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Spielberg va in India

Autore: . Data: martedì, 7 ottobre 2008Commenti (0)

Da Hollywood a Bollywood

Steven Spielberg è ufficialmente il nuovo guru dell’industria cinematografica indiana.

L’annuncio, che gli addetti ai lavori aspettavano da mesi, è stato reso noti ieri dalla Paramount Pictures che in un comunicato ha ufficializzato il divorzio dal regista e dalla sua DreamWorks.

Spielberg d’ora in avanti produrrà, girerà, concepirà film per l’indiana Reliance Ada Group, gruppo di telecomunicazioni indiano che ha sede a Bombay e che ha investito nell’operazione 550 milioni di dollari, mentre altrettanti li dovrebbe mettere il gruppo bancario JP Morgan Chase.

I dettagli del passaggio del regista americano dagli Usa all’India, che vale complessivamente un miliardo e mezzo di dollari, non sono stati resi noti. Neppure si è deciso a chi andranno i proventi dei progetti di Spielberg attualmente in corso, primo fra tutti ‘Lincoln’, la biografia del 16esimo presidente Usa interpretata da Liam Neeson, che dovrebbe uscire il prossimo anno.

Nessun dubbio, però, sul fatto che Spielberg affida il suo talento a Bombay, dopo aver dato tanto a Hollywood, soprattutto tra gli anni Settanta e Novanta. Saranno dispiaciuti i suoi amici-interpreti di storici film: Francis Ford Coppola per ‘Apocalypse Now’ e ‘Il Padrino’, George Lucas in ‘Guerre Stellari’, Martin Scorsese per ‘Taxi Driver’, Brian De Palma negli indimenticabili ‘Scarface’ e ‘Gli Intoccabili’.

Ma Spielberg ha offerto al linguaggio cinematografico nuovi modi di comunicare: esemplari di una differente semiotica sono ‘Lo Squalo’, ‘Ritorno al Futuro’, ‘E.T’ e ‘Indiana Jones’, ‘Jurassic Park’, ‘Salvate il Soldato Ryan’, ‘Chi ha incastrato Roger Rabbit’ e ‘Schindler’s List’.

Dopo cinquant’anni di collaborazioni americane, Spielberg firma un nuovo accordo che prevede cinque anni di produzioni e trenta film tutti realizzati dalla DreamWorks, la casa fondata da Spielberg nel 1994, e che negli ultimi dieci anni ha firmato capolavori come ‘American Beauty’, ‘Il Gladiatore’ o ‘A Beautiful Mind’.

“Con la Dreamworks abbiamo conosciuto un grande periodo, sia dal punto di vista della creatività cinematografica che dal punto di vista finanziario”, ha chiosato Brad Grey, il responsabile della Paramount che conserva il diritto di sviluppare i progetti attualmente in corso, con la possibilità di co-finanziare e co-distribuire eventuali nuovi progetti.

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