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I grandi concerti: Woodstock

Autore: . Data: venerdì, 5 dicembre 2008Commenti (0)

Dopo Monterey un altro gigantesco concerto riunì centinaia di migliaia di giovani. Per dire con la musica e la fratellanza che il mondo doveva cambiare. Ma qualcosa cominciava a non funzionare.

ll 15, 16, 17 agosto del 1969 a Bethel, un paesetto della contea di Sullivan nello stato di New York si svolse quello che forse è stato il più grande concerto collettivo nella storia della musica rock, il festival di Woodstock.

Nessuno degli organizzattori sapeva cosa stava per mettere in piedi, pensavano ad un piccolo spettacolo di provincia. Alla fine arrivarono almeno 500mila persone, ma mai nessuno riuscirà a calcolarne il numero, perchè la musica andò avanti per tre giorni, continuamente.

Parteciparono Joan Baez,The Band, Blood, Sweat & Tears, Paul Butterfield Blues Band, Canned Heat, Joe Cocker, Country Joe and the Fish, Creedence Clearwater Revival, ‘Crosby, Stills, Nash & Young’, Grateful Dead, Arlo Guthrie, Tim Hardin, Richie Havens, Jimi Hendrix, Incredible String Band, Janis Joplin, Jefferson Airplane, Melanie, Mountain, Quill, Santana, John Sebastian, Sha-Na-Na, Ravi Shankar, Sly and the Family Stone, Bert Sommer, Sweetwater, Ten Years After, The Who, Johnny Winter.

Woodstock fu la più grande testimonianza della contestazione globale, della cultura hippie. In quegli anni la guerra del Vietnam stava scuotendo l’America e quei ragazzi erano lì anche per dire: “Stop the war”.

Dopo Monterey le posizioni antigovernative dei giovani e un modo di intendere la vita e la società del tutto inaccetabili per il potere avevano scatenato una imponente operazione di infiltrazione nel moviento hippie. I comportamenti non solo per quegli anni rivoluzionari dei ‘figli dei fiori’, la nascita di organizzazioni nere contro la segregazione, il problema sociale dei reduci dal Vietnam avevano spinto l’ammnistrazione governativa Usa ad infiltrare nel moviento agent che favorissero non solo azioni violente (del tutto estranee alla cultura pacifista dei giovani), ma anche a favorire la diffusione di droghe pesanti, in grado di smantellare la coscienza creativa del movimento. Già i primi effetti di quella operazione a Woodstock cominciavano a vedersi.

Ancora oggi la paura per quella libera concezione dell’essere e del vivere induce a riscrivere la storia, a trasformare i fatti, a descrivere quegli anni come foschi e confusi. Si pensi a cosa si era in grado di organizzare in quegli anni per soffocare la portesta.

Le immagini d’epoca che abbiamo trovato mostrano quel popolo pacifico, anticonformista, innamorato della vita.

Terza puntata – segue L’isola di Wight









Woodstock 1969
by inviatospeciale

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