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Buon 2009

Autore: . Data: giovedì, 1 gennaio 2009Commenti (1)

E’ arrivato il nuovo anno. Com’è possibile pensare a pochi minuti dalla mezzanotte che nulla va bene? Non è il momento per farlo, ma domani un piccolo secondo da dedicare alla realtà sarebbe auspicabile.

capodanno-2008-terni5L’arrivo del nuovo anno, del 2009, è per i cittadini un sano momento di festa. Il vecchio 2008 finisce e nell’immaginario degli umani, da sempre, quello che sta per arrivare porterà con sè doni e fortune, amori e felicità. Abbiamo tutti fatto finta di crederci guardando il cronometro che ha contato i secondi, fino alla fatale mezzanotte. Erano belli i fuochi di artificio, i botti, le gran bevute, i messaggini da mandare, gli abbracci e i baci.

Insomma, è il momento del meraviglioso rituale pagano, il trionfo della speranza e dell’illlusione. Ha un senso adesso ricordare la strage in corso nella Striscia di Gaza, prodotta da un Paese, Israele, che possedendo armi nucleari continua a raccontare al mondo la favola sul pericolo della sua distruzione? C’è, poi, un motivo per guardare alle strade di Baghdad, ai check point, ai generatori di elettricità fuori dai palazzi, perchè dall’arrivo dei ‘liberatori’ in alcuni quartieri non c’è più energia elettrica e il lavoro manca e tutto il resto pure nel bellissimo Iraq? Bisogna per forza ripetere il ritornello del colera in Zimbabwe, un Paese distrutto dalla fame prodotta  da un governo criminale o la devastazione della Somalia, la catastrofe afghana, le stragi in Congo?

Ha un senso, a pochi minuti dalla mezzanotte, farsi tornare in mente i disperati di Korogocho, a Nairobi? E che dire degli Hopi e dei Navajo in Arizona, delle ragazze messicane di Ciudad Juárez, uccise in serie senza un perchè? E ci sono le solitudini della gente lappone, degli islandesi in bancarotta, dei russi alla fame, ma galleggianti su un lago di petrolio e di miliardi di donne, uomini e bambini su questo pianeta senza diritti, libertà, cibo?

In questa Italia del Cavaliere, della Lega, di Veltroni e Bonanni, di Tizio e Caio, inebriata da veline e calciatori, non c’è tempo per pensare. Almeno adesso. Ed è giusto.

Però, si spera domani sia possibile farlo, nel nuovo 2009. Sia possibile ricordare che alcune centinaia di migliaia di persone stanno perdendo il lavoro e molte altre non hanno modo per sopravvivere. Che non ci sono stranieri pericolosi, ma esseri umani disperati, ancor più poveri di quanto si possa solo immaginare e vanno amati, aiutati, protetti e non scacciati.

Per chi ama l’uomo di Arcore un sorriso di tenerezza. Lo immaginiamo il ‘sostenitore’ dell’uomo diventato il più ricco d’Italia in pochi anni (come?) tornare a casa senza speranze e trovarne qualcuna in televisione, guardando un Tg, Costanzo e Riotta, la De Filippi e Fede, un quiz e Striscia la notizia, mentre si inebria per le gesta del Cavaliere coi capelli trapiantati e mentre il suo figlio laureato sceglie in quale call center sarà più facile sbarcare il lunario.

Adesso però è il momento di festeggiare. Speriamo la baldoria non duri tutto l’anno, altrimenti dovremo riscrivere le stesse cose tra dodici mesi, esatti.  Con qualche disastro in più.

Roberto Barbera

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Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    Portare la consapevolezza, è mai possibile? Dobbiamo davvero tutti toccare il fondo più nero per comprendere? Sembra sia così, non c’è di che stare allegri, non c’è n’è proprio.

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