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Prove concrete e ricostruzioni da Csi

Autore: . Data: mercoledì, 14 gennaio 2009Commenti (0)

Diffuso un filmato virtuale della Procura di Arezzo sull’omicidio del tifoso laziale Gabriele Sandri, ucciso in un’area di servizio, nel novembre 2007.  Ma i processi si fanno con prove reali.

sandriUn anno e due mesi dopo l’uccisione di Gabriele Sandri, gli attimi della tragedia tornano nelle immagini di un filmato della Procura di Arezzo. I consulenti dei pm aretini hanno riprodotto al computer quanto accadde l’11 novembre 2007 nell’area di servizio “Badia del Pino”, quando l’agente della Polstrada Luigi Spaccarotella sparò e uccise “Gabbo”.

Nella ricostruzione il poliziotto, tenendo con due mani la pistola d’ordinanza, mira e spara contro la Renault Scenic occupata dai cinque tifosi romani, diretti a Milano per la partita Inter-Lazio. Il proiettile urta contro una rete metallica, si infrange contro il finestrino anteriore della Scenic e colpisce a morte il ventottenne romano.

Il filmato, depositato a supporto dell’imputazione di omicidio volontario ai danni dell’agente, dura poco più di un minuto, si basa sulle dichiarazioni di quattro testimoni e mostra le varie fasi dell’omicidio: la sirena della pattuglia della stradale viene azionata mentre è in corso la scazzottata tra gli otto tifosi (cinque della Lazio e tre della Juventus) all’interno dell’area di sosta opposta alla carreggiata dove sta operando Spaccarotella.

Pistola in pugno, l’agende intima “fermi… che fate…”, poi esplode un primo colpo in aria. In seguito, i giovani scappano verso la loro auto, l’agente li “rincorre” a distanza per quasi un minuto, intimando nuovamente l’alt.

A quel punto, impugnando la pistola e continuando a correre per altri trenta secondi, assiste alla risalita dei cinque tifosi in auto. All’altezza dell’imbocco dell’uscita dall’area di servizio, l’agente impugna la pistola con due mani, prende la mira e preme il grilletto.

Sandri siede al centro, tra i due passeggeri sul sedile posteriore. Il proiettile lo colpisce mortalmente alla base del collo.

Un secondo video della procura è costruito, invece, in base alla versione di Spaccarotella, che ha sempre affermato di non aver mirato all’auto dei tifosi, ma di aver sparato accidentalmente impugnando la pistola con una sola mano. Una spiegazione alla quale ovviamente non ha convinto il pm.

I legali dell’agente chiederanno a questo punto un nuovo sopralluogo nell’area di servizio e nuove perizie, convinti di poter smontare l’accusa di omicidio volontario: “Spaccarotella ha sparato in aria mentre un gruppo di incappucciati aggrediva un tifoso juventino – hanno affermato – poi nella corsa è partito un colpo accidentale, che oltretutto ha subito una deviazione decisiva”.

“Quattro testimoni (quelli del filmato ricostruito al computer, ndr) affermano il contrario – ha controbattuto l’avvocato della famiglia Sandri – Spaccarotella mirò e sparò ad altezza d’uomo”. Peraltro il legale contesta anche che l’ipotesi che il proiettile abbia rimbalzato contro la recinzione.

Sarà per fortuna il processo a chiarire lo svolgimento dei fatti, perchè in Italia gli uomini del Csi made in Usa non ci sono.

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