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Argentina, ritrovate ossa dei desaparecidos

Autore: . Data: lunedì, 15 dicembre 2008Commenti (0)

Sono più di diecimila

Un quarto di secolo dopo la fine dell’ultimo regime militare e dall’avvio della democrazia, il passato torna prepotente a farsi vivo: in uno dei centri di tortura utilizzati dai militari a Buenos Aires, in Argentina, sono stati trovati migliaia di frammenti di ossa calcinati dei desaparecidos, che furono risucchiati nel nulla negli anni della dittatura.

La triste scoperta è di un’equipe di medici forensi, che da molto mesi stava scavando e cercando di ricostruire quanto avvenuto al ‘Pozo de Arana’, uno dei più noti centri clandestini dei militari a La Plata, vicino alla capitale. Nello stesso luogo è stato trovato anche un muraglione dove i prigionieri venivano fucilati.

L’annuncio di entrambe le scoperte è stato dato dalla segretaria dei Diritti umani di Buenos Aires, Sarah Derotier De Cobacho: “È la prima volta che i frammenti delle ossa dei desaparecidos vengono trovati in un centro di tortura, visto che finora tali scoperte erano sempre avvenute all’interno, o in prossimità dei cimiteri”, ha commentato, precisando che i resti ossei ritrovati sono “più di diecimila”.

I frammenti non fanno altro che confermare quanto più volte raccontato dai sopravissuti del ‘Pozo’, i quali hanno riferito come i corpi delle vittime venivano in effetti bruciati con pneumatici e benzina, per poi essere sepolti. “Nel muro utilizzato per le fucilazioni c’erano ancora conficcati i frammenti di 200 pallottole”, ha aggiunto la De Cobacho. “Siamo riusciti a trovare solo due cadaveri, ma sarà molto difficile identificarli”, ha riferito invece Daniel Bustamente, tra i forensi più conosciuti di quelli che hanno fatto la scoperta, precisando che ora bisognerà procedere alla ricostruzione degli scheletri.

Nel ‘Pozo’, che ora potrebbe diventare un ‘museo della memoria’, sono stati torturati tra anche i ragazzi coinvolti nella ‘notte delle matite’, uno degli episodi più crudeli della dittatura: sette adolescenti, tra i 14 ed i 18 anni, furono sequestrati e fatti scomparire, colpevoli solo di aver protestato per ottenere biglietti per l’autobus meno cari.

La notizia della scoperta dei ritrovamenti delle ossa si è confusa, nei notiziari tv e nei giornali, con i festeggiamenti in tutto il Paese per i 25 anni del ritorno alla democrazia, e cioè del giorno in cui il progressista Raul Alfonsin entrò alla Casa Rosada, ponendo fine ai sette anni di una delle dittature più crudeli della storia dell’America Latina.

Una ricorrenza durante la quale gli argentini hanno sottolineato i risultati raggiunti, ma anche i numerosi conti in sospeso, per esempio sul fronte della lotta alla povertà. Proprio oggi uno studio dell’Università di Buenos Aires ricorda che nel Paese ogni giorno muoiono per la fame otto bambini con meno di 5 anni.

Ieri è stata la giornata per ricordare anche un’altra data significativa: 28 anni fa, in piena dittatura, un gruppo di madri di giovani scomparsi osò marciare nel centro della città: nacquero così le ‘Madri di Plaza de mayo’, che divennero subito una spina nel fianco nella dittatura, esigendo la verità sui 30 mila desaparecidos.


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