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In Rai vietato invitare

Autore: . Data: giovedì, 11 dicembre 2008Commenti (0)

Il centro-destra continua nella sua strategia di azzeraramento di qualunque spazio di libera informazione. In una Commissione di vigilanza senza l’opposizione si processa anche il ‘timido’ Fabio Fazio.


Continua la pressione censoria del centro-destra sulla già più che censurata ed omissiva Rai.Alessio Butti, capogruppo Pdl in commissione di Vigilanza, intervenendo oggi nel prosieguo dei lavori avviati una settimana fa con l’audizione di presidente e direttore generale Rai ha detto che Raitre “è una repubblica separatista” e “non è più il caso di consentire a Fazio di fare, è il caso di dire, il bello e il cattivo tempo”.

La colpa grave di Fabio Fazio è stata quella di invitare al suo per nulla ‘radicale’ ‘Che tempo che fa’ il presidente della regione Sardegna, Soru.Butti ha continuato: “E’ un programma di intrattenimento? Qualcuno è in grado di dire a Fazio di tenere conto di tutto l’arco costituzionale? Ha inanellato un ‘cappotto’ di 6 a 0 di ospiti del centrosinistra. Gli atti di indirizzo sulla presenza dei politici nei programmi di intrattenimento sono stati spesso disattesi e anche con atti di arroganza, mentre questa commissione dovrebbe svolgere ruolo di filtro, consentendo a noi di intervenire”.

Il capogruppo del Pdl in Vigilanza ha anche chiesto se sia vero o meno che si era parlato di Daniela Santanchè come ‘opinionista’ in un programma Rai: “E’ stata forse una svista? E’ stata forse la volontà di azzerare una norma, così da consentire a tutti i politici di affollare la televisione?”.

L’aspetto interessante della riunione di commissione è che partecipavano solo esponenti del centro-destra. Dopo l’elezione da parte delle forze governative di un esponente dell’opposizione, Villari, contro la volontà del centro-sinistra, sial il Pd che l’Idv non partecipano più alle sessioni. C’erano infatti 11 commissari del centrodestra e il radicale Beltrandi.

Nel surreale solioquio, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, ha sottolineato che “bene ha fatto il presidente Villari a intervenire nei giorni scorsi sull’ostentata, temeraria, ennesima provocazione di Raitre. Come mai questo schierarsi, anche con le menzogne, di Fazio? Il conduttore abusa della posizione e dice bugie”. Mi auguro, ha insistito, “che ci sia un riequilibrio”.

Gasparri ha invocato “un normale rispetto delle regole del pluralismo: basterebbe che la Rai annunciasse che nelle prossime settimane ci saranno altre persone. Nessuno deve imporre niente a nessuno, ma Fazio ha superato il limite di decenza”.

Giorgio Lainati, uno dei vicepresidenti della Vigilanza, sempre del centro-destra ha parlato di “reiterato mancato rispetto del pluralismo” e a questo punto diventa un’esigenza “una manifestazione chiara nei confronti del servizio pubblico per riportarlo nel binario del contraddittorio”. Lainati ha quindi proposto la messa a punto di “un nuovo atto di indirizzo della commissione di Vigilanza teso a dare una cornice di regole al problema della presenza dei politici nei programmi di intrattenimento”.

Per l’esponente del Pdl, “difficile pensare che quello di Fazio sia un talk show o un programma di intrattenimento giornalistico” e ha ricordato la puntata del 10 maggio scorso, quando Marco Travaglio “ebbe modo di dire che il presidente del Senato aveva avuto a che fare con la mafia. Ricordiamo tutti le lettere di scusa del direttore generale Cappon e anche le scuse in diretta televisiva di Fazio. Ma perchè prima dev’esserci un fatto scatenante e poi la corsa alle scuse?”. Lainati ha poi aggiunto che lo staff di Fazio è “arrogante, supponente e saccente nei confronti dei parlamentari”. E quanto a Lucia Annunziata, “nel suo programma continua ad invitare esponenti del centrosinistra e solo marginalmente quelli del centrodestra”.

Definire Fazio un pericoloso ‘fazioso’, come nei giorni scorsi avevano sostenuto gli esponenti dell’area di governo, è un esercizio di fantasia, considerando che il presentatore è quanto mai generico e superficiale e, se non fosse per la Litizzetto, ‘Che tempo che fa’ potrebbe apparire più come un programma di intrattenimento di costume che come un rotocalco di televisione di denucia.

Poi è stata la volta di tutti gli altri. Mario Landolfi, ex presidente della Vigilanza, ha sottolineato come nelle parole di Petruccioli, presidente della Rai, della scorsa settimana, a proposito del rapporto tra Rai e politica, vi fosse “un attacco frontale alle istituzioni e alla politica tutta”. E in tema di pluralismo in Rai, Luciano Sardelli, del Movimento per l’Autonomia, formazione politica ignota a gran parte dei cittadini italiani, ha ricordato a Petruccioli come il suo partito sia “assente nel Gr Parlamento, mentre invece ci sono associazioni che saranno pure storiche ma non hanno più rappresentanza parlamentare, come Rifondazione o i Comunisti Italiani”. Insomma, quasi senza ‘diritto di parola’.

Parlando poi di Fazio ha detto di “parzialita’ assoluta, con grave discapito dei telespettatori. E secondo voi – rivolgendosi a Petruccioli e Cappon – che tipo di iniziative si possono prendere perchè non si ripeta questo? Bisognerebbe passare dalla denuncia al controllo effettivo”.

Anche Massimo Baldini e Paolo Amato hanno attaccato sulla questione pluralismo, con il secondo in particolare sulla Tgr della Toscana. E Jole Santelli ha puntato su ‘Annozero’, vale a dire su Travaglio e “quanto costa alla Rai il contenzioso giudiziario che si apre quando ci sono denunce per certe dichiarazioni. Quanto paga la Rai per i ‘predicatori’?”.

Giovanni Mottola ha sostenuto che “la sinistra ha paralizzato per cinque mesi la Vigilanza sostenendo un candidato e continua a fare in modo che non funzioni perchè la Rai in mano ai suoi amichetti faccia carne di porco. Quindi non è questione di Fazio o di Raiuno, Raidue o Raitre, qui c’è un solo canale, fanno quello che vogliono dalla mattina alla sera. Non c’è trasmissione in cui non ci siano ospiti fissi di una certa area. Sono sicuro che domani chiunque dicesse qualcosa contro Berlusconi diventerebbe ospite fisso di una trasmissione”.

Mottola dimentica che per un accordo antico la Commissione di vigilanza elegge un presidente di garanzia scelto dall’opposizione. Ma il centro-destra ritiene di dover eleggere chi gli è gradito, per cui dopo aver per mesi impedito la nomina di Leoluca Orlando, dell’Italia dei Valori, si è scelto da solo un rappresentate del Pd e lo ha nominato, anche se il centro-sinistra non era d’accordo. Che l’informazione televisiva italiana, poi, sia sotto il controllo diretto (Canale 5, Retequattro, Italia Uno) o indiretto (Raiuno, Raidue) di Berlusconi all’esponente del Pdl sfugge. Infine, neppure Raitre brilla per capacità di elaborazione di una programmazione o di contenui informativi particolarmente aggressivi nei confronti dell’esecutivo.

La replica di Petruccioli alla parola ‘amichetti’ è stata: “Se riferita a me e a Cappon è impropria. Comunque voglio ricordare che in questo Cda il centrodestra è sempre stato in maggioranza. Le convenienze siamo riusciti largamente a evitarle”.

Sempre in fatto di pluralismo, il radicale Beltrandi, pur eletto nell’opposizione, ma presente lo stesso alla riunione si è lamentato perchè negli ultimi sei mesi il suo partito è stato invitato una sola volta a ‘Porta a Porta’ su 50 puntate, zero volte su 18 ad ‘Annozero’ e zero volte su 21 a Ballarò. Problema che nel quadro generale gli appariva di importanza vitale.

Sempre Petruccioli, ha poi definito Fazio “l’equivalente italiano del ‘David Letterman Show’, con interviste a persone che stanno agli onori della cronaca e dell’attualità”, probabilemnte senza mai aver visto lo show americano, nel quale in permanenza di ridicolizza il presidente Bush senza cautela o censura di nessun tipo.

Le parole degli esponenti del Pdl si commentano da sole.

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