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L’unica emergenza per Maroni sono i migranti

Autore: . Data: martedì, 27 gennaio 2009Commenti (0)

A Massa alcuni profughi hanno protestato, a Pantelleria il clima è teso, i diritti civili sono negati e l’unico problema sono loro. Il Paese sarà felice quando si potranno cacciare tutti

migranti-02La situazione a Lampedusa rimane grave e intanto ieri a Massa una cinquantina di migranti, in gran parte profughi eritrei e somali hanno occupato una strada del centro per sollecitare le autorità ad esaminare le loro richieste di permesso di soggiorno e minacciando lo sciopero della fame.

La manifestazione non era autorizzata, ma spontanea. I dimostranti sono ‘parcheggiati’ da agosto e dopo essere arrivati a Lampedusa sono stati trasferiti nel centro della Croce Rossa di Marina di Massa. Da cinque mesi aspettano di conoscere il loro destino.

Le forze dell’ordine sono intervenute per disperdere la protesta e i migranti si sono opposti sedendosi a terra. Durante l’intervento di polizia e carabinieri una profuga è rimasta ferita ed altri 28 sono stati fermati per accertamenti.

Erano presenti alcuni politici locali, tra i quali l’ex senatore di Rifondazione comunista, Mario Ricci. L’esponente del Prc avrebbe solidarizzato coi i migranti e contestato l’intervento degli agenti.

Sulla vicenda il segretario di Rifondazione, Paolo Ferrero, ha dichiarato che “le forze dell’ordine sono intervenute con l’uso della forza contro una manifestazione di profughi eritrei e somali, ospiti al centro della Croce rossa locale” aggiungendo: “E’ di tutta evidenza che profughi eritrei e somali fuggono dalla guerra e dalle persecuzioni ed hanno pieno diritto a venire accolti in quanto rifugiati politici. Il ministero dell’Interno deve garantire il diritto d’asilo, come vuole la Costituzione, e non accettare che venga manganellato chi fugge da una guerra”.

A Lampedusa la tensione rimane alta. Il sindaco Dino De Rubeis ha detto: “Lampedusa non diventerà un carcere a cielo aperto e noi non siamo in vendita: non ci faremo comprare per un piatto di lenticchie, accettando che facciano di noi un lager per gli immigrati in cambio di quale concessione. E se dovesse passare l’accordo con la Tunisia, non ci sarebbe più sicurezza nel centro e e nelle nostre case”.

De Rubeis ha aggiunto che oggi nell’isola resterà tutto chiuso “per far sentire a Roma la nostra preoccupazione e il dolore per una solitudine immeritata dopo ben 17 anni di accoglienza”.

Il consiglio comunale ha deciso di presentare una denuncia alla procura di Agrigento contro Roberto Maroni, accusandolo di trattenere illegalmente gli extracomunitari nel cpa dove non potrebbero restare per più di 48 ore.

In una nota la segreteria regionale e la segreteria provinciale di Palermo del sindacato di polizia Uilps, ha sostenuto che ”gli uomini delle forze dell’ordine e in particolare quelli giunti dall’XI reparto mobile del capoluogo siciliano hanno vissuto difficili momenti a Lampedusa, costretti a turni massacranti che a volte hanno superato anche le 15 ore lavorative consecutive”.

Nella nota della Uilps si legge ancora: ”Comprendiamo la situazione, ma non possiamo esimerci dal considerare che tale emergenza poteva essere facilmente prevista a fronte della probabile nascita del nuovo centro di espulsione. Auspichiamo in una seria e fattiva collaborazione tra le organizzazioni sindacali dei poliziotti e coloro i quali hanno la responsabilità di gestire l’ordine pubblico in sede locale, affinché anche le emergenze inaspettate possano essere fronteggiate senza che vi siano ulteriori sacrifici da parte di chi opera in costante situazione critica”.

A peggiorare una situazione che avrebbe potuto essere del tutto semplice da affrontare se il senso di umanità e solidarietà prevalessero sulla dottrina del ‘pugno ferro’ è intervenuta anche una presa di posizione di Thomas Hammarberg, commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, che ha commentato gli avvenimenti. “Sono particolarmente preoccupato per i rapporti che mi giungono da Lampedusa. E’ cruciale che le autorità assicurino condizioni di vita decenti nel centro, continuino a ridurre il sovraffollamento spostando i richiedenti asilo in altri centri e garantiscano una analisi dettagliata delle richieste d’asilo”.

Hammarberg ha aggiunto: ”Nella mia recente visita in Italia, il sottosegretario agli Interni, Mantovano, mi ha assicurato che l’Italia non avrebbe fallito nell’applicare gli standard internazionali ed europei su Lampedusa e nel dare effettivo accesso alle procedure d’asilo, incluso rimedi effettivi, a tutti i richiedenti asilo. Sono sicuro che il governo si atterrà agli impegni presi e che ripristinerà condizioni di vita accettabili nel centro di Lampedusa”.

Smentendo l’intera strategia del ministro Maroni, leghista, il commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa ha spiegato: ”E’ cruciale comprendere che gli immigrati hanno il diritto di entrare in un Paese. Non sono criminali, ma, spesso, invece persone che fuggono da persecuzioni e violenze. Finora c’è stata troppa enfasi sulla sicurezza, piuttosto che sui diritti umani. Tutti i paesi europei, non solo l’Italia, devono garantire protezione ai migranti e cooperare di più in una gestione coerente e umanitaria dei flussi migratori”.

Anche la Croce Rossa Italiana (Cri), l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim/Iom) e Save the Children, organizzazioni che operano all’interno del Centro di soccorso e prima accoglienza (Cspa) di Lampedusa, hanno manifestato “forte preoccupazione” per quanto sta accadendo in questi giorni all’interno del Centro stesso. Le Organizzazioni, che operano all’interno del progetto europeo Praesidium, realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Interno, sottolineano in una nota inviata al Ministro Maroni, come il prolungato trattenimento dei migranti sul posto rischi di aggravare ulteriormente una situazione che ha ormai toccato livelli di gravità e di pericolo mai registrati fino ad oggi.

Le organizzazioni sono del parere che “il trattenimento dei migranti nel Cspa, senza alcun provvedimento autorizzativo o di convalida da parte dell’autorità giudiziaria, ha infatti raggiunto una durata ingiustificatamente prolungata, contrariamente alla natura stessa del centro, che è una struttura chiusa, realizzata per ospitare le persone sbarcate sull’isola solo per un breve lasso di tempo prima del loro trasferimento nei Centri presenti sul territorio italiano. Come conseguenza gli standard di accoglienza, i servizi offerti e le condizioni igieniche all’interno della struttura ne sono risultati gravemente compromessi con conseguenti rischi per la salute e per la sicurezza sia dei migranti ospiti sia del personale impegnato all’interno del centro”.

Cri, oim/Iom e Save the Children hanno concluso: “Tale peggioramento degli standard di accoglienza, il crescente clima di tensione, nonchè la limitazione di alcuni fondamentali diritti previsti dalla normativa nazionale e internazionale, continuano a preoccupare profondamente le organizzazioni, che, anche alla luce di quanto avvenuto nei giorni scorsi e nel timore che la situazione peggiori ulteriormente, richiedono di intervenire immediatamente per garantire sia i diritti dei migranti sia la sicurezza degli operatori presenti sul posto e della popolazione locale assicurando -concludono le organizzazioni- un rapido trasferimento degli ospiti presenti nel Centro verso le appropriate strutture di accoglienza del territorio”.

Don Stefano Nastasi, parroco di Lampedusa, ha ironicamente risposto al premier, Silvio Berlusconi, che, negando la fuga in massa dal Cpa dell’isola, aveva detto che i migranti sono liberi di uscire dal centro e di andare a bere una birra nei bar del paese.

Ha detto don Stefano: ”Invito Berlusconi, a venire a Lampedusa a bere una birra con me al bar. Magari potremo parlare degli immigrati e dell’emergenza che stiamo vivendo in modo concreto. La verità è che serve più chiarezza da parte del governo. Finora mi sembra che siano un po’ confusi”.

In questa situazione caotica il ministro Maroni ha rilasciato alcune singolari dichiarazioni: “In Italia non esiste un’emergenza sicurezza, non esiste un’emergenza criminalità organizzata, esiste invece una emergenza immigrazione clandestina”. Lo ha detto ieri a Lodi dopo aver presieduto il Consiglio provinciale della sicurezza e dell’ordine pubblico. “Bisogna evitare inutili allarmismi – ha aggiunto – e chiedere alle forze politiche di concentrarsi sulle emergenze vere e di evitare di polemizzare o creare allarmismi”.

A questo punto il ministro ha diffuso i dati (di un trend già più volte rilanciato da InviatoSpeciale fin da agosto del 2008) che dimostra come lo scorso anno la delittuosità generale in Italia è scesa dell’11,4 per cento, con una diminuzione del 20 delle rapine. In diminuzione anche le violenze sessuali, che nel 2008 sono calate a 4.465, dell’8,8 per cento in meno.

Così non si spiegano le discussioni dei giorni scorsi sul ‘terrore’ a Roma, ma neppure l’intera campagna del centro-destra (con la concreta partecipazione del Pd) sull’emergenza criminale che ha segnato l’intera campagna elettorale del 2008.

E neppure appare chiara la situazione riguardante il crimine organizzato, che secondo Maroni non è un problema. Qualche ingranaggio della politica dell’annuncio deve essersi inceppato, ma risulta evidente che l’avvicinarsi della campagna elettorale di primavera sta facendo scaldare i motori al Palazzo.

Intanto i migranti diventano il capro espiatorio ed il paravento per evitare che la percezione della crisi diventi una concreta consapevolezza per i cittadini.

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