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Lotte studenti: cronaca 24 ottobre

Autore: . Data: venerdì, 24 ottobre 2008Commenti (0)

Manifestazioni e scioperi

InviatoSpeciale, come fa da qualche giorno, ha raccolto le notizie di agenzia di oggi (Ansa, Agi, Adnkronos).


Torino
“R.I.P. Istruzione pubblica 1859-2008″, questa la scritta sulla lapide realizzata dagli studenti dell’istituto superiore Primo Levi di Torino che questo pomeriggio, nell’ambito delle mobilitazioni contro la cosiddetta riforma Gelmini, hanno inscenato il funerale della scuola pubblica. Una vera e propria messa in scena teatrale con tanto di bara di cartone e di studenti che interpretavano personaggi, compreso quello del sacerdote, un ragazzo della scuola che ha letto alcuni brani che lui stesso aveva scritto.

Roma
“Ci è stato detto che sappiamo soltanto dire no, che non abbiamo proposte. Niente di piu’ falso: proprio le occupazioni e le assemblee di questi giorni stanno costruendo una nuova università, fatta di conoscenza, di socialità, di sapere, di informazione e consapevolezza. Studiare è per noi fondamentale, proprio per questo riteniamo indispensabili le proteste: occupare per poter far vivere l’università pubblica, dissentire per poter continuare a studiare o fare ricerca”. E’ quanto dicono in una nota gli studenti delle facoltà occupate dell’università ‘La Sapienza’ di Roma. Gli universitari invitano “tutte le facoltà in mobilitazione del Paese a fare la stessa cosa: che altre mille scuole e facoltà occupino”.
E lanciano un appello a due scadenze nazionali: una giornata di mobilitazione per venerdì 7 novembre, con manifestazioni dislocate in tutte le città e una grande manifestazione nazionale del mondo della formazione, dall’università alla scuola, per venerdì 14 novembre a Roma, giornata in cui i sindacati confederali hanno decretato lo sciopero dell’università. “Giornata da costruire dal basso – puntualizzano gli studenti – e che veda protagonisti in primo luogo gli studenti, i ricercatori e i docenti in mobilitazione. Altrettanto riteniamo utile aderire allo sciopero generale della scuola promosso dai sindacati confederali fissato per giovedì 30 ottobre”. “Molte cose nell’università e nelle scuole vanno cambiate – proseguono gli studenti – ma una cosa è certa, il cambiamento non passa per il definanziamento che serve invece solo a decretare la fine dell’università pubblica. Continueremo a lottare finché la legge 133 e il decreto Gelmini non venga ritirato. Perchè violenza è un governo che impone tale legge in barba a qulsiasi discussione parlamentare, non la nostra occupazione. E’ violento un governo che intende soffocare tale protesta protesta con la polizia, non il nostro dissenso. Una nuova onda, anomala, che non intende fermarsi e che piuttosto vuole vincere. Facciamola crescere quest’onda, facciamo crescere la voglia di lottare”.

Roma
“Non vogliamo essere strumentalizzati come movimenti politici, facendo credere di essere utilizzati come marionette nelle mani di qualcuno”. Lo ha detto un rappresentante del movimento degli studenti dell’ateneo Roma Tre, Cesare Cagnetta, che è stato ricevuto durante la serie di incontri del ministro Gelmini con gli studenti a Roma, nella sede del dicastero.
Cagnetta ha criticato i criteri dell’incontro del ministro con gli studenti, ‘convocati assieme a gruppi e associazioni politiche di giovani, in quanto si tratta solo di un’operazione mediatica che non ha dato possibilità ai veri movimenti di esprimersi’.
‘Il ministro ci ha detto di riconoscere nelle nostre parole le stesse di Veltroni – ha detto il rappresentante degli studenti di Roma Tre – ma noi non ci facciamo strumentalizzare dai partiti, perché la nostra è una mobilitazione dell’intero corpo accademico e siamo autonomi da qualsiasi appartenenza politica’. Cagnetta ha spiegato che il ministro ha anche detto di non voler fare alcun passo indietro sulla legge 133 e che nelle università si spende fin troppo e anche male”.

Genova
Un corteo di varie scuole in Valbisagno ed una festa con sei ore di musica e spettacolo a piazza Matteotti: sono le due manifestazioni pomeridiane nell’ambito delle proteste contro il maestro unico e i tagli all’università. La manifestazione a piazza Matteotti, che inizia alle 18 per concludersi a mezzanotte, è stata indetta dagli studenti delle scuole superiori e medie e prevede musica e spettacolo.
Insegnanti, genitori e allievi di una dozzina di scuole tra elementari, materne e medie della Valbisagno nel pomeriggio hanno manifestato insieme al coordinamento ‘Sos Scuola’ con un corteo che da piazzale Parenzo si conclude in piazza Galileo Ferraris con un sit in alla luce di torce elettriche. Fra gli altri, partecipano rappresentanze delle elementari Anna Frank, Borsi, Ball, Fanciulli e Fontanarossa, delle materne Glicine e Mary Poppins e delle medie Cambiaso, Cantore e Lomellini. Quanto all’università, il 28 gli studenti hanno annunciato un blocco della didattica in tutte le facoltà che permetta anche la partecipazione a un’assemblea plenaria nell’auditorium di Sant’Agostino alle 10. Secondo fonti studentesche sarebbe intenzione del rettore in carica Gaetano Bignardi invitare i docenti a partecipare all’assemblea plenaria nel quale però non viene rimarcato esplicitamente il blocco delle lezioni. Il 30 invece studenti, docenti e precari di università e scuole organizzeranno un corteo con partenza da piazza Caricamento.

Firenze
La protesta degli studenti contro la riforma Gelmini e la legge 133 si fa ‘creativa’: i ragazzi del Liceo artistico Leon Battista Alberti di Firenze hanno realizzato oltre 2.000 barchette di carta, ricavate da quotidiani, riviste, volantini e disegni, per simboleggiare la loro condizione di ‘studenti alla deriva’ in balia di continue mareggiate che non offrono loro un futuro sicuro’. Le barchette sono esposte al ‘Festival della creatività, in programma fino al 26 ottobre alla Fortezza da Basso di Firenze. Il progetto, si legge in una nota del Liceo Alberti, è stato ideato dai ragazzi durante i 10 giorni di occupazione dell’ istituto iniziati lo scorso 11 ottobre. Per diffondere il messaggio di protesta degli studenti, nei prossimi giorni le barchette saranno distribuite ai rappresentanti delle istituzioni fiorentine, ai cittadini, per le strade e sui treni.

Perugia
Un corteo spontaneo con oltre 100 studenti universitari – vicini alle posizione del ‘movimento degli autoconvocati’ e della sinistra radicale – è sceso in strada occupando via Baglioni e Corso Vannucci dove si sta svolgendo Eurochocolate. Il corteo non autorizzato ha bloccato numerose vetture ed ha rallentato pacificamente il lavoro degli stand della manifestazione del cioccolato. Poi all’altezza del Tar sono stati scanditi slooga contro la riforma Gelmini e soprattutto contro il rischio di privatizzazione. Nelle prossime ore anche a Perugia potrebbero scattare l’occupazioni delle falcoltà.

Trieste
Universitari e studenti delle scuole superiori insieme in corteo, domani a Trieste. Sarà l’atto conclusivo della settimana di proteste contro il governo nel capoluogo giuliano.
Da lunedì nella gran parte delle scuole di tutta la provincia non si fa lezione. Ad oggi sono nove le scuole occupate, e in molte altre l’attività didattica è stata sostituita da corsi autogestiti organizzati dagli studenti, spesso con l’aiuto dei professori. Domani alle 10, gli studenti lasceranno le scuole e si troveranno nel centro della città. Il corteo, a cui parteciperanno anche i docenti, partirà dalla centrale piazza Goldoni, e attraverserà il cuore della città per arrivare in piazza Unità. Gli studenti presenteranno un documento comune sulla riforma Gelmini. La manifestazione, hanno ricordato, e’ apartitica. I ragazzi delle superiori saranno affiancati dagli universitari, in agitazione contro i tagli previsti dal decreto 133. Martedì 28 si riunirà un Consiglio degli studenti dell’ateneo triestino. Il giorno dopo tutta l’Università si bloccherà per un’assemblea generale.

Catania
Oltre 200 manifestanti stazionano a Catania davanti al Centro Fieristico Le Ciminiere. Gli studenti che protestano contro il decreto Gelmini con diversi striscioni e cori, attendono l’arrivo dei ministri Angelino Alfano, Stefania Prestigiacomo e del presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo che parteciperanno alla sesta giornata europea della Giustizia Civile 2008, nel corso della quale sarà assegnato il premio ‘Bilancia di Cristallo’.

Napoli
Le lezioni universitarie si trasferiscono, anche a Napoli, nelle piazze per protestare contro la Legge 133. Questa mattina, a tenere un seminario a partire dai temi della Rivoluzione culturale, passando per le trasformazioni legate al mondo della formazione e del mercato del lavoro, il professor Giorgio Mantici dell’Università L’Orientale. Il docente di Storia della Cina ha coinvolto decine di studenti nello spazio antistante la sede centrale dell’ateneo, Palazzo Giusso, nella centralissima piazza San Domenico Maggiore. Tra la curiosità di passanti e turisti, gli studenti hanno partecipato alla lezione/dibattito che proseguirà anche nelle prossime settimane. Per il momento L’Orientale è l’unico ateneo partenopeo occupato.


Milano

Si è concluso senza tensioni e incidenti il corteo non autorizzato di un centinaio di studenti universitari che intorno alle 15.15 ha lasciato le lezioni all’aperto in piazza del Duomo per recarsi nella vicina Accademia di belle arti di Brera. Gli universitari, appartenenti a diverse facoltà, sono ora in assemblea nel cortile dell’Accademia, dove stanno decidendo in merito alle prossime mobilitazioni. Per la breve durata del corteo il disagio al traffico è stato contenuto e limitato alle sole vie centrali del capoluogo lombardo.


Pavia
Proseguono le proteste nelle scuole di Pavia contro il decreto Gelmini. All’Università sono stati bloccati gli esami di Diritto Penale alla Facoltà di Giurisprudenza in quanto mancavano i dottorandi, per protesta, che facevano parte della commissione. Gli studenti che hanno saltato l’esame saranno interrogati soltanto il prossimo 3 novembre. A Mortara (Pavia) gli studenti dell’istituto tecnico Pollini hanno occupato la scuola, sfilando in centro città contro la riforma prevista dal governo. Alcuni di loro hanno anche trascorso la scorsa notte all’interno dell’istituto: insieme ai ragazzi, per controllare che non succedesse nulla di grave, anche il preside.

Roma
Studenti di varie scuole di Roma, tra le quali Augusto, Russell e Marco Polo, si stanno dirigendo al Circo Massimo per un pacifico e spontaneo sit-in di protesta contro il decreto Gelmini. Lo fa sapere l’Unione degli studenti di Roma.

Milano
Sono più un centinaio gli studenti delle università milanesi che si sono riuniti in Piazza del Duomo per ribadire, attraverso forme di didattica alternativa, il loro perentorio no alla riforma Gelmini e ai tagli all’istruzione previsti in finanziaria. Sotto la Madonnina e’ in corso una lezione sul ”fallimento dell’Università di massa in Italia” tenuta dal professor Aldo Giannuli, docente di Storia Contemporanea alla facoltà di Scienze Politiche. Ad ascoltarlo, un centinaio di studenti della facoltà, tutti seduti per terra appoggiandosi su fogli di giornale. ”La Gelmini – ha osservato il docente a un certo punto della sua lezione – e’ la meno colpevole di questa situazione: sono molto piu’ responsabili i suoi predecessori”. Il professor Giannuli ha illustrato la situazione dell’Università italiana parlando di ”un disastro bipartisan”, le cui maggiori responsabilità, a suo giudizio, ”ricadono principalmente sul centro sinistra”. Accanto a loro, una folta rappresentanza di studenti dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, impegnati nella realizzazione di striscioni di protesta. ”Contro la legge 133, occupiamoci dell’Università”, si legge su uno striscione. Un altro, invece, ironizza sulle recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio: ”Polizia negli atenei, mai detto…lui indietreggia, noi avanziamo”. Al momento la protesta si sta svolgendo in modo tranquillo, senza nessuna tensione con la polizia e gli altri cittadini del capoluogo lombardo. A quanto si e’ appreso, agli studenti di Scienze Politiche e dell’Accademia di Brera si uniranno anche quelli del Politecnico, attualmente in arrivo in Piazza Duomo da Città Studi.

Rete Studenti Medi
Sono “irricevibili” le dichiarazioni del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di oggi. Lo dice la Rete degli studenti in una nota nella quale annuncia anche per oggi assemblee, autogestioni, occupazioni e cortei in tutto il Paese. “Apprendiamo questa mattina dal presidente del consiglio Berlusconi – scrivono gli studenti – che esistono nel movimento per il cambiamento della scuola e delle università dei gruppi di facinorosi che ricevono supporto dalla stampa. Cosi’ non ci e’ sembrato in questi giorni di grandi mobilitazioni, dove centinaia di migliaia di studenti sono scesi in piazza e hanno occupato i luoghi pubblici pacificamente, senza atti di violenza e di vandalismo. Chiediamo al ministro Maroni e al ministro Gelmini che venga rispettato il diritto di manifestare e di esprimere le proprie idee. La scelta di concentrare nella giornata di ieri le iniziative più eclatanti è stata una scelta vincente per il movimento: siamo riusciti a far slittare la votazione in senato del dl 137 e a costringere la Gelmini ad aprire un dialogo con gli studenti medi e universitari. La giornata di ieri – sottolinea la nota – e’ una giornata storica: il governo Berlusconi per la prima volta dal suo insediamento e’ costretto a rivedere la propria tabella di marcia. Non siamo noi ad aver paura, ma Berlusconi, come dimostrano le dichiarazioni di questi giorni”. Nel pomeriggio di oggi le associazioni studentesche incontreranno il ministro Gelmini. “Rete degli studenti medi – prosegue la nota sarà fedele ai contenuti e alle richieste degli studenti che in questi giorni si sono mobilitati: chiederemo alla Gelmini di ripartire da capo e di fermare i tagli mostruosi sul comparto dell’istruzione. Il messaggio dalle scuole e dalle università di queste ore e’ chiaro: i tagli – conclude la nota – devono essere fermati perché sotto intendono una privatizzazione e una dismissione del sistema pubblico che nessuno vuole”.

Roma
Una nuova assemblea con tutti gli studenti, riguardante le varie manifestazioni della prossima settimana, prima di tutte, la lezione che si terra’ martedi’ dalle ore 12 presso il Colosseo, si tiene questa mattina alla Facoltà di Ingegneria dell’Universita’ La Sapienza di Roma. Lo fa sapere una nota degli studenti che in 1500 si erano riuniti in assemblea in cui e’ stato deciso di occupare in maniera non violenta e senza blocco della didattica la facolta’.

Roma
Martedi’ prossimo dalle ore 12 lezione di Ingegneria dalla Sapienza al Colosseo. Cosi’ la prossima settimana gli studenti universitari intendono continuare la protesta contro la riforma della scuola che ieri, nella capitale, ha portato in strada migliaia di studenti. Ieri la facolta’ di ingegneria de La Sapienza si e’ riunita in mattinata in un’assemblea con circa 1500 persone dove e’ stato deciso di occupare in maniera non violenta e senza blocco della didattica la facolta’. Il pomeriggio si e’ invece diviso in due momenti: nel primo pomeriggio gli studenti hanno partecipato al sit-in al Senato contro la riforma Gelmini, condividendo le proteste degli operatori didattici, dei liceali e delle scuole primarie; alle ore 19 il movimento si e’ ritrovato al chiostro della facolta’ per riunirsi in un’altra assemblea che organizzasse l’occupazione. Di notte -informa una nota- in 400 hanno continuato a lavorare sulla legge 133, elaborando nuove proposte e organizzando la mobilitazione dei prossimi giorni. Nella mattinata di oggi si terra’ una nuova assemblea con tutti gli studenti, riguardante le varie manifestazioni della prossima settimana, prima di tutte, la lezione che si terra’ martedi’ dalle ore 12 presso il Colosseo.

Napoli
Gli studenti dell’istituto ‘Serra’ nella zona di Montecalvario a Napoli si sono barricati nella scuola esponendo uno striscione all’esterno dell’edificio. Questa mattina gli insegnanti hanno trovato colla sulla serratura del cancello d’ingresso bloccato anche da una catena. Ieri un’assemblea si era svolta all’interno della palestra. Secondo quanto si e’ appreso, gli occupanti sarebbero entrati rompendo una porta d’ingresso laterale.

Napoli
Continuano a Napoli le manifestazioni e i cortei spontanei di studenti che protestano contro la riforma Gelmini. A piazza Dante si e’ formato un corteo di circa 200 studenti che e’ confluito a piazza del Gesu’, dove insiste lo storico liceo “Genovesi”, occupato tre giorni fa, e dove si susseguono assemblee. Alle 19 e’ prevista una iniziativa degli alunni dei licei “Vittorini” e “Pansini”, che si raduneranno in piazza IV Giornate per dare vita alla “Lunga notte della scuola”.

Unione degli Universitari
“Ci auguriamo che il Ministro voglia intendere questo incontro come il primo passo verso un confronto stabile e produttivo che eviti il ripetersi di atti, come quelli emanati negli ultimi mesi, imposti tramite decreto legge senza nessun tipo di consultazione con gli studenti”. E’ quanto auspica l’Unione degli Universitari annunciando che oggi sara’ ricevuta dal ministro Gelmini. “Ci auguriamo anche che il Ministro comprendera’ che la nostra protesta non e’ volta ad una difesa aprioristica dell’attuale universita’, i cui problemi denunciamo da lungo tempo, ma che i suoi provvedimenti hanno finora costretto le mobilitazioni studentesche ad infiammare gli Atenei italiani per tutelare la sopravvivenza stessa di un sistema di formazione pubblico. Per questo ci auguriamo che il Ministro voglia finalmente prendere in considerazione le tante proposte che abbiamo depositato, inascoltati, sul suo tavolo sin dall’inizio del suo mandato. Siamo convinti pero’ che nessuna seria soluzione ai difetti dell’attuale sistema universitario possa essere messa in atto senza che vengano abrogati gli art. 16 e 33 della L. 133. Per questo la protesta degli studenti universitari continuera’ anche nella giornata di oggi. A Perugia l’Unione degli Universitari organizza nella giornata di domani un’assemblea presso la facolta’ di giurisprudenza. A Lecce i rappresentanti dell’Unione degli Universitari continueranno, per conto del Comitato per l’istruzione pubblica, a spiegare all’interno delle lezioni della Facolta’ di Lettere e di Lingue i contenuti della L. 133 per giungere alla convocazione di un’assemblea. Assemblee studentesche sono organizzate con la collaborazione dell’UDU-Lecce anche nel polo distaccato di Brindisi. A Cagliari proseguira’ il percorso assembleare in diverse Facolta’. A Bari l’Unione degli Universitari sara’ presente all’assemblea con studenti, ricercatori, dottorandi, docenti, personale tecnico-amministrativo presso la Facolta’ di Lettere e Filosofia. Prosegue inoltre l’occupazione nella Facolta’ di Lettere di Firenze.

Milano
Oltre 200 studenti del liceo linguistico Manzoni hanno organizzato un presidio di fronte all’Assessorato dell’Educazione del Comune di Milano, nei pressi di Piazzale Loreto. La protesta si sta svolgendo in modo pacifico e senza alcun tipo di incidente. A quanto si e’ potuto apprendere, la mobilitazione dei liceali milanesi non sarebbe legata alla riforma della scuola targata Maria Stella Gelmini. Si tratterebbe di un presidio dovuto a problemi interni allo stesso istituto Manzoni.

Catanzaro

Alcune migliaia di studenti provenienti da diversi istituti superiori della provincia stanno attuando a Catanzaro una manifestazione di protesta contro la riforma del sistema scolastico. Con striscioni e scandendo slogan, i giovani stanno procedendo lungo corso Mazzini.

Cagliari
Circa 400 studenti degli istituti superiori di Cagliari hanno sfilato stamattina per le strade del centro, lungo via Roma, largo Carlo Felice e corso Vittorio Emanuele fino a viale Trento, davanti al palazzo della Regione, per protestare contro i tagli alla scuola pubblica e i provvedimenti del governo in materia di istruzione. Aperto da bandiera della Cgil e chiuso da un gruppo di ragazzi in scooter, il corteo e’ stato scortato da mezzi dei vigili urbani e della questura. Limitati i disagi per il traffico.

Roma
Ancora in piazza le scuole romane. ”Sono piu’ di 15.000 mila gli studenti medi che stanno raggiungendo Montecitorio per chiedere il ritiro immediato del decreto 137 e della legge 133”, comunica l’Unione degli Studenti. Tra le scuole presenti al corteo partito dal Circo massimo e diretto a Montecitorio, Augusto, Russel, Pitagora, Marco Polo, Colonna, Socrate, Plauto, Vallauri, Margherita di Savoia Gullace, Newton, Carlo Levi, Platone, De Pineto, Primo Levi, De Chirico, Albertelli, Ruiz, Orazio. Altre scuole si stanno aggiungendo via via.

Rete degli studenti medi

“Oggi pomeriggio il ministro Gelmini ha convocato le associazioni studentesche a partire dalle 13.30, ‘Rete degli studenti medi’ sta valutando se ci sono i margini per aprire un dialogo con il ministro, anche considerando le mobilitazioni in corso che chiedono il ritiro immediato del decreto 137 e l’abrogazione del 133″. Lo afferma la stessa organizzazione studentesca, sottolineando che “anche oggi in tutte le citta’ di Italia si moltiplicano forme di protesta degli studenti medi e delle universita’. A Roma e’ in corso un corteo spontaneo con 10.000 studenti che dal Circo Massimo che sta ora valutando la possibilita’ di andare sotto il ministero”.


Torino
Continua anche a Torino la mobilitazione contro la riforma del sistema scolastico del ministro Mariastella Gelmini. Anche questa mattina le strade della citta’ sono state attraversate da un corteo spontaneo e non programmato promosso dagli studenti di due istituti superiori. Duecento ragazzi hanno filato per le vie del centro per una manifestazione che si e’ svolta tranquillamente e senza problemi o tensioni.


Milano
Sono centinaia gli studenti degli atenei milanesi che stanno partecipando alle lezioni all’aperto in centro citta’, organizzate per protestare contro i tagli all’universita’ previsti dalla legge 133/2008. In questo momento, in piazza Duomo, si stanno tenendo tre lezioni: lingua giapponese, del professor Simone Dalla Chiesa del corso di laurea in mediazione linguistica e culturale della Statale; paura e controllo, del professor Roberto Escobar di Scienze Politiche e storia della piazza del Duomo del Professor Dario Trento dell’accademia delle Belle Arti di Brera. Mentre proseguono le lezioni, alcune frequentate da oltre 200 studenti, altri ragazzi preparano striscioni da esporre in piazza, nelle facolta’ e nelle manifestazioni.


Napoli
Lezioni in piazza oggi a Napoli ai piedi della statua di Dante. Protagonisti gli studenti ed i docenti dei licei scientifico e classico europeo del Convitto Vittorio Emanuele II di Piazza Dante che hanno protestato cosi’, come in altre citta’ italiane, contro il decreto Gelmini. Alcuni studenti hanno seguito le lezioni imbavagliati e seduti per terra; accanto a loro uno striscione con la scritta: ”Non e’ questo che volete? La cultura si zittisce”. I ragazzi hanno anche allestito un banchetto per informare i cittadini sulle loro richieste.


Incontri con Gelmini

Dopo le parole i fatti. A poche ore dai tanto attesi (e reclamati) incontri fra Ministro e associazioni degli studenti oggi a viale Trastevere la Gelmini fara’ sedere al tavolo del confronto una ad una le principali sigle che rappresentano i ragazzi di scuola e universita’. I primi a presentarsi al dicastero dell’istruzione saranno l’Unione degli Studenti, alle 13.30, poi tocchera’ all’Udu (Unione degli studenti universitari), alla Rete degli studenti, ad Alternativa Studentesca e ad Azione Studentesca. Un confronto che si preannuncia difficile e dai margini ristrettissimi. La Gelmini, infatti, ieri al Senato ha posto dei precisi diktat. Discutere ”sui fatti e sui contenuti del provvedimento e non su falsificazioni della realta”’ e garantire che ”la maggioranza parlamentare possa decidere sulla base delle prerogative costituzionali”. Dialogo si’, quindi, come auspicato dal presidente Napolitano, ma l’ipotesi di un chiarimento, o almeno ”armistizio”, fra la piazza sempre piu’ calda e il governo e’ appesa ad un sottile filo su cui incidera’ anche il fattore tempo. Si’, perche’ il contestato Dl 137 e’ ora nelle mani del Senato che ha tempo fino al 31 ottobre convertirlo in legge. Da parte degli studenti intanto la parola d’ordine sara’ ”no tagli alla scuola”. E non mancano le divisioni fra i diversi gruppi. ”Gran parte delle organizzazioni oggi convocate provengono da ambienti filogovernativi, che non hanno nessun grado di rappresentativita’ tra gli studenti perche’ eterodiretti da partiti, in particolare ”Alternativa studentesca”, studenti di Forza Italia, e ”Azione studentesca”, studenti di Alleanza Nazionale”, denuncia Roberto Iovino portavoce dell’Uds. In ogni caso il dietrofront del premier Berlusconi sull’uso della polizia per reprimere le occupazioni illegali, non spegne il fuoco delle polemiche. La Rete degli Studenti Medi critica le parole del presidente del Consiglio secondo cui nel movimento per il cambiamento della scuola e delle universita’ ci sarebbero ”dei gruppi di facinorosi che ricevono supporto dalla stampa”. Una ”lettura” che non piace perche’, dicono gli studenti, ”in questi giorni di grandi mobilitazioni centinaia di migliaia di studenti sono scesi in piazza e hanno occupato i luoghi pubblici pacificamente, senza atti di violenza e di vandalismo”.

Roma

Gli studenti dei molti licei romani che si erano dati appuntamento al Circo Massimo per un sit-in si stanno spostando verso il Senato e verso Montecitorio. Gli studenti, circa 3-4 mila, arrivano da diversi licei come Augusto, Russel, Pitagora, Marco Polo, Colonna, Socrate, Plauto, Vallauri, Margherita di Savoia Gullace, Newton, Carlo Levi, Platone, De Pineto, Primo Levi, De Chirico, Albertelli, Ruiz, Orazio. Altre scuole invece hanno deciso di effettare piccoli cortei in altri quartieri come al Casilino e Montesacro. Traffico difficile in quasi tutto il centro di Roma, dove al passaggio dei cortei, vengono chiuse man mano le strade.


Roma
Continuano le lezioni in piazza Montecitorio per gli studenti di Fisica dell’ universita’ “La Sapienza” di Roma, mentre intorno ai palazzi della politica le forze dell’ordine stanno approntando un cordone di protezione. Il traffico del centro e’ stato rivoluzionato e carabinieri e poliziotti in tenuta antissommossa sono stati disposti vicino a palazzo Chigi e al Senato, impegnato in questi giorni nell’esame del dl Gelmini. A parte qualche piccolo corteo che e’ passato per via del Corso diretto al Circo Massimo, per ora l’unica manifestazione resta quella davanti a Montecitorio. In accordo con i professori, spiegano gli studenti riuniti davanti alla Camera dei deputati, per portare avanti la protesta alternativa, “dimostrando che vogliamo continuare a studiare, ma nel frattempo lottare perche’ l’universita’ resti un luogo aperto a tutti, dove crescere e creare il futuro del nostro Paese”. Oltre duecento gli studenti in piazza, e tra questi professori e ricercatori perche’, dicono, “la ricerca non e’ una spesa per lo Stato, ma un investimento”. “Quanto sta accadendo – spiega Giorgio Parisi, docente di Calcolo della probabilita’ alla “Sapienza” – e’ un buon esempio di come non si dovrebbe governare. Diminuire gli investimenti in ricerca e svilupppo significa affossare il Paese. Abbiamo paura della Cina per le magliette…ma la Cina investe in ricerca e sviluppo. Da qui la protesta, contro un provvedimento fatto a tavolino che non guarda alle specificita’. Si sta intervenendo senza nessuna valutazione specifica”. “Qui parliamo del futuro del nostro Paese – dice Omar Benhar, dirigente dell’Istituto di Fisica Nucleare – E’ una protesta apartitica, ma politica contro un provvedimento che rischia di non assicurare sbocchi ai nostri giovani”.


Napoli
Oltre al liceo classico “Genovesi”, a Napoli stamane risultano occupati dagli studenti altri tre istituti superiori, “Casanova”, “Fonseca” e “Cuoco”. Per quanto riguarda gli atenei, c’e’ solo l’”Orientale”, la cui sede di palazzo Giusso e’ occupata da tre giorni; stamani i docenti hanno tenuto lezioni in filosofia in piazza San Domenico, di fronte alla sede centrale dell’universita’.


Roma
”Non vogliamo questa riforma, Gelmini vattene a casa”. E’ al ritmo incessante di questo slogan che numerosi studenti si sono riuniti davanti a Palazzo Madama per manifestare nuovamente la propria protesta, all’indomani del via libera del Senato al decreto che anticipa la riforma della scuola messo a punto dal governo e dal ministro dell’Istruzione. ”Noi la crisi non la paghiamo, noi non siamo disinformati” ripetono gli studenti, che stanno affollando piazza Navona.

Calabria

Non si placa in Calabria la protesta degli studenti degli istituti medi superiori contro la riforma Gelmini. A Catanzaro corteo stamani con la partecipazione di oltre un migliaio di studenti di vari kistituti. Assemblee a Lamezia Terme al liceo classico Fiorentino, allo scientifico Campanella, al commerciale De Fazio e all’Istituto professionale. A Cosenza, dopo la manifestazione di ieri con qualche episodio di vandalismo, stamani nuovo corteo per il centro storico. Al liceo classico Telesio in atto l’autogestione mentre c’e’ aria di mobilitazione all’Industriale e all’ Istituto tecnico commerciale. Discussioni aperte anche nelle altre scuole superiori:sono 19 a protestare in tutta la provincia. A Reggio la mobilitazione del liceo scientifico Volta si e’ tradotta in uno sciopero bianco con discussioni all’interno delle aule. L’altro liceo scientifico cittadino il Da Vinci e’ in autogestione.


Palermo
Assemblee degli studenti sono in corso in tutti i licei di Palermo. Gli studenti hanno proclamato lo stato di agitazione, ma al momento non si parla di occupazione, contro la riforma del ministro Maria Stella Gelmini, contestata anche dal mondo accademico. Assemblee si sono svolte al Cannizzaro, all’Umberto al Garibaldi e al Meli. La situazione negli istituti professionali, invece, e’ diversa. Al momento i collettivi degli studenti non hanno preso una decisione sul da farsi. Sempre in agitazione invece gli studenti universitari che ieri hanno fatto lezione in piazza Castelnuovo al centro di Palermo dopo essere scesi in piazza per due giorni consecutivi per dire ”no alla legge 133 e alla privatizzazione dell’Universita”’.

Bergamo

Anche gli studenti universitari di Bergamo sono scesi in piazza stamattina per manifestare contro la riforma Gelmini. Non molto folta la partecipazione: un’ottantina di giovani e’ partita dalla sede di Sant’Agostino per arrivare in piazza Vecchia facendo tappa in tutte le sedi universitarie di Bergamo Alta. Ma la vera manifestazione e’ prevista il 30 ottobre: ci saranno studenti delle superiori e dell’Universita’, sindacati e genitori.


Napoli
Alcune migliaia di studenti hanno preso parte ad un corteo che ha sfilato nel centro di Napoli per protestare contro il decreto Gelmini. Alla manifestazione oltre agli studenti degli istituti superiori hanno preso parte anche gruppi di universitari. Il traffico del centro storico di Napoli e’ andato completamente in tilt. Il corteo si e’ concluso e poi si e’ sciolto in piazza del Plebiscito.

Carrara

Circa 2.000 studenti di tutti gli istituti scolastici superiori di Carrara hanno sfilato stamani lungo le vie della cittadina per protestare contro la riforma del ministro Gelmini. Insieme a loro c’erano insegnanti, personale tecnico e amministrativo delle scuole e molti genitori. Il corteo si e’ svolto in maniera tranquilla e ordinata ed i ragazzi hanno sfilato con striscioni e bandiere gridando slogan come ”La scuola pubblica e’ un diritto, difenderla e’ un dovere”. Al termine del corteo gli studenti apuani si sono dati appuntamento per la manifestazione del 30 ottobre prevista a Roma.


Venezia
Piu’ di mille giovani hanno preso parte stamani a Venezia a una assemblea indetta dagli studenti dell’Universita’ di Ca’ Foscari nel cortile degli spazi dell’ateneo di San Basilio per decidere le prossime iniziative di protesta. All’incontro hanno preso parte anche alcuni ricercatori precari che hanno annunciato l’intenzione di attuare domenica prossima una manifestazione di sensibilizzazione davanti alla sede del Cnr, in concomitanza con l’arrivo della Venicemarathon. Conclusa l’assemblea, i giovani hanno raggiunto in corteo il Ponte di Rialto, ai cui piedi e’ stata improvvisata una ‘lezione’, a cui ha preso parte il prof. Mario Isnenghi, docente di Storia contemporanea all’universita’ di Lettere e Filosofia. Una analoga iniziativa – annuncia Tommaso Cacciari a nome degli studenti – sara’ attuata martedi’ in Piazza San Marco con il preside dell’Istituto Universitario di Architettura, Gian Carlo Carnevale.


Roma
Nuova assemblea questa mattina per gli studenti della facolta’ di Ingegneria de La Sapienza, allo scopo di pianificare le manifestazioni della prossima settimana, a partire dalla lezione che si terra’ martedi’ dalle 12 davanti al Colosseo. Nell’assemblea di ieri mattina, circa 1500 manifestanti hanno deciso di occupare la facolta’ in maniera non violenta e senza blocco della didattica. Nel primo pomeriggio si e’ invece dato luogo a un sit-in al Senato contro la riforma Gelmini, in sostegno alle proteste degli operatori didattici, dei liceali e delle scuole primarie; alle 19 invece il movimento si dato appuntamento al chiostro della facolta’ per riunirsi in un’altra assemblea e organizzare l’occupazione. Durante la notte, 400 studenti hanno continuato a lavorare sulla legge 133, elaborando nuove proposte e preparando la mobilitazione dei prossimi giorni.


Roma
Studenti di nuovo in piazza contro il decreto Gelmini. Quattro-cinque mila secondo il colpo d’occhio delle forze dell’ordine, 10 mila secondo i giovani organizzatori. Manifestazione spontanea, quella di oggi, nata due giorni fa -spiegano i ragazzi – in assemblea al liceo classico Plauto di Spinaceto e allargata via via attraverso il tam-tam degli sms e della posta elettronica. Facce da adolescenti, fra i 15 e i 18 anni, sono arrivati davanti Palazzo Madama, dall’Eur, da Porta maggiore, da Piazza della Repubblica. Hanno deciso di non occupare le scuole e di esprimere in piazza la loro protesta: “La voglio dire io una cosa sull’occupazione. E’ vero occupare e’ illegale mentre noi siamo qui contro l’illegalita’”, dice Claudio, 17 anni, che aggiunge: “la violenza la fa chi nega i nostri diritti”, il diritto allo studio “ma anche il diritto a dialogare con le leggi, mentre si va avanti a decreti senza dialogo”. Poi sottolinea: “guardate, i poliziotti non sono contro di noi”. Giovanna, compagna di istituto, gli fa eco: “la polizia ci ha aiutato, anche a prendere la metro”. Sette metropolitane riempite, aggiunge, per arrivare dall’Eur al Circo Massimo per poi raggiungere Piazza Navona. Martedi “faremo un’assemblea con i professori per definire un documento da inviare al ministero della Pubblica istruzione”, dice ancora, mentre Sara tiene a far sapere che la manifestazione di oggi e’ spontanea, nessuno, ne’ politici ne’ sindacati, ha convinto gli studenti a promuoverla e a scendere in piazza. Dal Senato arrivano Poalo Nerozzi e Vincenzo Vita del Pd. “Anche se i numeri non sono favorevoli, questa riforma e’ stata bocciata dal Paese” dice Nerozzi. “La riduzione delle ore, da 44 a 24, “e’ un attacco alle famiglie”, aggiunge. “E’ la prima grande questione che mette in difficolta’ il Governo Berlusconi” – nota Vita – il decreto e’ stato corretto in corsa piu’ di una volta, “Berlusconi ha dovuto rettificare da Pechino” afferma ancora il Senatore che sottolinea “il grande applauso per le forze dell’ordine” tributato, durante il suo dialogo con i ragazzi, dai giovani manifestanti.


Rete Studenti Medi
“L’aumento delle proteste di questi giorni ha portato allo slittamento del decreto al Senato e alla convocazione degli studenti dal Ministro. Per questo non tradiremo mai le richieste che vengono dalle piazze: nessuna trattativa fino a quando il decreto non sara’ ritirato e i tagli alla scuola verranno fermati”. Queste le motivazioni con cui la Rete degli Studenti Medi ha rifiutato l’incontro con il Ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. “Continueremo a sostenere con ogni mezzo le mobilitazioni delle scuole. Lunedi’ e martedi’ partiranno le autogestioni di giorno e l’occupazione insieme ai docenti la notte in tutte le scuole. Realizzeremo notti bianche in tutte le citta’ -prosegue l’organizzazione studentesca- per arrivare alla grande manifestazione di tutto il mondo della scuola il 30 Ottobre a Roma”. “Consulteremo le assemblee in tutte le scuole in agitazione nei primi giorni di Novembre, per valutare se aprire il dialogo con il Ministro. Chiediamo a tutto il Governo -conclude la Rete degli Studenti Medi- di interrompere le dichiarazioni che aumentano la tensione nei confronti di un movimento che anche oggi ha dimostrato di essere del tutto pacifico e di avere solo la grande forza delle proprie idee”.

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