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Quella ‘Summer of Love’ del ’67

Autore: . Data: giovedì, 4 dicembre 2008Commenti (0)

La stagione hippies ha dato vita a trasformazioni profonde nei costumi e nella cultura del mondo. Ma la sua forza rivoluzionaria ha scatenato una repressione durissima, fino a tentare di cancellarne la memoria.

In California, nei caldi mesi del 1967, nel quartiere di Haight-Ashbury a San Francisco arrivarono 100mila tra ragazzi e ragazze per dire che gli Stati Uniti dovevano cambiare, che la guerra del Vietnam doveva finire. Altre centinaia di migliaia di giovani vicini al movimento hippie erano a New York, Los Angeles, Atlanta, Philadelphia, Seattle, Portland, Washington, DC, Chicago, Vancouver, e in tutta Europa.

In quell’estate a San Francisco la rivoluzione hippie trovò la sua anima. Tra quei giovani non c’erano differenze di razza, religione, posizione sociale, era un melting pot di musica, allucinazioni psichedeliche, libertà sessuale, creatività e politica.

La Summer of Love era la sintesi di un lungo cammino, cominciato all’inizio degli anni sessanta ed arrivava mentre la guerra del Vietnam stava devastando la coscienza degli americani.

Quella moltitudine senza precedenti di persone diede vita ad un esperimento sociale mai più ripetuto, ma che ha cambiato stili di vita e percezioni per tutte le generazioni a venire.

La parola Hippie viene hipster, usata per indicare i beatnik, giovani che erano andati a vivere ad Haight-Ashbury. Il movimento aveva in mente i valori della Beat generation e aveva creato numerose comuni nelle quali non esisteva il principio di proprietà, si ascoltava il rock psichedelico e la libertà sessuale distruggeva i tabù della società dell’epoca. Si faceva uso di stupefacenti come gli allucinogeni e LSD, il pejote o si fumava la cannabis, ma erano sconosciute la cocaina e l’eroina. Il fine dell’uso degli allucinogeni era quello di esplorare gli ‘stati della coscienza’, il profondo dell’anima, fino agli incubi e alle paure, non di evadere dalla realtà.

La rivoluzione hippie si allargò a tutto il mondo, creando in quasi ogni Paese una specifica caratteristca nazionale. In Messico, gli jipitecas dettero origine a La Onda Chicana e si riunirono a “Avàndaro”, mentre in Nuova Zelanda, nomadi housetruckers praticarono stili di vita alternativi e promossero il culto dell’energia sostenibile di Nambassa. Nel Regno Unito, gruppi girovaghi uniti nelle “carovane di pace” facevano pellegrinaggi estivi ai festival di musica libera a Stonehenge.

La cultura hippie ha influenzato profondamente la musica popolare, la televisione, il cinema, la letteratura e l’arte. Da allora molti elementi di quell’esperimento sono diventati patrimonio comune.

Il monolitico sistema di valori occidentali dovette cominciare a condividere la libertà religiosa, le diversità culturali, un rapporto diverso con la sessualità. La spinta rivoluzionaria del movimento è ancora oggi, a distanza di molti anni, motivo di preoccupazione per  la cultura conservatrice.

L’eredità hippy è parte integrante della cultura contemporanea, dalla salute alimentare, ai festival di musica, ai costumi sessuali ed è al centro della rivoluzione digitale.

Le forze potiche e sociali conservatrici hanno subito cercato di distruggere il movimento hippie e negli anni, con una colossale operazione di disinformazione, hanno raccontato un’altra storia, nascondendo l’immensa energia creativa di quell’esperienza. Fin da subito le agenzie per la sicurezza americane, a cominciare dall’Fbi, infiltrarono agenti tra i giovani, per indurne alcuni a compiere azioni violente e favorire la repressione.

L’opposizione alla guerra nel Vietnam, il rifiuto ad andare a combattere, i movimenti neri contro la segregazione razziale, la crititca globale al capitalismo americano, i movimenti nelle università stavano scuotendo il potere di Washington e questo non poteva essere tollerato.

L’operazione di distruzione del movimento e la successiva cancellazione dai canali ufficiali di trasmissione della conoscenza della rivoluzione hippie ha avuto successo.

Ma quegli stili di vita,  i primi esperimenti di comune, di condivisione di risorse, di totale e libero amore costrinsero dopo qualche anno i governi americani ad abbandonare il Vietnam ed hanno lasciato un’eredità profondssima in milioni di giovani nel mondo. Senza che spesso questi ragazzi lo sappiano.

Il filmato che abbiamo trovato mostra le immagini di quella straordinaria sagione di libertà e la brutalità della guerra in Vietnam.

Seconda puntata – segue Il concerto di Woodstock






SUMMER OF LOVE
by inviatospeciale

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