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Uffa, un’altra gaffe di Berlusconi

Autore: . Data: venerdì, 7 novembre 2008Commenti (0)

In un incontro a Mosca il presidente del Consiglio definisce “abbronzato” il nuovo presidente afro-americano degli Usa, Barack Obama. Eppure il ‘gaffeur’ nazionale riceve la fiducia di milioni di italiani. C’è qualcosa che non quadra.

”Ho detto al presidente (Medvedev, ndr) che Obama ha tutto per poter andare d’accordo con lui: perché è giovane, è bello e abbronzato e quindi penso che si possa sviluppare una buona collaborazione”.

Erano le 16,16 ieri quando l’agenzia Ansa ha battuto una notizia strana: “Obama: Berlusconi, giovane, bello e abbronzato come Medvedev”. Il lancio aveva il rilievo che viene dato alle informazioni importanti. Tuttavia risultava indispensabile leggere il testo per capirci qualcosa, perché davvero non ci si poteva credere. Invece era vero, l’Uomo della Provvidenza ne aveva fatta un’altra delle sue. Anche da Mosca dove si era recato per incontrare i dirigenti del Cremlino.

Forse l’aveva detto uscendo da un ristorante, c’era da pensare. O mentre passeggiava sulla Piazza Rossa, felice per il bel tempo. No, la dichiarazione era stata fatta durante un incontro ufficiale, davanti a decine di giornalisti, con a fianco il presidente della Federazione russa.

Fatti del genere sono come incubi per i cronisti seri, una pacchia per le penne facili. Si capisce subito che comincerà una bagarre, nella quale l’assoluto della stupidità diventa protagonista di un’orgia di comunicati, dichiarazioni, smentite, controdichiarazioni, prese di posizione, strepiti, conferenze stampa e sdegnati commenti.

Infatti ha cominciato alle 16,44 Franceschini, del Partito democratico: “La migliore delle ipotesi è che Berlusconi non riesca più a controllarsi”, sosteneva l’esponente dell’opposizione,  per aggiungere “dimentica che le sue parole coinvolgono l’immagine del nostro Paese nel mondo. Dire che il presidente degli Stati Uniti è ‘giovane, bello e anche abbronzato’ suonerà alle orecchie di tutto il mondo come una offesa carica di pericolose ambiguità. Chieda subito scusa e non coinvolga più l’Italia nelle sue affermazioni quantomeno di pessimo gusto”.

L’hanno seguito a ruota gli abbonati dell’esternazione, tutti. Intanto i poveri addetti stampa del presidente del Consiglio, probabilmente, erano in preda ad una crisi di nervi. Come uscirne? Non che non siano abituati, il Cavaliere è pur sempre il Cavaliere, uno che un tempo, nei tinelli buoni, veniva definito ‘gaffeur’, cioè una persona poco discreta, incapace a comportarsi bene in pubblico.

I giornali on line hanno subito messo gli ‘stagisti’ (tanto lavorano gratis) a cercare in giro per il mondo i commenti degli altri media, mentre i titoli di apertura sono subito cambiati e ‘l’Obama abbronzato’ è diventato l’argomento del giorno. Gli eccidi del Congo non hanno mai avuto tanto spazio.

Ignorando i consigli dei suoi collaboratori, informato delle reazioni italiane, Berlusconi non ha smentito (era effettivamente difficile), anzi si è arrabbiato: “Veramente c’è qualcuno che pensa che non sia stata una carineria?… Se scendono in campo gli imbecilli siamo fregati. Dio ci salvi dagli imbecilli. Come si fa a prendere un grande complimento come una cosa negativa? Ma che vadano a…”.

E dopo cena, tornando in albergo (non per andare a dormire, perché lui non lo fa mai: “”Perché? C’è qualcuno che ha obiettato? Uno può sempre prendere la laurea del coglione quando vuole. Se uno vuole prendersi una laurea pubblica, ogni occasione è buona. Mi sono veramente rotto e dico tutto quello che penso”.

Gli incidenti di questo tipo, per il ‘grande comunicatore’, sono una triste ed abituale consuetudine. Non solo negli incontri ufficiali, ma anche in occasioni meno impegnative. La rozzezza dell’uomo e la sua amicizia fraterna con George W. Bush (altro produttore industriale di indicibili svarioni) per fortuna saranno già state segnalate dai servizi di ‘intelligence’ al nuovo presidente americano e c’è da giurare che grazie a quelle informazioni Obama avrà riso di cuore.

Diversa invece dovrebbe essere la riflessione su una parte dei cittadini italiani, quella che vota per l’Uomo della Provvidenza. Come è possibile che persone ragionevoli, dotate di intelletto, consapevoli del valore delle Istituzioni possano affidare ad una persona del genere il mandato per governare? E’ davvero un mistero.

E come può esser valutata un’opposizione che avendo a che fare con un avversario così sprovveduto non sappia metterne in rilievo i limiti, non solo caratteriali o comportamentali, ma anche culturali e politici? Altro mistero.

Con queste domande possiamo abbandonare l’ennesimo episodio da sciocchezzaio. Non certo sereni, perchè è davvero difficile dare un senso a tutto questo.

Roberto Barbera

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