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Siamo alla censura in Tv

Autore: . Data: mercoledì, 10 dicembre 2008Commenti (1)

Il vento del centro-destra colpisce anche il cinema. Raidue censura ‘i Segreti di Brokeback Mountain’,  Leone d’Oro del 2005, 3 Oscar, 4 Golden Globe. Ma non basta, il CdA della Rai aveva “chiesto” a Raidue di spostare il telefilm “Weeds”. Fatto!

“A mio modesto parere è il più bel film a tematica omosessuale che sia mai stato prodotto. Per chi vuole conoscere il mondo gay e capire come si vive in questa condizione basta dare uno sguardo a questa pellicola. Esso non ci presenta le solite cose banali viste altrove, non ci sono gli scherzi dei lattanti quindicenni che se la prendono con chi è diverso da loro, non ci sono le tragedie dei genitori nello scoprire il figlio gay, non si parla di AIDS, non si parla di malattie, ma è semplicemente un film d’Amore, di quello con la A maiuscola, appunto. Il tema portante è la passione emozionale tra i due cow-boys e credo che in nessun film del genere questa venga messa così in risalto. Amo questo film proprio perchè riesce ad essere così semplicemente vero, senza scadere nelle ovvietà, e ci sbatte in faccia questa meravigliosa e difficile storia. Grazie al film scopriamo che i gay non sono solo “macchine del sesso” (!) ma sono persone che amano, hanno sentimenti l’uno verso l’altro, vediamo quanto sia difficile confrontarsi con la realtà che li circonda quando poi l’idillio delle montagne finisce e loro sono costretti a ritornare alla loro vita quotidiana, quella fatta di tabù e soffocamenti”.

Così ha scritto Corrado, un lettore, a Tvblog.it e ci è parso giusto, prima della spiegazione dei fatti, dar spazio al film, uno dei più energici tra quelli che si sono occupati di diritti civili. Raidue, nella serata di lunedì, ha trasmesso in prima visione il premio Oscar diretto da Ang Lee e interpretato Jake Gyllenhaal, Heath Ledger, Michelle Williams, Anne Hathaway, Randy Quaid, Linda Cardellini, Anna Faris, David Harbour, Kate Mara.

I segreti di Brokeback Mountain racconta la complessa e straordinaria passione tra due cowboy del Wyoming, nata tra gli incontaminati paesaggi delle montagne americane.

Raidue, la rete a guida leghista, perchè la Rai non è un’azienda pubblica, ma lottizzata dai partiti, lo ha mandato in onda l’8 dicembre 2008 in seconda serata con un ‘divieto ai minori’ e due censure:

La prima scena censurata è stata quella in cui si vede il primo incontro fisico tra i due cowboy. Girata in penombra non mostra non mostra nulla di scandaloso se non un amore omosessuale. La seconda scena ad essere tagliata era quella di un bacio tra i due portagonisti. Non sono state censurate alcune scene scene esplicite di sesso eterosessuale, né quelle più violente.

Scontata la protesta di Arcigay che ha chiesto: “Vogliamo sapere – ha detto Aurelio Mancuso presidente nazionale Arcigay – chi ha deciso di trasmettere ieri sera su Raidue I Segreti di Brokeback Mountain, con vistosi tagli da censura anni ’50. Chi si è permesso di pensare che il pubblico adulto non avrebbe potuto sopportare i baci e le effusioni tra due uomini? Chiediamo al Direttore di Raidue e al Presidente della Rai di spiegare pubblicamente ciò che è avvenuto. Chiediamo alla Commissione di Vigilanza della Rai di intervenire, perché il servizio pubblico televisivo non può in alcun modo favorire l’omofobia dilagante in questo paese. Chiediamo, infine, che come gesto riparatore il film sia al più presto riprogrammato in versione integrale”

Anche Franco Grillini, presidente di Gaynet, Associazione omosessuale d’informazione protesta e chiede che ”la Rai lo rimandi in onda”. Nel ricordare l’emozione della sala grande a Venezia alla prima mondiale, Grillini s’indigna: ”ciò che emoziona in quel film sono proprio le scene di affetto che Raidue, nella messa in onda di ieri ha brutalmente tagliato, stravolgendo il senso del film. Che la televisione di Stato, cioè il servizio pubblico, censuri un film vincitore di un Festival di Stato, rappresenta già di per sè un’assurdità. Che poi si voglia trasformare un film che parla di un grande amore omosessuale in una semplice amicizia tra uomini, perchè questo è il risultato dei tagli, la dice lunga sull’attuale clima culturale”. E lancia l’allarme: ”Quando l’arte, la cultura, il cinema, la letteratura vengono brutalmente censurate, vuol dire che l’autoritarismo è alle porte. Crediamo che sia necessario un gesto riparatore di Raidue e che il film sia rimandato in onda in versione integrale così come lo abbiamo visto alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2005”.

L’Aduc, l’associazione Diritti utenti e consumatori, nel solidarizzare con l’Arcigay sostiene che si è trattato di ”una censura indegna anche se ormai non sorprendente, e che non offende solo l’arte cinematografica e chi ha a cuore i diritti civili, ma tutti quei contribuenti che continuano a pagare una tassa per tenere in vita questa indegna tv di Stato” e indica come risposta per i cittadini indignati di aderire alla campagna ‘Disdici il canone Rai’.

Se come scrivevamo erano prevedibili alcune proteste, meno accettabile è il silenzio del centro-sinistra, di solito prodigo di dichiarazioni. Si spera che nelle prossime ore il Pd ‘scopra’ l’accaduto e faccia sentire la sua voce.

Grottesca la giustificazione della Rai: “Non c’è stata alcuna censura, ma una serie di casualità che ha impedito la messa in onda della versione originale di “Brokeback Mountain”. La Rai ha comprato i diritti del film “Brokeback Mountain” tramite Rai Cinema. Per un’eventuale trasmissione senza vincoli di orario, è stato chiesto alla società Bim, che l’ha distribuito nelle sale, il visto censura. In seguito a tale richiesta, il distributore ha consegnato la copia che aveva ottenuto il visto, mentre non è stato sollecitato l’invio contestuale della versione integrale. Pertanto, quando Raidue ha deciso di trasmettere il film ha ritenuto di utilizzare la versione integrale non verificando sul terminale che la versione in possesso della Rai era quella che aveva ottenuto il visto censura per la trasmissione senza vincoli di orario. Il Direttore di Raidue ha preso l’impegno di mettere in programmazione la replica del film nella versione cinematografica senza tagli”.

Abbiamo scritto grottesca perchè c’è un precedente. Di natura diversa e quasi comico. Il consiglio di amministrazione della Rai ha “chiesto” nelle scorse setimane e sempre a Raidue di spostare il telefilm “Weeds“, in onda alle 22,40 del venerdì con oltre un milione di telespettatori ed oggi finito a tarda notte. ll cda riteneva non idonea la messa in onda del telefilm.

“Weeds”, è una popolare serie tv americana ed è ambientata in un’immaginaria periferia agiata della California. Una vedova in difficoltà per conservare casa e scuola per i figli decide di vendere erba ai vicini, più o meno tutti fumatori.

La protagonista, tuttavia, ha molta cura nel non coinvolgere i giovani della comunità nella sua attività e non appare per nulla come donna senza scrupoli. Il Cda della Rai, però, ha chiesto la censura, per altro porducendo un danno all’azienda. perchè il telefilm aveva un ottimo ascolto e relegato in piena notte ha èerso un notevole peso commerciale.

Infine prosegue la pressione contro chiunque non si adegui ad uno strano codice di comportamento televisivo, che imporrebbe l’esclusione dei politici dalle trasmissioni di spettacolo. Il pur supermoderato Fazio, con ‘Che tempo che fa’, programma edulcorato e del tutto innocuo è lo stesso ‘indagato’: aveva avuto l’ardire di invitare in trasmissione il presidente dimissionario della regione Sardegna, Soru.

Il presidente della Commissione Villari — quello del Pd eletto coi voti del Pdl e poi espulso dal suo stesso partito —  ha reso noto che “in seguito alle numerose richieste di chiarimento giunte da esponenti politici sulla trasmissione ” Che tempo che fa” nelle prossime ore chiederà al direttore di RaiTre, Paolo Ruffini, i dati delle presenze televisive della stagione”
.
E qui si sfiora il delirio del Palazzo. La censura diventerebbe arma di lotta politica. Gasparri, del Pdl, con una dichiarazione aveva chiesto provvedimenti contro Fazio. Fabrizio Morri, capogruppo del Pd in commissione di Vigilanza, immerso come il suo collega in un mondo ai limiti del surreale spiega la cosa: “Quello di Gasparri è un patetico trucchetto. Fabio Fazio è un misero pretesto. Gasparri cerca di legittimare la presenza di Villari, alla guida della commissione, sollecitandone l’intervento… anche se tutti sanno che il Paese è in attesa che Villari si dimetta”.

Il parlamentare democratico non è al corrente che il Paese per nulla pensa a Villari e che grazie a questo modo di intendere la politica ed i diritti civili, con l’aiuto di un bombardamento mediatico ossessio, tra poco non penserà più. A nulla.

Nel pomeriggio di ieri, intorno alle 14,30, sempre su Raidue, col pretesto di parlare di ‘diritti delle donne’ e ‘sfruttamento del corpo femminile’ passavano immagini di veline e letterine seminude.

La censura ‘selettiva’ della cultura di centro-destra colpisce quando sono suggeriti contenuti ‘pericolosi’ per un assetto neoconservatore del Paese. Secondo quella cultura ‘le belle gnocche’ possono girare nude per gli studi televisivi, gli uomini debbono essere dei seduttori incalliti e i gay è meglio che stiano tranquilli.

Per dovere di cronaca proponiamo ai nostri lettori la scena censurata

I segreti di Brokeback Mountain
by inviatospeciale

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Commenti (1) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    Mio dio direttore…quanti segnali terribili vedo, se viene censurata una scena così non dovremmo vedere neanche più una velina in giro…che è molto più “sfrontata” ed “ammicante”.Questa è una scena di due persone che si vogliono,come accade tutti i giorni, se uno è fortunato. Ai miei figli ho insegnato che l’importante è l’amore, che sia fra due uomini, due donne, un uomo e una donna…poco importa… Liberiamo l’Italia dagli psiconani…

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