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Il partito Veltroni-Berlusconi contro gli elettori

Autore: . Data: giovedì, 29 gennaio 2009Commenti (0)

L’insensibilità del Palazzo nei confronti della democrazia non accenna a ridimensionarsi ed un nuovo colpo alla libertà di scelta dei cittadini sembra condiviso da centro-destra e centro-sinistra.
veltroni_berlusconiCon l’approssimarsi delle elezioni europee di aprile Pdl e Pd sembrano intenzionati ad inventare all’ultimo momento una soglia di sbarramento al 4 per cento per impedire ad altri partiti più piccoli di essere rappresentati.

Per i più giovani, se si fosse applicato questo modo di ragionare, nel Parlamento italiano non sarebbero mai entrati Ugo La Malfa ed il Partito repubblicano, Giovanni Malagodi e quello Liberale,  Ferruccio Parri col Partito D’Azione.

L’idea che la rappresentantività sui questione di numeri, che il sistema maggioritario favorisca la governabilità, che non ci sia diritto di cittadinanza per le minoranze è smentito persino dal Parlamento europeo di Strasburgo che con una risoluzione del 1993 approvò una risoluzione in cui sostieneva la necessità di eleggere i propri membri sulla base di un sistema proporzionale.

La discussione per arrivare a quella scelta durò tre anni ed era finalizzata al tentativo di arrivare a una procedura elettorale uniforme sul territorio dell’Unione. Allora si opposero al sistema proporzionale gli inglesi, storicamente Paese bipartitico con sistema a collegio uninominale.

L’ applicazione di quel metodo di elezione su collegi molto più vasti di quelli usati per le elezioni politiche nazionali, come accade per le elezioni europee, portava a gravi discriminazioni. come l’esclusione dei liberaldemocratici inglesi, che non avevavo seggi a Strasburgo.

Il criterio che ha spinse il Parlamento europeo a sostenere con forza l’ applicazione di un sistema proporzionale si basava sul fatto che l’ assemblea di Strasburgo non deve esprimere una forte maggioranza politica in grado di sostenere l’ operato di un governo, ma  piuttosto ha l’ obiettivo della massima rappresentatività, per garantire la libera espressione di tutte le realtà politiche presenti in Europa.

Allora a difendere l’egemonia dei grandi partiti ed a preferire sbarraenti furono i tedeschi. La risoluzione votata dal Parlamento lasciava liberi gli Stati membri di applicare una soglia minima del tre o del cinque per cento su base nazionale, ma da allora nessuno aveva mai pernsato in Italia di farlo.

Oggi i motivi che spingono Pdl e Pd a volere la soglia di sbarramento ha interessi comuni. Secondo alcuni analisti Berlusconi (che voleva anche la soppressione del diritto a scegliere il nome del candidato da votare, imponendo liste bloccate) trarrebbe giovamento dalla soglia, perchè in questo modo la crisi del partito di Veltroni, non assumendo le prevedibili dimensioni ciclopiche, eviterebbe di favorire la fuga di elettori verso Casini, generando un’area di centro molto pericolosa anche per il Pdl. Per Veltroni, invece, la soglia impedirebbe alle forze di sinstra di mostrarsi in grado di competere, evitando di subire un’emorragia anche da quel lato.

I calcolo, insomma, prevale sul diritto di rappresentanza, mostrando una vocazione autoritaria e integralista nel Pd. Certo Veltroni aveva già preso la strada imperiale in occasione delle politiche dell’anno scorso, rompendo l’Ulivo e perdendo le elezioni, ma oggi, che un risultato ancor peggiore di quello di aprile 2008 per il Pd è certo, non tiene in nessun conto che alcuni milioni di cittadini, orientati a sinistra, rischiano di scomparire.

Gli elettori di sinistra, infatti, già alle prese con la frammentazione di piccoli partitini identitari più o meno comunisti, ma quasi senza visione strategica, difficilmente si presteranno al ricatto di votare Pd, perchè qualunque altra scelta è impraticabile e quindi potrebbero finire con l’astenersi.

Se è comprensibile la vocazione autoritaria del Pdl, altrettanto non si può dire per il Pd, che in questa come in altre occasioni non perde occasione di per assumere posizioni poco attraenti per i cittadini orientati a sinistra.

Il tramonto della leaderscip di Veltroni è già in atto e la sua uscita di scena sarà probabilente decisa dopo le europee, anche alla luce di una sconfitta non annunciata, ma sicura, considerando che gli 11 punti in meno rilevati dai sondaggi rispetto alle politiche 2008 sono moltissmi.

In questo senario chi si rallegrerà sarà Di Pietro, perchè se si dovesse raggiungere la decisione di imporre una soglia di sbarramento ne sarebbe l’unico beneficato, raccogliendo l’Idv anche il sostegno di elettori tradizionalemente più vicini ad i paritit di sinistra, ma spinti a votare per l’ex magistrato perchè l’unico ‘fieramente’ contrario al governo Berlusconi.

Nei prossimi giorni s capirà se il Pd riuscirà a recuperare un’anima democratica, lasciando gli elettori  liberi di essere rappresentati o sancirà con largo anticipo la fine del Pd, destinato a scomporsi dopo le lezioni europee.

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