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Alitalia: comunicato del ‘fronte del no’

Autore: . Data: domenica, 9 novembre 2008Commenti (0)

Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, SDL attaccano i sindacati confederali e denunciano che l’operazione Cai “genererà paradossalmente un costo per i contribuenti superiore a quello della vecchia Alitalia indebitata ed inefficiente”.

A meno di ventiquattro ore dall’assemblea di domani Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, SDL Intercategoriale hanno diffuso un comuicato unitario. Nel documento sono contenute valutazioni molto dure nei confroni di Cai, delle confederazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, governo ed Ugl. Questo il comunicato:

“Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, SDL Intercategoriale denunciano la gravissima situazione che si è venuta a creare con il perpetuarsi dell’atteggiamento di rigida chiusura adottato dalla CAI, fortemente sostenuta dal Governo.

Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, SDL Intercategoriale informano l’opinione pubblica e le istituzioni che CAI con la complicità di CGIL, CISL, UIL e UGL ha stravolto e disatteso i Contratti Collettivi di Lavoro già concordati e sottoscritti nel mese di settembre a Palazzo Chigi da tutte le sigle sindacali e dal Governo.

La firma del “Lodo Letta” apposta il 31 ottobre scorso da parte di CGIL, CISL, UIL e UGL rappresenta il punto più basso mai raggiunto sia in termini di rispetto della democrazia e della rappresentanza, sia rispetto al ruolo primario del sindacato che così riconosce implicitamente la propria incapacità di tutelare i lavoratori, consegnando all’insindacabile giudizio di una terza parte governativa l’avallo allo stravolgimento di Contratti Collettivi di Lavoro già sottoscritti.

Quanto sopra ulteriormente aggravato dalla definizione di criteri di assunzione iniqui, socialmente inaccettabili e non rispettosi delle anzianità aziendali maturate dai lavoratori.

Inoltre il rifiuto posto dalla CAI ad utilizzare il part-time nelle assunzioni, senza oneri aggiuntivi per l’azienda, e l’inscindibilità dell’offerta fatta al Commissario che di fatto esclude offerte già pervenute per Volare e per Alitalia Express ma senza fornire le medesime garanzie occupazionali per i lavoratori coinvolti, ingigantisce il numero delle eccedenze di personale  generando ulteriori quanto evitabili disastri sociali oltre che costi aggiuntivi a carico della collettività. Il tutto mentre CAI beneficierà di enormi vantaggi in materia di decontribuzione previdenziale e defiscalizzazione.

L’operazione CAI, quindi, genererà paradossalmente un costo per i contribuenti superiore a quello della vecchia Alitalia indebitata ed inefficiente.

Per questi motivi, Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, SDL Intercategoriale, costantemente riunite in una Unità di Crisi e consapevoli della convergenza che si sta generando e concretizzando con altre categorie sociali oggi in situazioni di grave conflitto nel Paese, annunciano  che le iniziative già dichiarate nei giorni scorsi si inaspriranno ulteriormente.

Non sono in gioco le singole vertenze, si sta tentando di costituire una nuova “santa alleanza” che intende escludere le voci non allineate anche quando fortemente rappresentative.

Anpac, Unione Piloti, Anpav, Avia, SDL Intercategoriale preannunciano che, a partire dallo sciopero del 25 novembre prossimo, sono già state individuate le seguenti date che verranno interessate da ulteriori azioni di sciopero che verranno opportunamente proclamate nel rispetto della normative vigente: 6 dicembre 2008, 7, 16, 27 Gennaio 2009 – 9, 20 Febbraio 2009 – 3, 16, 27 Marzo 2009 – 7, 20 Aprile 2009 – 4, 15, 26 Maggio 2009″.

Nell’assemblea di domani sarà possibile verificare se la durissima posizione delle associazioni e delle organizzazioni sindacali di Alitalia sarà in grado di ‘tranquillizzare’ i lavoratori, in queste ore estremamente preoccupati per il proprio futuro e per questo favorevoli ad una linea intransigente nei confronti della ‘cordata partiottica’.

A margine del documento è necessario sottolineare ancora una volta il comportamento della stampa nazionale. Nell’informare l’opinione pubblica, sia l’agenzia Ansa che Adnkronos hanno titolato “14 giorni di sciopero entro maggio 2009″. I giornali on line hanno omesso “entro maggio 2009″.

Il particolare può sembrare di poca importanza, ma così non è. L’allarme che ben due settimane di astensione dal lavoro genera nell’opinione pubblica è di certo molto alto ed induce i cittadini a spostare la propria attenzione dai motivi dell’agitazione ai suoi effetti.

Non è possibile pensare che la scelta dei grandi organi di stampa sia generata dalla volontà di spaventare il Paese per costruire un clima ostile verso le rivendicazioni dei lavoratori di Alitalia, piuttosto sembra che l’abitudine a ‘pompare’ le notizie ormai non lasci più scampo ai media.

Il fenomeno dei ‘titoli urlati’ appare preoccupante, come InviatoSpeciale farà notare in un articolo domani. Per venti minuti, infatti, in mattinata, una notizia completamente inventata ha portato sia Corriere della Sera on line, che Repubblica e Radio 24 a diffondere la notizia della morte di un militare italiano in Afghanstan a causa di un attentato. Notizia fatta poi ‘sparire’ in quattro e quattrotto.

La delicatezza della vertenza Alitalia, le ricadute della ‘fusione’ con Air One potrebbero significare la perdita del lavoro per oltre diecimila persone, tra contratti a tempo indeterminato e precari. Oltre ad una ricaduta sull’indotto di dimensioni imprevedibili.

Il danno economico oltre che le conseguenze sociali sono evidenti e dovrebbero indurre una maggiore prudenza in chi ha una responsabilità verso i cittadini-lettori.

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