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Alitalia, confusione sulle assunzioni

Autore: . Data: martedì, 16 dicembre 2008Commenti (0)

Cai insiste senza fornire ai lavoratori alcuna informazione sui criteri di invio delle lettere. Il fatto genera preoccupazione crescente ed ansia. Perchè la nuova proprietà ignora la sensibilità dei lavoratori?

Continua, anzi cresce la confusione in Alitalia ed i giornali perseverano nell’inseguire il silenzio. In queste ore Cai ha cominciato a dare corso alle assunzioni e le cose sono più intricate che mai. Lo stato d’animo dei lavoratori è devastato dall’incertezza e da parte della nuova proprietà neppure ci si cura di emettere un comunicato sulle modalità e sui tempi di invio delle lettere al personale.

Secondo fonti sindacali la situazione al momento sarebbe questa per il settore assistenti di volo: circa 2400 sono i dipendenti Alitalia attualmente in turnazione, mentre 1350 sono stati messi in cassa integrazione a zero e sono quindi già a casa.  Del primo gruppo una parte molto consistente potrebbe essere inglobata nella nuova Alitalia, con una qualche sicurezza chi sarà impiegato nella seconda metà di dicembre, mentre per chi è nel secondo gruppo alcuni rimarranno fuori.

Entrando nel particolare però le cose si complicano, perchè essendo molto variabili gli incroci tra i criteri di anzianità, qualifica e sede potrebbe accadere che un dipendente di esperienza a Roma, con una buona anzianità, rimanga escluso ed un altro, per esempio a Catania, pur con minore età e qualifica sia recuperato.

Un quadro riassuntivo dell’intera operazione, messo a punto da Sdl, potrebbe essere questo. I voli operati da Alitalia e Air One erano circa 1000 al giorno. Secondo le indicazioni fino ad ora rese note dalla ‘cordata patriottica’, Cai assicurerà 600 destinazioni quotidiane, che vuol dire una flessione di 400.

Il personale di Alitalia era di 18.423 lavoratori, mentre Air One ne impiegava 3200. In totale sono coinvolti nella fusione-acquisizione 21.623 persone. Cai ha dichiarato di voler gestire un organico di 12.650 dipendenti, compresi i piloti in part time. I licenziati di cui si è parlato dovrebbero essere 3.250, secondo le stime rese pubbliche, ma all’appello mancano 5.723 lavoratori, che il sindacato definisce “non menzionati/dispersi. Sommati i due numeri si arriva a 8.973, ai quali vanno assunti tutti quelli con contratti non a tempo indeterminato, cioè 3.000. Così si scopre che alla fine saranno 11.973 quelli rimasti senza lavoro. Un esercito.

Tra loro molti non hanno i requisiti per raggiungere la pensione nel periodo ‘coperto’  di 7 anni, di cui 4 di cigs e 3 di mobilità e secondo stime ufficiose sarebbero oltre 5.000 quelli a rischio.

In queste ore ai dipendenti Alitalia chiamati a definire il proprio rapporto di lavoro con Cai viene presentata una lettera di assunzione, ma non consegnata, e proposto un periodo di tempo di riflessione. Contestualmente sarebbe presentata una seconda lettera di ‘dimissioni’ da Alitalia.

Qualunque considerazione concreta, allo stato dei fatti, è impossibile. Perchè sembra di trovarsi in una situazione di caos. Sempre ieri sono stati cancellati alcuni voli, tra i quali due internazionali per gli Stati Uniti, un Chicago e un New York JFK, sembra per mancanza di personale.

Le voci sul partner straniero continuano ad essere generiche. Ieri il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung non scommetteva su un ingresso di Lufthansa in Cai, poichè in questa corsa ritiene favorita Air France. Nel ricordare che entro il 6 gennaio dovrà essere presa una decisione sul futuro partner della nuova compagnia aerea italiana, la Frankfurter scrive che “per questo ruolo Air France si trova in una migliore posizione di partenza nei confronti di un concorrente con minori prospettive di successo come Lufthansa, che è anche non del tutto convinta”.

Il quotidiano sottolinea che con l’integrazione di Air One nei piani di volo della nuova compagnia, prevista per metà gennaio, Cai “dispone di fatto di una situazione di monopolio sulle tratte importanti in Italia”. Il giornale evidenzia che “già adesso il prezzo regolare di un volo Alitalia di andata e ritorno tra Roma e Milano è di 652 euro”.

Così, quasi in sincronismo con le ‘preoccupazioni’ dei tedeschi, l’Enac si dice pronta a rafforzare con l’Antitrust la vigilanza “affinchè i consumatori siano completamente tutelati”, in particolare per quel che riguarda la politica tariffaria che praticherà Cai.

Il presidente dell’Ente per l’aviazione civile, Vito Riggio, si appresta a chiedere al presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà, una delega sul questo fronte. “Nell’apprezzare come sempre il presidente Catricalà – ha detto Riggio – mi riservo di chiedere un incontro dal momento che ho sentito i vertici di Cai, l’ad Sabelli e il presidente Colaninno, dire di non prevedere aumenti tariffari. Vorremmo avere evidenza della struttura del costo dei biglietti compreso l’abbassamento della sovratassa sul carburante”.

“Penso -ha spiegato ancora Riggio- che il presidente Catricalà ci possa dare una delega affinchè i consumatori non abbiano un impatto negativo dalla partenza della nuova Alitalia”. Per Riggio questo è un aspetto “particolarmente delicato che va approfondito” soprattutto perchè “ci sono le low cost che incalzano e abbiamo molte domande di ingresso nel mercato nazionale. Insomma se si vuole fronteggiare la concorrenza delle compagnie a basso costo, occorre mettere in atto politiche favorevoli ai consumatori”.

Il presidente dell’Enac si ha parlato dei prossimi passaggi, anche tecnici, che attendono il decollo di Cai. In particolare Riggio ha ricordato il giorno in cui partirà la nuova Alitalia, tra il 12 e il 13 gennaio e ha aggiunto di non sapere ”se il fermo degli aerei avverrà di mattina o di sera”. E’ previsto un fermo di tutti gli aeromobili per circa 7-8 ore. E’ questo un arco di tempo leggermente più esteso rispetto a quello inizialmente previsto di cinque-sei ore.

Riggio ha spiegato meglio: “Questo stop si rende necessario per munire della licenza tutti gli aerei di Cai. Cai, che parte con la sigla di Alitalia, è un soggetto nuovo con una licenza nuova. Tutte le macchine devono portare materialmente questa evidenza”.

L’altro aspetto riguarda il piano finanziario con il quale la Cai deve provare di avere la liquidità sufficiente, al netto dei ricavi, per mantenere l’operatività per tre mesi. Riggio ha confermato di ritenere congruo il capitale necessario per poter concedere la nuova licenza ad Alitalia: ”siamo un po’ stretti ma ci stiamo. La spesa attuale è intorno a 80 milioni al mese. Siamo tra i 200 e i 250 milioni. Essendoci una linea di credito di Intesa e di altri di 250 milioni, credo che questa ci venga presentata. Il regolamento europeo è tassativo e dice che non si può avere la licenza senza avere risorse per stare in piedi almeno tre mesi”.

In relazione alla manifestazione, indetta per mercoledì 17 dicembre al varco equipaggi (Cbc) di Fiumicino dall’Sdl, la data è stata spostata di un giorno, per giovedì 18, alle ore 10.

In un comunicato Sdl rende noto che a suo parere “i risultati della vertenza sono stati negativi ed è indiscutibile che questa è stata la peggiore sconfitta dei lavoratori da quando è nato il trasporto aereo italiano”.

Il sindacato, forte tra il personale di volo Alitalia aggiunge: “E’ innegabile che il fronte che abbiamo avuto come controparte reale è stato ed è di una potenza immane. Cai, Confindustria, Governo, quasi tutte le forze politiche di maggioranza e di minoranza, gran parte degli organi di stampa ed infine Cgil, Cisl, Uil e Ugl. La “potenza di fuoco” di questo composito schieramento ha utilizzato tutto quanto possibile per oscurare le ragioni dei lavoratori: la messa in fallimento del Gruppo Alitalia, procedure politicamente e giuridicamente scorrette, relazioni sindacali e rappresentanza dei lavoratori gettati alle ortiche, una campagna di stampa che ha manipolato e strumentalizzato ogni frase e ogni azione a difesa del punto di vista del lavoro”.

Infine Sdl elenca quelle che ritiene le priorità del momento: “Dare visibilità e supporto alle migliaia di cassaintegrati che rischiano altrimenti di rimanere invisibili e occultati all’opinione pubblica convinta che il problema non esista. A questo scopo è stato costituito un coordinamento di tutte le realtà di Alitalia, che serva per rappresentare questi lavoratori e supportarli nella gestione della loro nuova vita da Cassaintegrati. Dare supporto a coloro che saranno assunti in CAI, sia perché non sarà affatto facile lavorare con la normativa prevista dal CCL sottoscritto il 31 ottobre, sia perché da subito deve iniziare un conflitto permanente con la nuova società avente come obiettivi condizioni di lavoro migliori e organici adeguati alla flotta ed all’operativo. Evitare che si disperda il valore indiscusso professionale e umano delle migliaia di precari, principali vittime di questo disastro aereo. Anche in questo caso contano molto poco le promesse: serve molto di più rilanciare la battaglia per fornire lavoro e aiuto concreto a chi non ha neanche accesso agli ammortizzatori sociali. Sappiamo che in quest’area si concentra ancora più forte dissenso e rassegnazione, ma riteniamo che insieme gli spazi per una prospettiva si possano e si debbano aprire.Mantenere il collegamento e l’unità tra queste aree di categoria, saldare un fronte che sia più ampio possibile, ricucire il tessuto categoriale dalle lacerazioni subite, fornire strumenti di supporto e aiuto a tutti è l’attività che il sindacato deve da subito mettere in piedi, cosciente delle difficoltà e con la dovuta umiltà di chi è reduce da una sconfitta di questo genere, ma consapevole che nessun lavoratore e/o categoria disponga di una reale alternativa per reagire a quanto sta accadendo”.

Per il sindacato, rimasto con Anpac e Up a testimoniare quello che fu il ‘fronte del no’, gli obiettivi sono “di condizionare l’assestamento che un progetto come quello di CAI, partorito in laboratorio e portato avanti a scapito di tutti noi, dovrà necessariamente subire. E’ prioritario è creare occupazione, non solo attraverso il part time volontario che è di per se insufficiente, ma con tutto quanto necessario affinché si possa fornire una prospettiva di lavoro a tutti, nessuno escluso”. Per Sdl è indispensabile “creare condizioni dignitose in CAI, perché da questo dipende la vita di chi adesso lavora e il lavoro per chi non ce l’ha e assicurare che tutti possano arrivare alla pensione con la massima dignità possibile e senza scherzi”.

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