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La crisi: che ridere!

Autore: . Data: venerdì, 24 ottobre 2008Commenti (0)

Barzellette russe sull’economia
Sarà forse preoccupata la leadership russa, ma i cittadini non riescono a prendere sul serio la crisi finanziaria scatenata nel paese dalla congiuntura internazionale dovuta al tracollo americano.

E mentre i ‘poveri ricchi’ si disperano, i veri poveri arricchiscono il patrimonio di barzellette che in Russia ha sempre accompagnato i momenti più difficili. Anche perché, come dimostra un sondaggio del centro demoscopico Levada, ben pochi sono in angoscia: il 14 per cento non sa neanche che ci sia una crisi in atto, mentre un altro 42 per cento non la ritiene pericolosa e la vede come qualcosa di lontano.

Presi di mira dalla satira del volgo sono soprattutto gli oligarchi che, ai problemi economici, devono ora aggiungere lo sfottò popolare. Come ad esempio la storiella dei due spazzini che si incontrano in una fredda giornata novembrina. “Ma io ti conosco!”, dice uno. “Non saprei, come si chiamava la tua banca?”, risponde l’altro. Ce n’è anche per gli Stati Uniti, additati dal presidente Dmitri Medvedev per la cattiva gestione finanziaria: “La medicina americana non è riuscita a risolvere il problema dell’obesità. La palla passa ora all’economia”. Russi dal sense of humor anglosassone.

Si scherza ancora sul 2018, quando le notizie economiche della televisione riporteranno finalmente una prima ripresa in borsa: “il prezzo di un chilo di sale è cresciuto”. C’è anche una ricetta per curare il mercato azionistico: “gli indici Rts e Micex, per i quali da tempo si parla di una fusione, hanno deciso di allargare la compagnia ai Gai”, i poliziotti stradali famosi per le esorbitanti mazzette che pretendono dagli automobilisti.

Il ministro delle finanze Aleksei Kudrin, recita un altro aneddoto, rassicura la popolazione: “Non c’è da preoccuparsi per l’economia. Si doveva farlo prima, ormai è tardi”. Consigli anche per chi vuole tentare ora la strada dell’imprenditoria: “all’uomo che va in banca a chiedere come mettere su una piccola impresa, si dice di acquistarne una molto grande e aspettare”.

“Qualcuno afferma che la crisi lo ha aiutato a rimettersi in piedi: la banca gli ha sequestrato la macchina e non ha i soldi per la metropolitana”.

“La giustizia tenta un esperimento per abolire del tutto la pena di morte, ora in moratoria: verrà sostituita con un mutuo al 25% annuo”.

Non mancano battute di qualche addetto ai lavori: “l’oligarca Ivan si è gettato dal 75esimo piano del nuovissimo edificio della Borsa di Mosca, nella City: ma lo ha fatto proprio al momento dell’apertura e ha avuto fortuna, è risalito di dieci piani”.

Un funzionario di banca telefona a un collega: “Ciao vecchio mio, come va?”. “Bene”. “Mi scusi, ho sbagliato numero”.

“È tipico dei russi non fare una tragedia anche delle tragedie”, dice la sociologa Eleonora Shuliepova: “A noi piace riderci sopra. I russi sono fatti così, non si preoccupano mai. Se in Egitto c’è un’ondata di attentati o sulle coste del Pacifico uno Tsunami, non rinunciano comunque a partire, se hanno deciso di trascorrerci le vacanze. Noi scherziamo persino ai funerali”.

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