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Alitalia-Antirust, si va bene ma…

Autore: . Data: giovedì, 4 dicembre 2008Commenti (3)

Nella giornata di ieri è arrivato l’ok dell’Antitrust a Cai. Mentre rimangono del tutto irrisolti i punti centrali sull’intera vicenda  e la decisione dell’Autorità per la concorrenza appare una mediazione.

La giornata di ieri ha segnato un nuovo successo ‘condizionato’ per Cai. Dopo le considerazioni pur contradditorie e prudenti di Enac, che rimane in attesa di sapere quali siano le decisioni di Colaninno e soci sui tempi e le modalità di acquisizione di Alitalia adesso è la volta di Catricalà.

I si-però si sprecano tra chi deve dare il via libera formale alla definizione finale della pratica Fantozzi-Cai.

Per tre anni dalla data di inizio dell’attività di Cai, l’Authority ha deliberato il rispetto di quattro condizioni.

Tariffe: dovranno assicurare ampia copertura rispetto a tutti i segmenti di mercato: quelle scontate devono essere accessibili durante tutto l’anno, per tutte le rotte, su ogni volo.

Tariffe economy: su ogni volo deve essere disponibile almeno il 10 per cento dei biglietti alla tariffa economy più conveniente tra quella offerta dal Gruppo Alitalia e il Gruppo AirOne sulla medesima rotta, nella corrispondente stagione Iata precedente, per tutelare i consumatori più sensibili al fattore prezzo contro il rischio di un ingiustificato incremento dei prezzi in conseguenza della fusione.

Numero verde: Entro un mese dal decollo della Nuova Alitalia deve essere istituito un numero verde gratuito per la gestione dei disservizi in caso di cancellazione o grave ritardo dei voli e creato uno spazio informativo sul web dedicato all’andamento dell’operativo dei voli. Cai dovrà anche attivare un servizio di sms per cellulari, che garantisca in tempo reale tutte le informazioni sul volo ai consumatori che ne facciano richiesta.

Indennizzo: Cai dovrà garantire, al di là di quanto reso obbligatorio dal regolamento comunitario, il pagamento di un indennizzo, proporzionale al prezzo del biglietto pagato, in caso di cancellazione del volo per i passeggeri che non ricevano adeguata riprotezione (arrivo a destinazione non oltre 2 ore dopo l’orario previsto di atterraggio) o nel caso di ritardo prolungato del volo che comporti l’atterraggio del passeggero a destinazione oltre 2 ore successive all’orario previsto.

Frequent flyer: l’Autorità rende obbligatorio l’impegno di Cai per tre anni a predisporre un programma di Frequent flyer per assicurare ampia copertura delle rotte nazionali e internazionali.

L’Autorità ha preso atto che Cai si è impegnata a riposizionare 50 slot dalla rotta Linate-Fiumicino su altre rotte da/per Linate mentre si riserva di monitorare che l’offerta di servizi da parte dei gestori aeroportuali partecipati da azionisti di Cai non configuri pratiche discriminatorie o escludenti ai danni dei vettori concorrenti.

Insomma, Catricalà ritiene che ‘condizioni’ particolari siano le ‘normali’ procedure di trasparenza del mercato, salvo poi affermare che eventuali posizioni di monopolio di cui la nuova Alitalia dovesse venire a godere dovranno comunque cessare entro il 3 dicembre 2011.

Non per essere troppo duri, ma siamo vicini alla stagione di Babbo Natale, non a quella di Pulcinella.

E incredibile, ma ad oggi in Italia esiste una terra di nessuno, nella quale tutto è possibile a ‘condizione che’.

Intanto i dati reali sono drammatici. Secondo l’Aea a settembre Alitalia ha perso 28,3 per cento dei passeggeri, dopo una flessione del 21,4 a agosto. A ottobre, la Compagnia ha trasportato 1,438 milioni di passeggeri.  il traffico passeggeri (rapporto tra ricavi per passeggero a chilometro) si è ridotto del 29,5% (2,364 milioni) e la capacità (posti offerti per chilometri percorsi) del 17,6% (3,597 milioni). Il load factor (fattore di riempimento degli aerei) è risultato del 65,7 per cent.

Nei primi dieci mesi del 2008, rispetto allo stesso periodo del 2007, il numero dei passeggeri è calato del 20,7 per cento, il traffico del 19,5 e la capacità del 13,3. Calcolando l’insieme delle 32 aviolinee associate all’Aea, ad ottobre la flessione relativa al numero di passeggeri è stata del 4,7 per cento, il traffico è cresciuto dello 0,1 e la capacità è salita del 2,7.

Nei primi dieci mesi dell’anno il calo dei passeggeri è stato dello 0,2 per cento, il traffico è cresciuto del 2,3 e la capacità è salita del 4,1. L’Aea mette in evidenza che dopo l’andamento negativo di settembre ad ottobre c’è stato un limitato incremento del traffico dello 0,1% mentre le indicazioni per novembre sono per una significativa contrazione nel quadro di un trend già debole con perdite di traffico solo parzialmente controbilanciate dai tagli della capacità introdotti con la stagione invernale.

Proviamo allora a tracciare una brevissima sintesi. Nessuna nuova concreta news sulle caratteristiche reali di entrata di Air One in Cai, nessuna garanzia sulle capaicità di copertura economica da parte dell ‘cordata patriottica’ degli obblighi imposti dalle normative, nessuna novità su chi perderà il lavoro e nulla sulle assunzioni. Enac e Autority che dicono: si, però…

E le informazioni in base alle quali la ‘nuova Alitalia’ effettuerà 550 voli contro 1000 di Alitalia e Air One. Una nuova compagnia a metà.

Non ci sono commenti, ma solo l’invito di InviatoSpeciale ai lavoratori di Alitalia, eventualmente lettori del nostro giornale, a sciverci e non saltuariamente ed in privato. Perchè forse è arrivato il momento che il loro pensiero non sia conservato tra ‘mura domestiche’, ma diventi una testimonianza collettiva da offrire ai nostri concittadini. Sperando che ‘qualcuno’ di loro lo faccia e ‘qualcun altro’ se ne accorga.

Forse è chiedere troppo a chi ha perso la fiducia?

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Commenti (3) »

  • MissMcGonegall ha detto:

    La fiducia…è difficile avere fiducia quando ti senti addosso il TUO stato, che in combutta con la maggior parte dei media ti vuole solo massacrare come individuo e come categoria.. Comunque… qualcuno che non è ancora morto dentro sicuramente c’è..

  • dd_ir ha detto:

    Noi dipendenti Alitalia siamo ormai bollati come privilegiati e non si capisce in virtu’ di cosa.
    Purtroppo la gente si lascia facilmente condizionare dai luoghi comuni. Mentre mettevano i lavoratori alla gogna mediatica, i cavalieri ed il governo soffiavano al cittadino un’azienda e tutti i suoi beni(e questi ci sono davvero) scaricandogli sul groppone debiti e ammortizzatori sociali. Il fatto importante e’ che 10.000 lavoratori perderanno il posto, il passeggero dovra’ subire gli effetti di un monopolio su molte tratte vigilato da un Garante che Garante non e’ inoltre dei 1000 voli che aveva a gennaio 2008, se ne ritrovera’ 550. Il contribuente dovra’ ripagare per Alitalia, per i cassaintegrati e per il prestito ponte.
    Qualcuno aveva parlato di una cordata italiana migliore?
    Gli Italiani migliori hanno triplicato gli esuberi, ribassato i contratti, salvato Airone una compagnia privata dalla sovraesposizione con Banca Intesa, pagato spiccioli e scaricato i debiti su tutti noi cittadini ignari distratti e troppo presi dal dover linciare i piloti.

    Forse con un po’ di senso critico in piu’ si poteva dubitare di una campagna mediatica cosi’ partigiana.
    Del resto se la maggioranza dei lavoratori protestano qualcosa sotto ci dovra’ pur essere non lasciamoci convincere da quelli che dicono vogliono solo difendere privilegi. Anche gli operai Alitalia protestano… non solo i piloti e le Hostess come si legge sulla stampa.
    Ironia della sorte: per essere selezionati dalla CAI i lavoratori dovranno produrre il certificato dei carichi pendenti e giudiziario, ma dei cavalieri quanti potrebbero essere assunti?….
    Buona giornata a tutti

  • dd_ir ha detto:

    Letterina dai piloti…

    Signor Presidente del Consiglio, 

    nel giorno in cui ai dipendenti della ex Alitalia cominciano ad arrivare le prime
    lettere di cassa integrazione, si apprende, ormai senza stupore, che questa sera
    festeggera’ a Villa Madama – quindi a spese dei cittadini – con la cordata ormai
    nota dei “capitani coraggiosi” per la nascita della nuova compagnia di bandiera (di
    bandiera?).

    Mancano pochi dettagli dopo tutto: l’acquisizione di AirOne, la ricapitalizzazione
    di Cai, la scelta del partner straniero e le assunzioni di 12.639 lavoratori.
    Bazzecole.

    Tra un cin cin e l’altro, ci starebbe un minuto di silenzio per i 9.000 esuberi e
    per i 3 miliardi di debiti che gli italiani si vedranno addossare sotto forma di
    tasse e gabelle varie gia’ nei prossimi mesi.

    Ma il ministro Matteoli (quello che ha il figlio pilota, entrato dopo l’11 settembre
    ad assunzioni bloccate) ha appena dichiarato che anche se un solo esubero verra’
    reintegrato fra un anno, cio’ sara’ la dimostrazione che il piano di CAI avra’
    funzionato. Parole che aprono la speranza, che fanno vedere un raggio di luce in
    fondo al tunnel.

    Per questo, signor Presidente del Consiglio, mentre nei saloni di Villa Madama
    rievocherete, col sorriso sulle labbra, le schermaglie con quei bamboccioni
    privilegiati e irresponsabili dei piloti, che grazie al pugno di ferro siete certi
    di indurre alla firma coatta del peggior contratto mai scaturito da una mente umana
    nella storia dell’aviazione commerciale di tutto il mondo, in quei momenti di
    ilarita’, sappia, che la categoria dei piloti si unira’ idealmente a voi, perche’
    l’ottimismo – come lei suggerisce – aiuta.

    L’ottimismo ti fa vedere rosa anche cio’ che e’ nero, poi magari dopo un po’ ti
    accorgi che avevi visto male… Come per l’Alitalia, in fondo non e’ cosi’?

    Gridiamo con toni entusiastici che la compagnia di bandiera e’ salva e che
    l’italianita’ sara’ preservata, facciamolo dire ogni giorno, mille volte, per tanti
    giorni, per mesi…

    Diciamo che non c’e’ alternativa a quella dei “capitani coraggiosi”, diciamolo ogni
    giorno, mille volte, per mesi… Arringhiamo contro i piloti italiani (che fino a
    qualche anno fa erano i migliori al mondo) e diciamo che l’Alitalia e’ morta a causa
    del loro corporativismo, per i pulmini che li vanno a prendere per portarli in
    aeroporto, per gli hotel a tre stelle in cui dormono (e perche’ non in un motel
    sulla tangenziale?), per i quaranta giorni di ferie l’anno che includono notti,
    sabati, domeniche, Natale, Pasqua e feste comandate, diciamolo tutti i giorni, mille
    volte, per mesi…

    Dopo mesi, ma basta anche meno, qualcuno ci credera’, a poco a poco, tutti ci
    crederanno. Non e’ cosi’ che funziona? 

    Ecco perche’ qualcuno ha annunciato trionfante che e’ pronto ad assumere piloti di
    compagnie straniere se quelli italiani saranno cocciuti, e qualcuno ha detto “ben
    gli sta, tutti a casa”.

    Ecco perche’ qualcuno ha detto a denti stretti che le rotte dimezzano e poi ha
    ululato che ci sara’ l’ingresso di un partner straniero che garantira’ la mobilita’
    di un paese (civile, diciamo noi), e qualcuno ha detto “Si, bravi, e’ quello che ci
    vuole!”.

    Su qualcosa si urla e su altro si glissa. Si glissa sul debito, sul compenso del
    commissario, sul cash che dovrebbe garantire CAI, sul ritardo imbarazzante dello
    partenza della “NUOVA COMPAGNIA DI BANDIERA”.

    Si vede, signor Presidente del Consiglio che dietro questa operazione unica nella
    storia del nostro amato Paese, c’e’ la regia di un grande Comunicatore. Vendere il
    prodotto e’ un’arte. Bisogna stare attenti, pero’. E’ come vendere una Vuitton
    taroccata: prima o poi il manico ti rimane in mano.

    Buon Natale, signor Presidente del Consiglio, a nome dei piloti italiani.

    Roma, 5 dicembre 2008

    -bb-

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008