ed in particolare del ministro Tremonti che ha abbandonato gli azionisti di Alitalia, in un momento così difficile per tantissimi piccoli risparmiatori che in questi anni hanno acquistato i titoli della compagnia di bandiera e che oggi vanno in caduta libera, nella più totale incertezza. Il fondo riservato alle vittime di crac e frodi finanziarie è alimentato dai cosiddetti conti dormienti – aggiunge Gasbarra – stimati in 800 milioni di euro, assolutamente insufficiente per soddisfare azionisti che dal 5 giugno 2008, giorno della sospensione in Borsa, vivono amareggiati e più poveri, in attesa di notizie. Ora che la Borsa italiana ha comunicato la revoca della quotazione di Alitalia, il governo ha l’obbligo di fare chiarezza e soddisfare migliaia di famiglie vittime innocenti di un disastro industriale senza precedenti”.

Anche un altro esponente del Pd, Alberto Losacco, si è indignato: ”Caos Alitalia: dopo la svendita della compagnia, i debiti accollati ai cittadini, i costi dei biglietti saliti vertiginosamente, ora la cancellazione dei titoli azionari. Un vero disastro, gli azionisti sono stati abbandonati a se stessi, senza informazioni su cosa accadrà delle azioni rimaste a loro in mano”.

Parlando del Commissario Fantozzi, Losacco ha rilevato: ”Fece capire, nel corso di una trasmissione, che probabilmente le azioni si sarebbero trasformate in carta straccia. Il governo, per contro, spese parole per tranquillizzare tutti. Un cortocircuito assurdo, lesivo dei diritti dei consumatori e della credibilità del Paese e dell’affidabilità del governo”. E’ necessario, ha concluso Losacco, ”che i ministri competenti chiariscano al più presto come stanno le cose per uscire da una vicenda dove l’incapacità, la furbizia e la scorrettezza la stanno facendo da padrone ai danni dei poveri consumatori. Una vera vergogna”.

La posizione dei tre furiosi rappresentanti del Pd è inaccettabile. Si deve ricordare che alla viglila della firma che sancì l’accordo per la vendita di Alitalia a Cai, il segretario del loro partito disse alcune cose.

A Berlusconi che si vantava di aver risolto la vicenda rispose: “Penso che entro domattina ci sarà una chiusura positiva. Berlusconi fa queste dichiarazioni perché sa benissimo che non è stato lui che ha tirato fuori il Paese dall’impaccio”.

Poi il giono dopo, durante una lotta ll’ultimo sangue per chi fosse il protagonista della fine della trattativa Veltroni aggiunse:”Non mi sono assunto nessun merito ma, informando il governo, ho cercato di dare una mano per la soluzione di una vicenda gestita malissimo. Ed invece Berlusconi, pur sapendo quello che stavamo facendo, mi ha attaccato. Basta con gli spot, i fuochi d’artificio, il bullismo al governo”.

Infine spoegando quello che aveva fatto il segretario del Pd affermò:”Quarantott’ore fa ho messo insieme le due persone con la maggiore responsabilità in questa vicenda, cercando di favorire un’intesa (si riferiva a Colaninno ed Epifani, ndr) il vero problema è l’atteggiamento del governo verso i sindacati: io ho lavorato a un punto d’intesa. Era così difficile farlo? Perché si è scelto di sbattere la porta in faccia ai sindacati? Questo è l’abc della trattativa…”.

Le responsabilità del Partito democratico nella tragedia di Alitalia, sia per quanto riguarda le ricadute sul personale (migliaia di lavoratori a casa) che sulle conseguenze economiche dovrebbe indurre non solo indignazione, ma anche un serio ripensamento su tutta la vicenda. Perchè centro destra e Pd in tutta la vicenda hano analoghe colpe.

Alla compagnia degli smemorati si è aggiunto ieri anche il sottosegretario alle Infrastrutture, il leghista Roberto Castelli, uno dei tifosi della ‘cordata ex patriottica’. Ieri, dimentico della sua fede ha dichiarato: “Rilevo con stupore che un biglietto aereo di sola andata da Roma a Milano da prenotare per venerdì prossimo alle ore 13, quindi in un orario non di punta, costa 325,80 euro. L’avere concesso a Cai/Alitalia di agire in regime di monopolio tra Roma e Milano al di fuori delle regole dell’antitrust, doveva servire ad agevolare l’avvio della nuova compagnia aerea, non certo a consentire di praticare tariffe che non hanno eguali al mondo. 325,80 euro per andare da Roma Fiumicino a Milano Linate sembra francamente una cifra fuori dal mondo. Significa utilizzare in maniera troppo disinvolta le regole di monopolio. Auspico – ha aggiunto Castelli – che Cai voglia rivedere quanto prima la sua politica tariffaria, che se con Alitalia era giustificata dalla concorrenza di altre compagnie sulla stessa tratta, ora non ha motivo di esistere”.

A prescindere dalla logica, che avrebbe dovuto vedere l’Alitalia del passato abbassare le tariffe se ci fossero stato motivi di concorrenza e non alzarle, la disinvoltura con la quale i politici italiani cambiano parere è preoccupante. Castelli fu uno dei più radicali sponsor di Cai, quando da più parti si paventavano i rischi di una crescita incontrollata delle tariffe.

Intanto proseguono gli incontri tra sindacati frmatari e Cai/Alitalia. Secondo quanto si apprende da fonti sindacali, nel corso del confronto tra le quattro organizzazioni sindacali di categoria aderenti a Cgil, Cisl, Uil e Ugl con la ‘nuova Alitalia’ è stato chiarito che il criterio di anzianità per le assunzioni dei piloti riguarda l’intera esperienza maturata all’Alitalia e non il periodo di anzianità su un tipo di aereo.

“Per quanto concerne le future assunzioni di PNT (personale navigante, n.d.r.), che si trovi collocato in CIGS presso le società del Gruppo Alitalia in Amministrazione Straordinaria, nonchè le transizioni interne di aeromobile, a condizione d’invarianza di oneri e costi, con riferimento all’accordo già intervenuto sui ‘Criteri di assunzione a tempo indeterminato’ – si legge nel verbale dell’incontro di ieri – si conviene che per anzianità si intende quella maturata presso le Aziende del Gruppo Alitalia in Amministrazione Straordinaria di provenienza”.

Lo stesso documento fa sapere che le organizzazioni sindacali “hanno sollevato, tra l’altro, le questioni” relative alla “correttezza della programmazione, in termini di rispetto della normativa FTL (limiti di tempo di volo, n.d.r.) e contrattuale, degli avvicendamenti sulle rotte per Chicago, Miami e Caracas”.

Le quattro organizzazioni hanno poi posto il problema della “ricerca delle modalità attuative per limitare il ricorso al tempo determinato per la categoria PNT, favorendo nuove assunzioni dal bacino Cigs”.

Nella stessa sede è stata poi chiesta la “possibilità da parte del personale di manifestare il proprio interesse al trasferimento presso una base diversa da quella prevista nella lettera di assunzione, in relazione ad eventuali future necessità organizzative, attraverso comunicazione scritta alla Gestione Risorse Umane, secondo un modello che sarà predisposto appositamente”. Il confronto Alitalia-sindacati riprenderà per affrontare i problemi degli scali periferici, mentre giovedi 22 gennaio si comincerà a ragionare della pianificazione della flotta Air One e del relativo dimensionamento delle risorse. Venerdì 23 gennaio il confronto sindacale affronterà i problemi di call center e information tecnology.

La Segreteria nazionale SdL Intercategoriale Trasporto Aereo sullo sciopero del 19 gennaio, ha emesso un comunicato nel quale si legge: “Abbiamo letto stravaganti notizie provenienti da fonti aziendali e inspiegabilmente ‘spalleggiate’ dall’Enac, per le quali sarebbero stati cancellati soltanto 4 voli. Per chiarezza elenchiamo i voli realmente cancellati sui circa 100 programmati nella fascia oraria 10.00 – 14.00 interessata dallo sciopero: 16 sono stati i voli cancellati preventivamente per lo sciopero: AZ800, AZ548, AZ706, AZ896, AZ886, AZ1781, AZ2060, AZ801, AZ887, AZ709, AZ1792, AZ468, AZ549, AZ2083, AZ897, AZ469. In operativo sono stati poi cancellati altri 9 voli: AZ2935, AZ2034, AZ320, AZ1383, AZ1386, AP6361, AP6360, AZ321, AZ2097. Quindi in tutto 25 voli – 14 voli internazionali e 11 nazionali. Altri voli sono stati ritardati e sono partiti dopo le ore 14.00 e per questo motivo la nostra precedente nota conteneva la cancellazione di 30 voli”.

Infine ieri si è tenuta la riunione del Fondo Speciale per il sostegno del reddito e dell’ occupazione e per la riqualificazione del personale del trasporto aereo. All’ordine del giorno c’era la richiesta delle aziende del gruppo Alitalia per l’erogazione dell’integrazione salariale per il personale posto in cigs.

Il Comitato amministratore ha deliberato l’accettazione della domanda, autorizzando l’erogazione di quanto previsto dal regolamento per tutto il 2008 e per il primo quadrimestre del 2009.

Nella stessa riuniuone è stato stabilito che, per il calcolo dell’integrazione salariale all’ottanta per cento, si tenga conto di tutte le voci retributive, senza escludere i periodi di assenza dal servizio che possono aver creato abbattimenti economici.

Per rendere affettivo quanto deliberato sarà necessario che Alitalia consegni all’Inps i dati di ciascun lavoratore posto in cassa integrazione. Adesso si aspetta che Alitalia consegni i documenti.

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Commenti (3) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    “La rapina del secolo”…ma non era il titolo di un film del secolo scorso?

  • Virgilio Conti ha detto:

    Il punto di vista dell’azionista/dipendente – di Virgilio Conti

    Sul futuro di Alitalia c’è una certezza: gli azionisti, i piccoli risparmiatori della compagnia di bandiera “saranno tutelati”; così recitavano, più o meno testualmente, gli articoli di economia di qualche mese fa nel riportare le autorevoli dichiarazioni di Silvio Berlusconi e di Giulio Tremonti; e queste affermazioni risultavano ancor più rassicuranti per coloro che le azioni non le avevano acquistate ma ricevute dall’azienda a titolo di gratificazione e compenso per i sacrifici salariali e normativi.
    Debbo dire che a causa dell’iniziale vincolo temporale posto sulla vendita dei titoli, del loro successivo accorpamento numerico, del susseguente deprezzamento e di altri diabolici meccanismi finanziari, sconosciuti ai più, gran parte dei dipendenti-possessori di azioni si sentono oggi ingannati e imbrogliati.
    Evidenzio che detta tipologia di azionisti non va in alcun modo associata alla figura degli azionisti tradizionali che, pur legittimamente e rispettabilmente, investono e speculano in borsa.
    Chiedo perciò al Governo, al Ministro dell’Economia, al Commissario Fantozzi rappresentante di Alitalia Linee Aeree Italiane S.p.A. ed all’A.D. della nuova Alitalia Rocco Sabelli: dov’è la tutela, più volte espressa e promessa, per i piccoli azionisti Alitalia, soprattutto per quelli che non lo divennero per scelta ma per imposizione?
    Virgilio Conti

  • MissMcGonegall ha detto:

    ma…tutti questi signori che ora si fingono sorpresi, oltraggiatie quant’altro…MA DOVE ERANO I MESI SCORSI QUANDO CONDOR AVVOLTOI IENE SPOLPAVANO L’ALITALIA!!!???

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