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Fuori la mafia da Facebook

Autore: . Data: lunedì, 5 gennaio 2009Commenti (0)

Il social network al centro di una polemica contro i sostenitori di Riina e Provenzano. Lo specchio di un’Italia  in una crisi di valori senza precedenti, dove c’è chi inneggia agli assassini.

antimafiaUna stana follia sembra essersi impadronita dell’Italia. Adesso siamo anche ai fan dei mafiosi che si iscrivono a Facebook e mietono consensi. Cè ci tifa per Bernardo Provenzano, oggi erano 725, chi ha fondato il “Gruppo creato per la santificazione di Bernardo Provenzano subito”, 218 iscritti, e chi si aggrega al “Totò Riina…il vero Capo dei Capi”, sono in 5235.

La mafia è diventata un simbolo ed al pari di  una squadra di calcio o di una velina si presenta in rete e cattura l’interesse di individui probabilmente confusi, inconsapevoli o colpevolmente contigui alla follia criminale di personaggi che hanno ucciso, rapinato, ricattato ed anche impedito lo sviluppo civile di vaste aree del Mezzogiorno.

Così in questo scenario surreale si è costituito sul social network anche un settore ‘antimafia’, che in qualche modo cerca di imporre ai gestori la cancellazione dei gruppi contigui al crimine organizzato.  Aldo Pecora, leader del movimento antimafia “Ammazzateci tutti”, creato a Locri dopo l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Regionale della Calabria, Francesco Fortugno, ha lanciato un appello su Facebook.

L’esponente atimafia ha indirizzato all’ideatore del social network, Mark Zuckerberg alcune richieste, tra le quali anche quella di formalizzare un regolamento interno, che contenga il divieto esplicito di propaganda mafiosa.

Il fenomeno dei fan della mafia in Internet deve essere preso in  tutta la sua pericolosità, perchè svela ancora di più quanto il disorientamento prodotto dalle continue campagne di demonizzazione della Magistratura si sia fatto largo, specialmente tra i giovani.

In una mail che gira per Internet si legge: “In due giorni 60mila persone invitate al nostro evento…Tutti noi 1, mafia 0! Continuamo ad invitare! Abbiamo raccolto ventimila adesioni in 3 giorni. Abbiamo segnalato i gruppi che sostengono i mafiosi come Riina e Provenzano agli amministratori di Facebook. Abbiamo scritto ai giornali. Abbiamo protestato. Ma quei gruppi sono ancora lì ad offendere la memoria di eroi che hanno dato la vita per questo Paese: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Pio La Torre, Peppino Impastato. Noi non dimentichiamo. La loro memoria cammina anche sulle nostre e-mail. Scriviamo tutti a Beppe Pisanu: Gent.le Presidente, per decenni il nostro Paese è stato colpito nei suoi uomini migliori dalla ferocia delle mafie. Uomini come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Pio La Torre, Peppino Impastato e centinaia di altri, hanno pagato con la vita il loro impegno contro la mafia, nelle istituzioni e nella società. Il nostro Paese è in debito nei confronti di questi uomini e la loro memoria deve continuare ad orientare il nostro lavoro di contrasto a questo fenomeno devastante. Non possiamo accettare che vi sia chi lo alimenti, chi inneggi alle gesta dei loro carnefici. Sul social network Facebook, decine di pagine sono dedicate a Bernardo Provenzano e Toto Riina. A fronte di ciò, in migliaia hanno aderito ad un appello per rimuovere quelle pagine. Le chiediamo di intervenire risolutamente per cancellare queste oscenità e per fare in modo che non possano ripetersi. Distinti saluti”.

Uno dei soci di Facebook, Roberto Iannotta, in un messaggio ha scritto: “Ragazzi credo che si sta perdendo il lume della ragione…io abito in una zona costellata da questi personaggi che non fanno altro che ammazzare,rubare, e creare tantissimi disagi…Molte persone anche dalle mie parti enfatizzano queste” persone” se cosi si possono definire…Purtroppo queste realtà devono essere combattute giorno dopo giorno ed in maniera continua e non solo per farci politica sopra…Nelle mie zone la cosa che mi da più fastidio è che si sente proprio la rassegnazione delle persone nei confronti di questi mafiosi,questa è la cosa che mi brucia di più!!!! La colpa la do alle generazioni precedenti che non sono riuscite a sconfiggere questa piaga quando stava nascendo…Spero che i fondatori di facebook non si limitino ad oscurareI solo le donne che allattano…ma DEVONO OSCURARE ANCHE QUESTI FANS CLUB CONTROPRODUCENTI ED DISEDUCATIVI!!!!!!!!!!!!!”.

Iannotta si riferisce alla decisione dei dirigenti del social network californiano di voler rimuovere dalle proprie pagine foto postate dagli utenti e che ritraggono donne mentre allattano e di aver definito quelle immagini “pornografiche”.

L’autorevole quotidiano inglese Times ha reagito duramente per la “strana morale” di Facebook, impegnato nel descriversi come “un ambiente sicuro per i ragazzini che frequentano Internet”, ma che quando si tratta di Riina “nulla eccepisce su chi inneggia a un assassino che sta scontando numerosi ergastoli”.

Decisamente il nostro Paese sta attraversando una crisi di identità senza precedenti, mentre non sembra il governo mostri particolare attenzione a questa realtà, troppo impegnato nel preparare la riforma della Giustizia, attaccando un giorno si e l’altro pure i magistrati che sono in prima linea nella difesa della legalità.

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