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Ateo è “lesivo”

Autore: . Data: mercoledì, 21 gennaio 2009Commenti (0)

La concessionaria Igp Decaux, che gestisce gli spazi pubblicitari sugli autobus in Italia, non ha accettato la campagna dell’Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti.
article_busMaurizio Gasparri, presidente del Pdl al Senato, ha detto: “La pubblicità all’ateismo non apparirà sugli autobus di Genova per decisione della concessionaria pubblicitaria, che è stata più saggia della scadente sindaco Vincenzi, che ha perso una buona occasione per tacere. Ora avrà tempo per occuparsi degli scandali che minano la credibilità della sinistra ligure. L’esito della vicenda dimostra che avevo ragione io, dalla parte del buonsenso, e torto lei, dalla parte dell’arroganza. La prossima volta eviti aggressioni verbali nei miei confronti all’insegna dell’intolleranza. Una preghiera le sarà utile per farsi perdonare”.

La Uaar, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, avrebbe voluto comprare degli spazi pubblicitari su un paio di autobus genovesi per pubblicizzare “l’opzione ateista”. Chi si fosse trovato nella città ligure avrebbe visto sul retro dei mezzi pubblici un cielo terso ed uno slogan quantomeno ingegnoso: “La cattiva notizia è che Dio non esiste. La buona è che non ne hai bisogno”.

Non era un’invenzione italiana: già Londra, Washington e Barcellona hanno i loro bravi bus atei, sui quali campeggiano slogan simili a quello che avrebbero avuto i pullman genovesi.

Fabrizio Du Chene, amministratore delegato di Igp Decaux ha annunciato di avere rifiutato la campagna pubblicitaria dellUaar in base al codice di autodisciplina pubblicitaria e dopo aver consultato i propri legali.

Alla Igp hanno spiegato: “Riteniamo che il messaggio pubblicitario possa essere lesivo delle convinzioni morali, civili, religiose delle persone”.

Raffaele Carcano, segretario generale dell´Uaar ha risposto: “Biancheria intima e villaggi vacanze sì, ma guai a chiedere uno spazio pubblicitario e a usarlo per dire che Dio non esiste. Sembra che in questo Paese non ci sia spazio per dichiararsi atei, che sia qualcosa di cui parlare con vergogna, o non parlare affatto, pena la censura. L´Igp direbbe davvero no a uno slogan che sostiene che Dio esiste?”.

La campagna fino ad ora era stata bloccata solo in Australia.

La scelta della concessionaria è ancor più grave perchè monopolista nel settore della pubblicità sugli autobus in tutto il Paese. “Noi siamo i concessionari degli spazi pubblicitari degli autobus in tutte le città italiane, l´azienda ha deciso così e questo, anzi, costituirà un precedente, se si dovessero presentare situazioni analoghe”.

Il clima che si respira in Italia, ben rappresentato da Gasparri, è di grande pericolo. L’esponente del centro destra, con un passato di militante dell’Msi, partito neofascista, mostra come il cammino verso la democrazia sia difficilissimo per chi ha origini ideologiche di quel tipo.

Nel suo discorso dopo il giuramento il nuovo presidente americano, Barak Obama, parlando della società americana ha citato espressamente gli atei come una delle componenti della identità nazionale statunitense.

Il problema della libertà di espressione del pensiero, dopo questo episodio, dovrebbe indurre i cittadini italiani a domandarsi se in questo Paese hanno ancora diritto di cittadinanza idee che non si conformano al ‘pensiero unico’ di forze politiche che neppure lasciano decidere agli elettori i nomi degli eletti.

A quei cattolici cha hanno applaudito alla notizia della censura ci sarebbe da chiedere se davvero pensano che una campagna pubblicitaria possa essere così pericolosa per una religione che ha oltre duemila anni di vita.

Pare che essere laici in Italia stia per diventare tanto difficile quanto essere islamici, perchè anche per i fedeli del Profeta si annunciano provvedimenti inaccettabili, come quello di obbligarli alla predicazione in italiano e non in arabo, imponendo una lingua del tutto estranea alla tradizione di quel credo e alla cultura di un numero enorme di cittadini che lo praticano.

La libertà italiana è ‘condizionata’ e, per ciò stesso, non è più tale.

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