cronaca

I fatti senza distorsioni, opinioni o interpretazioni. Spesso la realtà è differente da come viene raccontata dai media.

esteri

Il mondo è un illustre sconosciuto e il Sud del pianeta è quasi del tutto ignorato. E molte cose sono diverse da come appaiono.

politica

In Italia ormai il Palazzo e la società civile sono pianeti separati. Si deve cercare di restituire ai cittadini trasparenza.

tu inviato

Gli articoli scritti dai cittadini e pubblicati dal nostro giornale. La libera informazione è libertà di espressione.

vivere

Diritti civili, convivenza pacifica, cultura, arte, spettacolo, salute, ambiente, sport, tecnologie, cucina: sono il cuore del millennio.

Home » cronaca
Regola la dimensione del carattere: A A

Tute blu al giorno d’oggi

Autore: . Data: mercoledì, 29 ottobre 2008Commenti (0)

Un’inchiesta Fiom-Cgil

Il lavoro che cambia, visto dai metalmeccanici. Questo il senso dell’inchiesta realizzata dalla Fiom, la categoria delle tute blu Cgil, attraverso la distribuzione di 400 mila questionari (di cui compilati e riconsegnati poco più di 96 mila) in una categoria che conta due milioni di addetti, alla faccia della decantata “scomparsa degli operai”.

L’indagine, coordinata da Francesco Garibaldo e Emilio Rebecchi, si basa sull’autocompilazione del questionario da parte degli intervistati, con un impiego di tempo non inferiore a un’ora e mezza. Dei 100mila questionari raccolti, quelli compilati da lavoratrici sono oltre 20mila, mentre il 44% degli intervistati risultano non iscritti ad alcun sindacato.

Il primo dato saliente riguarda proprio la condizione delle donne, da quella retributiva (in media 200 euro al mese in meno dei loro colleghi) a quella relativa alle condizioni di lavoro, generalmente peggiore di quella degli uomini. Le lavoratrici si sentono sostanzialmente ai margini dei ruoli di direzione (solo 1,7% degli operai maschi ha come diretto superiore una donna, e la percentuale varia di non molto anche tra gli impiegati). La percezione soggettiva delle proprie condizioni di lavoro è mediamente peggiore nelle lavoratrici rispetto ai lavoratori; resta rilevante il cumulo tra lavoro in fabbrica e lavoro nella famiglia.

Il quadro generale che emerge dalle risposte alle varie voci del questionario – che spaziano dal salario all’orario, all’organizzazione del lavoro e alle condizioni della sicurezza e della salute – è quello di un peggioramento senza precedenti della condizione operaia. La ripetitività delle mansioni e la loro parcellizzazione entro segmenti temporali sempre più ridotti viene segnalato con preoccupazione. Così come la crescita di rapporti di lavoro precari anche nel cuore della grande industria.

Se più di un’analista, negli ultimi anni, ha messo l’accento sulla crisi di ‘know how’ di larga parte del sistema delle imprese, occorrerebbe ora concentrarsi sulle ricadute delle rigidità aziendali nella vita del personale, a proposito del salario, dei ritmi, della generale condizione di lavoro.

La ricerca è supportata da valutazioni di natura sindacale. Giorgio Cremaschi, dirigente Fiom, segnala la necessità di avviare una critica sistematica “all’ideologia del postfordismo”. Partendo dal presupposto che le profonde novità intervenute nell’organizzazione della produzione industriale non abbiano soppiantato il vecchio sistema, ma si siano sovrapposte ad esso.

“La somma di vecchio e nuovo – scrive Cremaschi – la loro contaminazione, produce così un modo di lavorare infinitamente più stressante e faticoso che nel passato”. “Ogni lavoratore – aggiunge – ha bisogno contemporaneamente delle vecchie e nuove tutele, se si smantellano le prime le seconde affondano nel nulla”.
Da qui deriva la necessità di ripensare la rappresentanza sui luoghi di lavoro e la democrazia sindacale riavvicinandole all’organizzazione del lavoro.

Stampa articolo (o crea PDF)
Fai una donazione a InviatoSpeciale
Condividi o invia per e-mail


Informativa

Commenti disabilitati.

InviatoSpeciale è un quotidiano on line di Informazione, Politica e Cultura, pubblicato dall'Associazione Onlus The GlobalvillageVoice,
registrato al Tribunale di Bari, numero 1273, del 24 aprile 2008