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Alitalia e i pensieri di Fantozzi

Autore: . Data: mercoledì, 31 dicembre 2008Commenti (0)

Il Commissario straordinario ha rilasciato un’intervista a ‘L’Espresso’. Racconta la sua sul perchè della crisi, sulle conseguenze e sui problemi. Peccato, come sempre in questa vicenda, nulla sia mai chiaro.

alitalia7In un’intervista all’Espresso il Commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, fa delle interessanti considerazioni. L’Alitalia ”è morta di grandeur – ha sostenuto Fantozzi – nella mia relazione sulle cause dell’insolvenza dico chiaramente che l’azienda ha sperperato: non è un mistero che ci sono cinque procuratori della Repubblica al lavoro nei nostri uffici e la Corte dei Conti che indaga”.

Fin qui siamo quasi all’ovvio. Il bello arriva dopo. Sul perchè della grandeur il commissario ha spiegato: “Semplice. Alitalia pagava tutto il triplo”. Così mandava ”tre macchine per prendere l’equipaggio, perchè se la prima buca e la seconda rompe il motore… era uno spreco”. In questo contesto anche il carburante ”certamente era pagato troppo”. Il commissario di Alitalia ha aggiunto di aver avuto difficoltà nel vendere la compagnia a causa dei sindacati che hanno seguito ”una dialettica sindacalese, un balletto tra di loro su chi firmava e chi no”.

Dimenticando il suo ruolo esclusivamente ‘tecnico’ Fantozzi ha deciso da tempo di entrare nel merito ‘politico’ della questione. Seguendo il filone della disinformazione, che fino ad oggi ha permesso una cessione con aspetti ancora grigi, il Commissario ha insistito sul ritornello delle auto che portavano i piloti in aeroporto. Pur dando per buone le sue considerazioni, può supporre qualcuno che queste spese abbiano generato oltre tre milardi di passivo? Fantozzi dice anche che il carburante era “pagato troppo”. Il carburante? Solo il carburante? Ed erano gli equipaggi a fare il ‘pieno’ al distributore?

Però il Commissario non ha mollato sui piloti: ”Hanno fatto un grande errore. La disponibilità a riconoscere la loro professionalità c’era. Ma loro hanno preferito la guerra per il potere in azienda, lo scontro per comandare piuttosto che convincere della loro indispensabilità. L’Anpac ha frantumato se stessa”.

Qui il discorso dell’uomo che è stato chiamato a liquidare Alitalia diventa ambiguo. Chi aveva la ‘disponibilità’ a riconoscere le competenze dei piloti? E perchè andava ‘riconosciuta’ loro la professionalità? Perchè mai avrebbero dovuto “convincere” qualcuno di possederla? Per Fantozzi il dato politico è prevalente su quello funzionale e questo rende estremamente serio il giudizio sulle modalità che in seguito hanno riguardato la selezione del personale da assumere in Cai. Perchè, se la ‘cordata partiottica’ dovesse essere del suo stesso parere, ci sarebbe da supporre che la strategia di mortificazione dei lavoratori e la durezza inqualificabile nella gestione delle immissioni nella nuova Compagnia rispondano non a criteri di qualità e competenza, ma a necessità di controllo e gestione, così da prefigurare anche comportamenti antisindacali.

Fantozzi ha affrontato anche il nodo dei debiti della bad company e che rappresentano un debito enorme per lo Stato e quindi per tutti i cittadini. ”Gli attivi non basteranno a pagare tutti i passivi – ha spiegato – In totale ci sono 3,2 miliardi di passività e gli asset di Alitalia non sono tantissimi. Oltre a quello che incassiamo da Cai, c’è quello che incasserò da cargo, manutenzione, call center Alicos…Stimiamo possano valere tra i 500-700 milioni di euro. Poi abbiamo un terreno a Fiumicino e cinque o sei appartamenti in giro per il mondo”. Ad essere saldati per primo saranno coloro che ”hanno continuato a rendere servizi durante il commissariamento. Dopo il 29 agosto saranno pagati tutti. Prima, saranno pagati secondo riparto”. Per gli azionisti di Alitalia, invece, ”il Tesoro ha promesso un indennizzo attingendo al fondo dei conti correnti dormienti. Dipenderà da Tremonti in che misura vorrà soddisfarli”. Gli obbligazionisti, poi, saranno trattati come gli azioni ”anche se in verità dovrebbero essere più tutelati”. Anche qui laquestione è delicata e c’è da scommettere che il contenzioso giudiziario sarà infinito.

Poi Fantozzi ha dato una singolare spiegazione sulla differenza di pagamento di Cai verso Alitalia (237 milioni) e AirOne (300 milioni). ”Air One ha più aerei e più buoni dei nostri. La parte di punta della flotta futura è quella di AirOne. Io ho da vendere novanta MD80, che valgono poco: ho appena fatto il bando”.

Alla fine del 2007 Alitalia possedeva 109 aerei, valutati in bilancio per 1,98 miliardi di euro. Se si stima un ammortamento negli ultimi 11 mesi del 2008 per 180 milioni di euro si ridurrebbe la loro valutazione a 1,8 miliardi di euro al 30 novembre 2008. Sul ‘Il sussudiario.net’ ,Giuseppe Colangelo, si era posto tempo fa alcune domande: “Abbiamo appreso che la Cai rileverà 93 aerei Alitalia, i più nuovi e moderni, di cui 64 in proprietà e 29 in leasing, potrà contare sull’intero parco slot e sul marchio della vecchia compagnia di bandiera”.

Ancora qualche domanda. Agli aerei ceduti a Cai vanno aggiunti gli slot, ovvero le concessioni di decollo ed atterraggio. Per capire meglio: Alitalia aveva venduto 26 dicembre dello scorso anno tre coppie di slot nell’aeroporto di Heathrow, in Gran Bretagna, ricavando la somma di 54 milioni di euro, corrispondente a un prezzo medio per coppia di ben 18 milioni. Air One ha ceduto a Cai 26 A320, 2 A330, 20 B737 e 10 CRJ900, dei quali tre quarti sarebbero in leasing, mentre il valore degli slot della compagnia di Toto (quasi tutti in aeroporti italiani) è molto inferiore al valore di quelli di Alitalia (in numero rilevante internazionali o intercontinentali). Il patrimonio in slot di Alitalia sarebbe stato quantificato tra i 550 e i 900 milioni di Euro, con una stima media di 700-750 milioni.

A questo riguardo alcune domande sorgono spontenee. Secondo le offerte di vendita di cui ha parlato il Commissario sono stati messi ad oggi in vendita 46 aerei della Compagnia di bandiera e non ceduti a Cai. Il bando è stato pubblicato su ‘Il Sole 24 Ore’ e riguarda nel dettaglio due B-767, 17 MD-80, 5 MD-82, 14 Embraer 145, 4 Atr 72-210 e altri 4 Atr 72-500. Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire entro le 12 del prossimo 29 gennaio.

Dove sono i 90 MD 80? I problemi sulla cessione degli areomobili ci sono, ma nulla c’entrano con le teorie di Fantozzi. Almeno secondo alcune valutazioni fatte a Dedalonews da Francesco Guarnieri, presidente di Asset Management Advisor Suisse S.A. (AMA). L’imprenditore a settembre aveva manifestato interesse a rilevare una trentina di aerei (tra i quali i difficilmente vendibili MD80) e alcuni ATR72, ma non aveva ottenuto risposte positive. Adesso dice: “Oggi il nostro interesse è solo per gli ATR72 della serie 500. Si tratta degli aerei più moderni in vendita. I due Boeing 767-300ER sono del 1995 ed hanno sulle spalle oltre 60.000 ore di volo. Decisamente problematici gli MD-80 e 82 in vendita. A renderli poco appetibili – ha proseguito Guarnieri – non sarebbero solo l’età e le ore di volo assolute, ma anche alcune scadenze manutentive ravvicinate. Gli aerei, il cui prezzo di mercato è stimabile intorno ai 3-3,5 milioni di dollari a fronte di un canone mensile di noleggio di 70-80.000 dollari, sarebbero prossimi a un “Check C” del costo di circa 1,5 mln con un fermo macchina di alcuni mesi. Ciò abbatterebbe il valore di questi MD-80/82 a cifre molto basse. Qualcuno mi deve spiegare perché ci abbiano chiesto di manifestare interesse per rami e compendi d’azienda e ora invece vendono solo gli aerei”, ha concluso Guarnieri, che in settembre aveva rivelato di puntare ad utilizzare macchine ed equipaggi ex Alitalia per servire destinazioni nell’Europa dell’Est. “L’unica condizione che avevamo posto era una contrattazione diretta con i singoli piloti ed equipaggi, ai quali avremmo offerto livelli intorno al 70-80 per cento di Alitalia. È evidente che tutto questo piano industriale viene a cadere”, ha concluso Guarnieri, “e per me è una delusione personale”.

Nulla va preso per oro colato, ma le parole di Guarnieri pongono almeno un dubbio sull’intero affaire e cento sulla strategia di Fantozzi.

Ancora. Senza essere competente nella gestione di una azienda di trasporto aereo il Commissario ha pontificato: “Si è voluta mantenere in piedi una struttura troppo ampia rispetto alle sue possibilità di produrre reddito. Si è detto che a Colaninno ho dato la polpa, ma anche lui avrà il problema di riempire gli aerei…”.

Secondo calcoli pubblici, resi noti anche da InviatoSpeciale, se Alitalia avesse operato controlli di gestione efficaci e prodotto risparmi non sul trasporto degli equipaggi in aeroporto o sul costo del lavoro (tra i meno pesanti se si guarda a Iberia, Air France-Klm, British Airwais e Lufthansa), ma su forniture, contratti, consulenze esterne, carburanti, ricambi, ecc la redditività non sarebbe stata un problema.

Infine Fantozzi ha parlato del suo stipendio, che dovrebbe arrivare alla fine della procedura di liquidazione della bad company, ovvero tra sei-sette anni. ”Spero che una parte arrivi prima – ha affermato – Io il lavoro lo sto facendo. Non sono nè esoso nè avido. Ma non sono fesso e non ho intenzione di lavorare gratis”. Sarà di 15 milioni di euro gli è stato chiesto? ”Potrebbe essere quella cifra, ma anche meno. E’ un calcolo in percentuale sulla massa dell’attivo, del passivo e del recuperato. Ma Palazzo Chigi non ha ancora emanato il decreto per stabilire la percentuale che mi spetta”. Insomma un paio di milioni l’anno, più o meno (se l liquidazione durerà quanto previsto).

Il commissario ha reso noto che rimarra “titolare di 4 mila persone in cassa integrazione che restano miei dipendenti”.

Un fatto rimane incontrovertibile: con Alitalia hanno guadagnato in molti, ma non i ‘bamboccioni del cielo’, i ‘lavoratori viziati’, i ‘piloti alla ricerca del potere’ per intenderci. Quelli o sono in cassa integrazione o hanno firmato un contratto che gli riduce lo stipendio. Saranno loro i “fessi”?  Ma questa è l’Italia, bellezza!

“Oggi, 31 dicembre, – rende noto Sdl- Intercategoriale – si svolgerà una nuova manifestazione dei lavoratori Alitalia, dei cassaintegrati e dei precari. Alla manifestazione parteciperà anche SdL intercategoriale. L’appuntamento è alle ore 12.00 a Piazza del Quirinale e si andrà poi al Ministero delle Pari Opportunità. I lavoratori di Alitalia non smetteranno di manifestare il loro dissenso sino a quando CAI non comprenderà che è necessario ridiscutere e modificare quanto sino ad oggi concordato con il sindacato confederale”.

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