cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

“Un giornale che racconta il Paese”

Autore: . Data: mercoledì, 5 novembre 2008Commenti (0)

Immerso tra piloti, studenti e lavoratori pubblici… Riceviamo e pubblichiamo una lettera-riflessione di Gianni Pagliarini, ex Presidente della Commissione Lavoro della Camera

Caro direttore,
leggo con piacere, sul giornale on line da lei diretto, i numerosi articoli sulla “questione sociale” che assilla i cittadini di questo martoriato Paese.

Mi ha colpito positivamente l’interesse e lo scrupolo professionale che avete dedicato alla vicenda Alitalia, alle mobilitazioni di insegnanti, genitori e studenti contro il decreto “Gelmini” e anche alle ricadute tra i lavoratori del pubblico impiego delle esternazioni (e degli atti politici che le seguono) del ministro Brunetta.

La vicenda Alitalia, per cominciare, è un paradigma dei peggiori vizi nostrani. Dopo decenni di malgoverno, di libero arbitrio clientelare, di grottesco andirivieni di manager strapagati e inefficientissimi, l’esecutivo Berlusconi ha aperto le porte all’intervento di una cordata di speculatori. Che si presentò con un discutibile Protocollo di intenti e, a distanza di due mesi, non intende nemmeno rispettarlo.

Una cordata che vive con palese fastidio il confronto sindacale, spalleggiata da un governo che coltiva un’ampia nicchia elettorale sulla vergognosa contrapposizione tra “cittadini” e “lavoratori”.

Tale odioso meccanismo è ben oliato, in particolare, a proposito dei dipendenti del pubblico impiego, buttati in pasto ai giornali più famelici. Da aprile assistiamo ad una campagna stampa che non esito a definire sconcia, costruita sulle colpe dei presunti “fannulloni” statali, che rallenterebbero lo sviluppo del Paese e ingolferebbero la macchina dello Stato.

Ai cittadini bisognerebbe spiegare (voi lo avete fatto e ve ne rendo merito) che la burocrazia statale, laddove non funziona, affonda in decenni di malcostume politico e gestionale e di conseguente degrado sociale e culturale.

Un degrado che si ripercuote innanzitutto sui cittadini, cui andrebbero forniti servizi pubblici degni di questo nome. A garantire l’erogazione di quei servizi ci sono i dipendenti degli ospedali, degli enti locali, degli asili nido, umiliati da un ministro e perdipiù privati da tre anni del rinnovo di contratto.

Da qualche settimana, Brunetta ha sottoposto ai sindacati un’ipotesi di accordo: prevede ridicoli aumenti di 70 euro lordi in un biennio e nessuna tutela per i 57 mila precari del settore.

Ieri (lunedì, ndr), mentre la Funzione pubblica Cgil scioperava per denunciare l’insulto di una proposta di rinnovo contrattuale largamente al di sotto dell’inflazione e lesiva dei diritti dei precari, Brunetta ha convocato i giornalisti a Montecitorio.

Voleva forse informare la stampa dei passi avanti nella trattativa? Nossignori, voleva presentare un suo progetto informatico, che dovrebbe consentire a chi compie transazioni con gli uffici pubblici di esprimere il gradimento attraverso le ‘emoticon’, le ‘faccine’ dei forum online. Sembrava uno scherzo, invece era tutto vero.

La grande reazione dei lavoratori pubblici, dei cittadini più assennati, degli insegnanti, dei genitori, dei ragazzi di tutte l’età, mi induce ad un cauto ottimismo per il futuro.

Credo, in altre parole, che qualcosa stia cambiando nel Paese. Che si stia riaffacciando la consapevolezza, da parte dei milioni di cittadini che hanno affollato le piazze italiane, di dover prontamente rialzare la testa. Respingendo Berlusconi, le sue demagogie, le sue politiche drasticamente antisociali.

Detto questo, sarei bugiardo se dicessi che la sinistra sta rappresentando il “motore” della rinnovata ribellione. Al contrario, scontiamo un ritardo colossale. Facciamo fatica ad intercettare le esigenze dei cittadini, che non si riconoscono in schemi del passato.

Accanto all’operaio che arriva a malapena alla terza settimana del mese, si affiancano i precari sfruttati (nei call center come negli enti di ricerca) o le donne espulse anzitempo (insieme ai cinquantenni) dal ciclo produttivo. Tutte figure professionali che, appena sei mesi fa, si sono buttate in buon numero tra le braccia di Berlusconi, perché deluse dal governo Prodi.

Sarebbe un delitto imperdonabile tradirle un’altra volta. Ma per ritessere insieme il filo della speranza occorre tornare ad ascoltare il mondo del lavoro. Senza paternalismi, senza supponenza.

Tentando di ricostruire un progetto politico credibile, che riparta dal primato dei diritti e da una rinnovata solidarietà tra le categorie colpite dalla crisi e dalle politiche del governo.

Noi ci proveremo, con tenacia. Continuando a guardare con grande attenzione a chi racconta senza filtri e con professionalità che cosa sta succedendo davvero nel Paese. Cari saluti,

Gianni Pagliarini
Responsabile Dipartimento Lavoro Pdci

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008