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Le querele creative di Berlusconi

Autore: . Data: giovedì, 20 novembre 2008Commenti (0)

Profluvio di parole al vento

Le divertenti boutade di Berlusconi. In una telefonata a Ballarò il presidente del Consiglio ha detto: “Invito l’onorevole Di Pietro, dopo queste accuse, a fare il suo dovere: deve andare dai magistrati e denunciarmi. Se non lo farà lui, lo farò io, querelandolo per calunnia”.

Il Cavaliere si riferiva ad una dichiarazione del segretario dell’Italia dei valori: “Berlusconi è un corruttore politico – aveva sostenuto Di Pietro – perchè è un corruttore colui che offre qualcosa per avere qualcosa di ingiusto, illecito e indebito. Politicamente parlando da una vita sta cercando di corrompere i suoi avversari politici per portarli nel suo ‘cadreghino’ politico. Lo ha fatto con me, quando ha tentato di comprarmi offrendomi il posto da ministro dell’Interno. E io gli ho detto no, mica sono scemo. Lo ha fatto con Leoluca Orlando, quando nelle settimane scorse ha cercato un abboccamento per farlo andare a parlare con lui e mettersi d’accordo, ma lui ha detto no, mica è scemo. Lo ha fatto con De Gregorio che ha detto ‘si’, si’, si’. E ora con Villari che si è venduto per trenta denari. Purtroppo, dai tempi di Gesù Cristo ogni 12 apostoli, c’è un Giuda: è successo a lui che è un padre eterno, figurati se non poteva succedere a Veltroni che come me è un povero Cristo pure lui”.

Ora, l’articolo 68 della Costituzione recita: “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”. Sembra difficile, quindi, che Berlusconi possa querelare Di Pietro.

Ancor più difficile sarà per Di Pietro denunciare Berlusconi. In ottemperanza alla legge comunemente chiamata ‘Lodo Alfano’, è in atto la “sospensione dei processi penali nei confronti delle alte cariche dello Stato. La sospensione opera per il Presidente della Repubblica, per il Presidente del Senato, per il Presidente della Camera, per il Presidente del Consiglio dei ministri. La sospensione opera dalla data di assunzione della carica o della funzione e si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l’assunzione della carica”.

Insomma, la solita battuta del tipo “Lei sa non chi sono io” che piace tanto agli italiani e non porta mai da nessuna parte, perchè si tratta di sceneggiate senza fondamento. Come sempre l’aspetto più grave della questione è ravvisabile nel lavoro dei media.

In nessuna cronaca un solo giornalista ha spiegato ai cittadini che le parole di Berlusconi erano propaganda pura.


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