cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca, primo piano
Regola la dimensione del carattere: A A

Positivo risultato dello sciopero Alitalia

Autore: . Data: martedì, 20 gennaio 2009Commenti (2)

Gli organizzatori sono soddisfatti per l’esito dell’agitazione indetta ieri da Sdl-intergcategoriale. L’astensione dal lavoro si è svolta dalle 10 alle14 ed ha portato alla cancellazione di 30 voli.

Roma Settembre 2008. Protesta dei Lavoratori  Precari Alitalia iPer Sdl, unica superstite del ‘fornte del no’, ”il risultato dello sciopero è più che soddisfacente visto il numero ridotto di voli programmati nella fascia interessata dallo sciopero  ed i numerosi voli che hanno subito ritardi o spostamenti dopo l’orario di sciopero”.

“Un risultato- insiste il sndacato – che evidenzia il forte dissenso dei lavoratori nei confronti dell’azienda e degli accordi che le altre organizzazioni sindacali hanno concordato con la controparte e senza aver mai consultato la base. Le motivazioni dello sciopero sono quindi più attuali che mai e nelle prossime ore, se non si apriranno spazi di confronto, si procederà all’indizione di un secondo sciopero di 24 ore da collocare temporalmente il più presto possibile. Condizioni di lavoro assolutamente lontane da quelle di qualsiasi altra compagnia aerea europea, criteri di assunzione del tutto lasciati alla discrezionalità aziendale e condizionati probabilmente anche da ‘indicazioni’ di alcuni sindacati, migliaia di cassaintegrati e precari senza lavoro in presenza di un sotto-organico più che evidente, chiusura alle proposte di soluzioni che prevedano anche la riduzione dell’orario di lavoro per ampliare l’occupazione: tutti questi elementi dimostrano che gli accordi sottoscritti sono assolutamente iniqui e sbagliati”.

Analizzando le reazioni della ‘cordata ex patriottica’, l’Sdl aggiunge: “Il nervosismo dell’azienda rispetto al risultato dello sciopero è evidente e tra l’altro si è dimostrato questa mattina in modo del tutto ‘puerile’ attraverso la richiesta ad SdL intercategoriale di togliere le proprie bandiere esposte al centro equipaggi di Fiumicino. Un nervosismo che dovrebbe invece essere superato attraverso il confronto e non con contrapposizioni inutili e prive di senso. Per quanto ci riguarda confermiamo che siamo disponibili al confronto per ridurre il disagio dei lavoratori, ma il perdurare della chiusura aziendale sarà da noi contrastato in modo concreto sia dal punto di vista sindacale, con nuove azioni di protesta e di sciopero, sia in termini legali”.

Il risultato dell’agitazione sindacale può essere considerato più che positivo, perchè lo stato d’animo del personale navigante della Compagnia, dopo la ‘sconfitta’ del ‘fronte del no’ è pessimo e le capacità di reagire ad una riorganizzazione dei tempi e della qualità del lavoro, molto penalizzanti per la dignità delle persone, non appariva incoraggiare ottimismo.

Ieri, sul piazzale antistante il Centro equipaggi’ di Fiumicino, tra i capannelli di assitenti di volo in astenzione dal lavoro era frequente ascoltare recriminazioni sulla gestione passata della trattativa. In molti rimporoverano una scarsa radicalità nell’azione di chi dirigeva l’opposizione al piano Cai e qualcuno giustificava con questo la non adesione massiccia all’iniziativa.

In realtà il problema della riorganizzazione delle forme di tutela dei diritti all’interno della nuova Alitalia sarà il rebus dei prossimi mesi. La seconda fase della Compagnia, dopo la partenza, sembra indicare una nuova forma di consociativismo tra sindacati ed associazioni firmatari dell’accordo e proprietà. Anche se si tratta solo di suggestioni, sembrano scorgersi i contorni di un sindacato ‘postmoderno’, soggetto di trattative non finalizzate e costruire strategie per il miglioramento delle condizioni generali di lavoro, ma piuttosto utili per ‘collocare’ iscritti e simpatizzanti (presi nella propria indiviualità) nella nuova realtà industriale. Una ipotesi del genere potrebbe finire con lo snaturare il senso stesso delle lotte per il progresso..

Non è, infatti, possibile accettare un sindacato che si occupa di ‘proteggere’ i propri associati trattando per loro conto, senza minimamente tener conto degli interessi comuni dei cittadini. L’unità dei lavoratori in questo modo viene meno ed emergono particolarismi e soggettività utili solo al mantenimento di strutture organizzative (i sindacati stessi ed il tesseramento) e non si consente la realizzazione di progressi collettivi concreti.

La separazione delle tre anime di Alitalia, personale di terra, navigante e piloti è stato il motivo per il quale è stato possibile ‘inventare’ un salvataggio che in realtà ha lasciato sul campo migliaia di vittime, tra cassintegrati, un indotto ridotto in miseria, precari scomparsi dal mercato del lavoro e ‘riassunti’ sottoposti a condizioni di sfruttamento durissime.

Si vedrà se qualcuno sarà in grado di restituire dignità al personale Alitalia e alla tradizione del sindacato, riuscendo ad unificare le diverse anime in un unico soggetto non impegnato nel promettere scorciatoie o piccoli favori in cambio di adesione, ma riaffermi gli ideali di eguaglianza e civiltà nel mondo del lavoro.

Lo sciopero di ieri potrebbe aver messo un punto in questa direzione, ma la strada è lunga ed il tempo poco. Nulla lascia pensare che così organizzata la nuova Alitalia possa recuperare un’identità indutriale in grado di evitare un suo assorbimento in tempi medi in Air France-Klm. Se la puntata finale di questa vicenda sarà trasmessa tra quattro anni, nei prossimi mesi si realizzeranno puntate impegnative nelle quali sarà indispensabile difendere una concezione del lavoro totalmente divergente dalle logiche di efficientismo della proprietà. Sapranno lavoratori e sindacati assumersi la responsabilità di questo difficile percorso?


Foto di Annibale Greco

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti (2) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    Caro Direttore, una parola per tutte spiega la situazione, l’ASSENZA. I lavoratori Alitalia, anzi ex-Alitalia, si sono mossi a “branchi”, vagando disorganizzati.

    I sindacati hanno perso TOTALMENTE il loro ruolo, per le ragioni di cui si parla nell’articolo. L’immaturità dei singoli sta nel non volersi “accollare” responsabilità di alcun tipo.

    Viviamo in una logica economica e affatto morale, al centro non c’è l’uomo, ma il tornaconto di certi, nessuno è disposto a fare qualcosa senza “avere” un cambio tangibile.

    O meglio, qualcuno esiste, e chi “vede” tutto questo agonizza, perché non si può lottare soli contro i mulini a vento.

  • enzo di mauro ha detto:

    Probabilmente bisognava toccare il fondo…. credo che, come scrive il direttore, ora bisogna ricostruire il sindacato operando un taglio netto con certe logiche consociative con la proprietà e premiando chi ha qualità e non chi “porta” tessere. Sarà dura ma la partita è ancora aperta.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008