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L’orrore di Gaza

Autore: . Data: lunedì, 5 gennaio 2009Commenti (0)

Pubblichiamo un filmato dall’inferno palestinese. Nessun possibile addebito ad Hamas è in grado di giustificare le immmagini che mostriamo. Ci scusiamo coi lettori per la durezza del video e ne sconsigliamo la visione ai più giovani.

Dopo giorni di bombardamenti dal cielo ora le truppe di terra stanno combattendo casa per casa contro i militari di Hamas e delle altre organizzazioni palestinesi.

gazaL’assurda invasione di Tel Aviv, giustificata dalla necessità di ‘difendere la sicurezza nazionale’ sta producendo una strage di civili.

Le operazioni militari dell’esercito israeliano si sono intensificate e mentre ormai la crisi umanitaria è fuori controllo, come era facilmente prevedibile i colloqui in corso oggi in Egitto non hanno portato a nessun risultato.

Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, ha respinto la proposta dell’Ue di dispiegare osservatori internazionali nella Striscia dopo la fine dell’offensiva, mentre il ministro della Difesa dello Stato ebraico, Ehud Barak, ha avvertito che la campagna militare a Gaza andrà avanti perchè “non è ancora stato raggiunto l’obiettivo fondamentale”, cioè porre al sicuro gli abitanti del sud del Paese dagli attacchi con i razzi e provenienti dalla Striscia.

La Livni ha aggiunto che il suo Paese non sta semplicemente ricorrendo alla legittima difesa, bensi’ combattendo contro il terrorismo e sostentuto: “Prima quando Hamas colpiva Israele questo esercitava la moderazione: oggi l’equazione è cambiata, se attaccato Israele risponderà”.

Le parole di Livni sorprendono, perchè il goveno di Tel Aviv ricorre abitualmente alla forza e l’invasione di questi giorni segue numerose altre rappresaglie avvenute negli anni passati, fino all’ultima invasione del Libano del 2006. Inotre il minuscolo territorio della Striscia era sottoposto ad un durissimo embargo e la popolazione ‘sigillata’ in un perimetro invalicabile.

Il video che mostriamo è agghiacciante e rompe il silenzio dei Media sulle stragi compiute dalle forze militari con la Stella di David. Nonostante la crudeltà delle immagini ci è sembrato necessario far comprendere ad una opinione pubblica disinformata che i fatti di questi giorni hanno raggiunto livelli di violenza inimmaginabili.

Il lancio di razzi Qassam, definiti dai militari israeliani ironicamente un “incrocio tra un proiettile di artiglieria e un fuoco artificiale”, produce danni limitati e la loro imprecisione (a volte perdono la traiettoria finendo col colpire anche case palestinesi) non giustifica in nessun modo una reazione di queste proporzioni.

Per ‘oscurare’ la violenza dell’attacco le autorità di tel Aviv non hanno concesso ai giornalisti di entrare a Gaza, mentre le forze armate gestiscono uno spazio su You Tube nel vengono scaricati filmati di bombardamenti e propaganda.

Numerosi organi di stampa internazionali ed in prima fila il Times denunciano l’uso di armamenti particolarmente crudeli, come il fosforo bianco. Secondo il Trattato di Ginevra del 1980 questo sistema d’arma non può essere utilizzato nelle zone abitate da civili. Il fosforo bianco dovrebbe servire per illuminare i campi di battaglia di notte, ma coi nuovi visori notturni risulta del tutto superato e produce ustioni mortali.

In queste ore si sta compiendo un crimine contro centinaia di migliaia di cittadini inermi e la comunità internazionale non è in grado di fermare l’invasione, anche per la protezione che gli Stati Uniti ed altri governi danno all’esecutivo israeliano.

L’organizzazione umanitaria israeliana Gisha ha reso noto che al momento 7 su 12 elettrodotti a Gaza sono fuori uso e il 75 per cento dell’area è senza energia. Nelle zone prive di elettricità c’è lo Shifa Hospital. Oltre mezzo milione di persone sono senza acqua, mentre le strade sono invase da residui di fogna e il pericolo di epidemie è altissimo. Inoltre non si trova più carburante perchè Israele ne impedisce la distribuzione verso la Stiscia dall’inizio delle operazioni militari.

Ghisha aggiunge che le autorità di Tel Aviv avevano già dall’ottobre del 2007 limitato i rifornimenti di carburante e ignorato le proteste delle organizzazioni umanitarie. “I gruppi hanno sostenuto – scrivono i militanti per i diritti civili israeliani- che ai sensi del diritto internazionale e sulla base dei precenti, Israele deve assumersi la responsabilità per la qualità della vita della popolazione civile che soffre a causa delle conseguenze degli attacchi militari”.

Physicians for Human Rights-Israel (PHR-israel), Medici per i Diritti Umani, ha ricevuto sei rapporti su attacchi dell’aviazione militare con la Stella di David su infrastutture mediche e personale sanitario e segnalato i fatti al ministro della Difesa, Ehud Barak.

Gaza.mp4
by inviatospeciale

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