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Il testimone, puntata sulla follia

Autore: . Data: mercoledì, 3 dicembre 2008Commenti (0)

Stasera su MTV

Dopo aver affrontato il tema della Mafia e indagato sulle realtà più curiose e nascoste del nostro paese, Pierfrancesco Diliberto in arte Pif torna nei panni de Il Testimone per raccontare questa volta il tema della follia. Mercoledì 3 dicembre alle ore 21.30 su MTV Italia, nella puntata “Nessuno è normale”, Pif sarà testimone di una realtà scomoda e difficile da ascoltare anche a distanza di 30 anni dalla legge Basaglia (legge 180/78).

Con il suo tipico sguardo un po’ stralunato ma attento, delicato e sincero, Pif indaga su ciò che viene considerato folle e ciò che invece è ritenuto normale nella società di oggi, grazie alle parole di un medico specialista dell’ex-ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano, all’intervista a una psicoterapeuta dell’ospedale Niguarda e soprattutto alla voce di tre pazienti 30-40enni che gli raccontano la propria condizione. Tanti piccoli gesti che non hanno la presunzione di un’inchiesta a 360 gradi, ma che possono celare un enorme significato, come le parole di Cristicchi contenute in “Ti regalerò una rosa”, o le immagini del film “Si può fare” di Giulio Manfredonia. Pif esplora un tema che ci è stato raccontato più dal cinema e dalla musica che dai Tg o dalla scuola, la malattia mentale oggi, in una giornata di ordinaria normalità con chi la vive in prima persona.

La follia spaventa, perché in Italia se ne parla poco e in modo scorretto. La follia inquieta, perché è una malattia dello spirito. La follia è un tabù, perché è meno lontana dalla nostra realtà di quel che vorremmo. Trenta anni fa la legge Basaglia metteva fine ai manicomi, quelli delle camicie di forza, dei lunghi corridoi bianchi popolati da sguardi persi nel vuoto. Gli ultimi ospedali psichiatrici in Italia, però, furono chiusi solo alla fine degli anni Novanta.

“La follia è una condizione umana” dichiarava Basaglia, psichiatra. “In noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla”.

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