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Un popolo contro Gelmini

Autore: . Data: giovedì, 30 ottobre 2008Commenti (0)

Donne, uomini e ragazzi stanno arrivando a Roma per dire al Palazzo che la democrazia non si tocca. Non solo l’istruzione, ma il diritto di libertà della nazione. E’ lo sciopero generale della Scuola.

Questa mattina decine di migliaia di studenti, ricercatori, insegnanti, maestre e semplici cittadini arriveranno a Roma per la manifestazione nazionale in occasione dello sciopero generale della scuola. Tuttavia, per una volta il numero dei partecipanti al corteo non sarà importante. Non succede di frequente, durante i grandi conflitti sociali che impegnano un Paese intero, di respirare nell’aria il consenso, la solidarietà, la simpatia e l’affetto di larga parte dell’opinione pubblica per chi decide di opporsi.

Nella sua idea di essere ‘l’Uomo della Provvidenza’, il Cavalier Berlusconi non riesce a comprendere di aver superato un confine e che mai più si potrà tornare indietro. Ciechi con lui i soci dell’Italia Spa, l’azienda messa in piedi per trasformare la cosa pubblica in un’azienda privata, nelle mani di una piccola oligarchia convinta di essere padrona del vapore.

Inebriato dai sondaggi, certo di aver sconfitto l’opposizione, aiutato da un gran numero di giornali e televisioni fedeli, il presidente del Consiglio guarda le centinaia di migliaia di giovani nelle piazze e dichiara: “Mi spiace solo vedere tanti ragazzi ingannati e presi in giro dalla sinistra”.

A lui si accoda il ministro Gelmini, ignota fino a pochi mesi fa, placida interprete dei voleri del suo leader che parlando dello sciopero di oggi, aggiunge: “E’ il solito vecchio rito di chi difende l’indifendibile”.

Il Cavaliere, poi, continua: “Sono deciso a mantenere la Finanziaria così come è. Ma ciò non vieta che ci possano essere margini di differenza. Qualcosa si può correggere all’interno, ad esempio per la scuola privata”. Anche questo.

Berlusconi è esplicito: “Mi dispiace che sono stati presi in giro questi ragazzi che sono in giro per Roma e in altre città perché evidentemente è una vera truffa che si è combinata alle loro spalle. Questo decreto sulla scuola primaria non ha ni entea che fare con gli altri gradi scolastici. E sull’università ancora nulla è stato deciso quindi, mi dispiace davvero che ci sia questa capacità della sinistra di truffare ancora i propri stessi sostenitori e anche coloro che non sono suoi sostenitori”.

La convinzione di poter negare, cambiare le carte in tavola, essere onnipotente oltre qualsiasi ragionevole dubbio ha afferrato quest’uomo di ormai oltre settant’anni, coi capelli trapiantati ed il lifting che gli tira il viso, ossessivo nel volersi dimostrare supervirile e premiato dalla ‘distrazione’ di un voto espresso da elettori bombardati per un ventennio coi giochini stupidi ed il trash delle sue televisioni.

Secondo il premier l’Italia Spa è già cosa fatta e nulla e nessuno sarebbe in grado di fermare la sua cavalcata verso la ‘modernizzazione’ in senso privato (cioè gli interessi della casta) del Paese.

Il ministro Gelmini, dopo l’approvazione di ieri ha subito annunciato che “la scuola cambia. Si torna alla scuola della serietà, del merito e dell’educazione. Provvedimenti come il voto in condotta contro il bullismo, l’introduzione dell’educazione civica, dei voti al posto dei giudizi, il contenimento del costo dei libri per le famiglie e l’introduzione del maestro unico sono condivisi dalla gran parte degli italiani” ed ha concluso di voler presentare entro una settimana “il piano sull’università”.

Il più numeroso partito di opposizione nulla fa, o quasi, per contrastare con l’energia necessaria i proclami del premier e non conquista il consenso di chi ha scoperto i tranelli del centro-destra.

Eppure, all’improvviso, una nazione osannante per l’unico ‘genio’ in grado di far scomparire la spazzatura, la disoccupazione, i pericoli, la crisi e la paura ha scoperto che qualcosa non va. Molti sono e forse rimarranno convinti che questo signore ex studente fuori corso in legge (sette anni per laurearsi) sia l’uomo del destino, ma già nelle ultime settimane, secondo alcune rilevazioni, i fan stanno sensibilmente diminuendo. Cosa naturalmente silenziata dai soliti organi di informazione amici del governo.

I nove treni speciali e i quasi 1.000 pullman organizzati dai sindacati, i gruppi di studenti provenienti da moltissime città italiane, i delegati degli operai metalmeccanici della Cisl, le decine di associazioni di genitori oggi arrivano a Roma per ricominciare a percorrere una lunga strada verso il ritorno ad una democrazia compiuta.

Perché da alcuni mesi il corretto funzionamento dello Stato è in stand-by, complice la ondivaga e velleitaria linea scelta dal capo dell’opposizione Veltroni, incapace di comprendere il pericolo della strategia dell’Italia Spa.

Oggi, una moltitudine di persone serie ed oneste sfilerà per le strade di Roma. Non sarà sole, isolata dal resto dei cittadini, ma parte di un sentimento di libertà che il Cavaliere pensava di aver sconfitto. Con dosi massicce di De Filippi, Costanzo, Paperissime e roboanti annunci.

Oggi torna a battere il cuore di una giovane e nuova Italia democratica.

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