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In Sardegna rispettati Sinti e Rom

Autore: . Data: mercoledì, 24 dicembre 2008Commenti (0)

I processi di integrazione  e riconoscimento delle minoranze riescono a trovare qualche volta dei sostenitori, a dispetto della politica dell’esclusione favorita da alcune aree del centro-destra. In Sardegna si è messa una pietra miliare.

In un processo di valorizzazione e difesa della lingua locale la Giunta regionale della Sardegna ha approvato una proposta normativa, in linea con le migliori esperienze italiane ed europee ispirate al multilinguismo, che riscrive regole e metodi della politica linguistica ad oltre dieci anni dall’approvazione della vecchia legge 26 sulla cultura sarda.

Hanno una tutela particolare nella nuova legge anche le parlate venete di Arborea, istriane di Fertilia, ma in particolare è importante il riconoscimento normativo offerto a quelle delle popolazioni sinte e rom. E’ la prima volta in Italia che i Sinti e Rom sono riconosciuti come minoranza storica linguistica.

L’esecutivo sardo ha anche dato il via libera a una tv web e sostegno a programmi radiofonici che aiutino ala riscoperta della lingua regionale.

Dopo i risultati della Conferenza regionale di Macomer, il Governo regionale ha messo a punto un progetto che apre nuove prospettive alla pianificazione linguistica nell’isola e segna la possibilità di imprimere un nuovo slancio alla politica linguistica regionale.

Novità salienti della nuova proposta di legge, che arriva dopo quelle recenti del Friuli e della Provincia autonoma di Trento a cui è ispirata, sono l’insegnamento del sardo in orario curricolare, la segnaletica bilingue, la certificazione linguistica e la ricerca di un nuovo status sociale per la lingua dell’isola.

Identica tutela viene riconosciuta, nei territori di competenza, alle varietà cosiddette ”alloglotte” ovvero il catalano di Alghero, il Sassarese, il Ligure dell’isola di San Pietro e il Gallurese.

Il riconoscimento ai Sinti e Rom di poter essere identificati come ‘popolo’ è una buona notizia e dovrebbe indurre altre regioni italiane al varo di normative analoghe o perlomeno di provvedimenti di tutela dell’integrità di una antichissima tradizione culturale.

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