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“Lodo Letta? Indecente”

Autore: . Data: mercoledì, 5 novembre 2008Commenti (0)

Alitalia, la denuncia Sdl

“In queste ore convulse di ulteriori ricatti e falsità, vista la grave situazione e la campagna di disinformazione – scrive in una nota Sdl, il sindacato dei lavoratori intercategoriale, una delle sigle che non hanno firmato l’intesa che dovrebbe dare il via alla ‘nuova’ Alitalia – che è partita subito dopo la firma del ‘lodo Letta’ da parte di Cisl, Uil, Ugl e Cgil a palazzo Chigi il 31 ottobre (contratti di lavoro della cordata Cai e criteri di selezione per l’assunzione), riteniamo necessario fornire delle indicazioni per la comprensione di quanto sottoscritto finora dai sindacati confederali e delle ragioni per le quali questi accordi siano da modificare”.

Riguardo ai dipendenti assunti a tempo parziale, “ciò che non è scritto da Cai nell’accordo non esiste: da qui l’esclusione per il personale Alitalia e Air One di terra e degli assistenti di volo dei lavoratori part-time. I 7650 assunti da Cai nel personale di terra (operai, impiegati, quadri e dirigenti) e i 3300 assistenti di volo devono essere full time, perché non è prevista per queste categorie il criterio del “full time equivalent”, che permetterebbe di poter aumentare il numero dei dipendenti che lavorerebbero in Cai lasciando invariato il numero totale del personale di terra e degli assistenti di volo previsto”.

In merito agli ammortizzatori sociali (cassintegrazione straordinaria e mobilità) fino al 2014, “sulla parte previdenziale e degli ammortizzatori sociali per il personale che sarà escluso dall’assunzione in CAI non ci sono ancora le necessarie garanzie per l’integrazione salariale del Fondo di sostegno al reddito all’80%”.

Nel capitolo ‘limitazioni all’impiego’, “sono previste tutele solo per lavoratrici in astensione obbligatoria e non per tutti gli altri casi di maternità e congedi parentali previsti dalla legge 53/2000: astensione facoltativa, aspettativa senza retribuzione per assistenza di familiari, ecc”.

Stesso discorso per i carichi familiari, “dove vengono riconosciute le tutele della Legge 104/1992 solo ai casi con figli minori, escludendo tutto il resto: figli non minori, genitori, ecc.”.

SdL denuncia “un indecente tentativo di pulizia etnica” che non si fermerebbe al personale di volo ma riguarderebbe anche i dipendenti di terra: “La piattaforma di contratto Cai – recita la nota sindacale – doveva essere la sintesi tra “l’Accordo Quadro” firmato a Palazzo Chigi e il contratto di Air One, che è quello più vantaggioso per le aziende. Invece una serie di voci e di indennità sono sparite: questo è tanto più grave se si considera che la media retributiva di un lavoratore a tempo pieno del personale di terra è di 1250 euro mensili”.

“L’Accordo Quadro” di settembre – si legge ancora – prevede per il personale di terra “l’invarianza salariale”, cioè il sostanziale mantenimento dei livelli salariali visto il basso livello retributivo del personale di terra,  ma questa tutela non ha ancora trovato la concreta e dovuta applicazione nella bozza di contratto CAI. Tanto più che invece di procedere in una operazione di “copia e incolla”, CAI continua nella strategia di scegliere le cose più convenienti per l’azienda dal contratto Air One e di non prendere quelle che tutelano le tasche dei lavoratori”.

Per tutto ciò, “contro la vergognosa campagna mediatica in atto e contro il tentativo di Cai di calpestare i diritti dei lavoratori, SdL invita tutti i colleghi di Alitalia e di Air One a fare fronte comune e sostenere la battaglia intrapresa a difesa dei lavoratori di terra”.

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