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Lufthansa sul piede di guerra

Autore: . Data: giovedì, 29 gennaio 2009Commenti (0)

Il vettore tedesco inaugura la sua Compagnia italiana e subito annuncia di volere gli slot lasciati liberi da Cai-Alitalia a Malpensa.  Il gigante ha deciso di combattere contro la piccola compagnia di Colaninno e Sabelli.

lufthansaI tedeschi, nel giorno del battesimo di Lufthansa Italia, hanno manifestato la ferma intenzione di rilevare gli slot lasciati liberi da Alitalia a Malpensa. Karl Ulrich Garnadt, vice presidente esecutivo per i servizi e le risorse umane, ha detto: “Alitalia ha preso la decisione di ridurre la sua capacita’ su Malpensa e non ha intenzione di cambiarla. Questo automaticamente libera gli slot, che tornano al coordinatore degli slot, che poi li rimette in circolo. Noi da ottobre potremmo farne richiesta come compagnia italiana. E’ certo che l’aeroporto di Malpensa non e’ ancora utilizzato al 100% e quindi c’è spazio per noi di fare di più”.

Il mese di ottobre non è legato ad una specifica strategia di marketing, ma è il momento in cui Lufthansa Italia otterrà il riconoscimento del Airline Operation Committee (Aoc) e potrà operare come compagnia aerea italiana.

Garnadt, però, non si è limitato ad una generica manifestazione di interesse e riferendosi alla tratta Malpensa-Roma ha specificato che “Lufthansa Italia è una business company, faremmo il possibile per coprire la tratta Milano-Roma, se ne avessimo i diritti cominceremmo anche domani. Abbiamo fatto domanda per i diritti di atterraggio, ma è stata respinta. Ora stiamo valutando che fare: noi abbiamo la volontà di operare lì”.

Il dirigente tedesco, quindi, non ha escluso che se non si dovesse trovare un accordo Lufthansa potrebbe ricorrere all’Antitrust europeo.

Subito dopo la diffusione delle parole di Garnadt, Assoutenti ha auspicato che il ricorso annunciato sulla mancata assegnazione dei diritti di atterraggio ”abbia successo e possa riaprire il mercato, restituendo agli italiani la possibilità di scegliere il miglior vettore, la miglior qualità e le tariffe più convenienti sulla tratta più importante d’Italia”.

Mario Finzi, presidente dell’associazione ha detto che il consumatore italiano ”si è già accorto della grave violazione della concorrenza su questa tratta ma il Governo ha emanato un decreto legge che ha di fatto tappato la bocca all’Antitrust italiana e le nostre denunce alla Commissione Europea hanno dato un esito sconcertante”.

Infatti, ha spiegato Assoutenti, ”in risposta al nostro esposto alla Commissione Europea sugli aspetti anticoncorrenziali della vendita di Alitalia, la direzione generale dell’Energia e dei trasporti della Commissione Ue (dipendente dal Commissario Antonio Tajani) ha sorprendentemente dichiarato che ‘l’operazione di ristrutturazione di Alitalia e l’emergere di una nuova compagnia aerea privata più piccola contribuiranno a promuovere la concorrenza con benefici sia per i passeggeri che per l’economia”.

Anche Legambiente ha commentato le intenzioni di Lufthansa. Dario Balotta, esperto di trasporti dell’organizzazione, sulla possibilità di ricorso all’Antitrust europeo, ha specificato: ”E’ una iniziativa che dovrebbe essere sottoscritta anche da altri vettori, perchè su una tratta come la Milano-Roma occorre che ci siano almeno 4 vettori tra loro in concorrenza”. Sulla Milano-Roma, infatti, ”Alitalia incassa oltre 300 milioni di euro l’anno attraverso un cartello che esiste ormai da tempo e che è stato legalizzato lo scorso 13 gennaio con il decreto che sospende il divieto di monopolio”.

Balotta ha citato il ”collegamento Barcellona-Madrid, omogeneo sia per distanza che per condizioni, dato che unisce tra loro le capitali economiche con quelle politiche”. In questo caso ”la tariffa massima italiana è di 671 euro contro i 460 euro di quella spagnola”. Quanto alle tariffe minime, ”in Italia si pagano 225 euro e in Spagna 80”.

Secondo l’esponente di Legambiente il consumatore spagnolo, grazie al meccanismo della concorrenza, ”può scegliere tra 4 diversi operatori,(Iberia, Spanair, Aireuropa, Vueling) con diverse tariffe tutte nettamente inferiori a quelle italiane e con servizi di maggiore qualità”. Quanto all’Italia, ”più che di sospensione della concorrenza – ha concluso Balotta – siamo di fronte al perdurare di pratiche anticompetitive che dovrebbero far ripensare alla già debole regolazione delle tariffe di trasporto nazionale”.

Intanto nella ormai costante polemica Malpensa-Linate-hub, l’ad di Alitalia-Cai ha ricevuto un giudizio durissimo da parte di Cristiana Muscardini, vice presidente del Commercio internazionale al Parlamento europeo.

Mscardini ha detto: “Linate non è un aeroporto internazionale: i voli per le città dell’Unione europea sono voli interni, perchè favoriscono il mercato interno dell’Unione e la necessaria maggiore integrazione tra i cittadini europei. Chi continua a considerare i voli interni all’Unione come voli internazionali dovrebbe cominciare a studiare che cos’è l’Unione europea o ammettere di avere, per Linate, la volontà di agevolare interessi diversi”.

Sabelli aveva sostenuto che non sarebbe possibile avere un hub a Malpensa se Linate continua a essere un aeroporto internazionale e la vicepresidente del Commercio internazionale ha concluso a questo riguardo: “Basta con queste dichiarazioni che generano ulteriori confusioni frutto o di non conoscenza della realtà o di una precisa volontà politica contraria agli interessi di gran parte del nord Italia”.

Il clima di sostegno che aveva accompagnato la ‘cordata ex patriottica’ sembra cambiato. Alla scarsa fiducia dei viaggiatori e all’aggressività comerciale di Lufthansa non sarà facile reagire, perchè tutti e due i fattori richiedono non dichiarazioni generiche e propagandistiche, ma scelte industriali e commerciali di spessore. E nessun italiano si è accorto della ‘discontinuità’ tra la nuova compagnia e la vecchia, perchè oltre ad una piccola campagna pubblicitaria nulla è stato fatto nel campo di promozioni, offerte, sconti, confort. Cioè il cuore della competizione nel mercato del trasporto aereo. Si vedrà nei prossimi giorni se accadrà qualcosa, ma forse troppo interessato a ‘normalizzare’ le condizioni dei lavoratori il management di Cai-Alitalia ha dimenticato i passeggeri, errore non piccolo in una fase di avvio.

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