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Il razzismo e Maroni

Autore: . Data: lunedì, 6 ottobre 2008Commenti (0)

Il ministro sempre più aggressivo

Esiste in Italia un confine invisibile e pericoloso che ogni giorno di più si sposta in avanti. Quel confine divide lo spazio degli umani da quello dei razzisti. Alcune forze politiche nazionali da anni inseguono la cultura della discriminazione razziale, dell’odio verso il diverso. Le ‘esternazioni’ della Lega Nord contro gli immigrati, contro la religione islamica, contro ‘Roma ladrona’, contro i ‘terroni’ del sud hanno prodotto in oltre qundici anni, su un elettorato a bassa alfabetizzazione, effetti devastanti.

Così alla Padania inventata, terra mitica pervasa di identità ‘celtica’, si è sommata la simbologia della purezza bianca e ‘nordica’. Il collante generale è prima la ‘secessione’, poi il ‘federalismo’, ipotesi per nulla chiare al novanta per cento del popolo italiano, ma utili per rastrellare voti.

Il raccolto elettorale della Lega ha spinto, in seguito, tutti gli altri partiti ad una rincorsa silenziosa dei ‘padani di Bossi’.

L’espandersi del fenomeno delle migrazioni, la trasformazione del mondo, l’arrivo di genti da Asia, Africa ed America latina hanno fatto il resto. Così al razzismo della Lega si sono aggiunti tanti piccoli segnali di razzismo espressi da quasi tutte le forze politiche, anche a sinistra. Si pensi al Partito Democratico, alle parole senza freni pronunciate da alcuni suoi leader sui romeni e gli zingari.  Si ricordi il ‘braccialetto antistupro’ proposto da Rutelli.

Il caso di Amina Sheikh Said dovrebbe far riflettere. La donna, una  51enne afroitaliana, nei giorni scorsi ha denunciato di essere stata “umiliata, maltrattata e oltraggiata, tenuta nuda per ore all’aeroporto di Ciampino”. Nessuno è in grado di sapere come siano andati i fatti, le indagini chiariranno eventuali responsabilità.

Cosa ci si aspetterebbe dal ministro degli Interni? La volontà di appurare al più presto lo svolgimento dei fatti, a tutela delle persone coinvolte nella vicenda. Naturalmente prima tra tutti Amina.

Bene così non è.  Roberto Maroni, in un’intervista al quotidiano La Padania, ha reso noto che il ministero dell’Interno si costituirà parte civile contro Amina.

Maroni ha detto: “È una clamorosa montatura, fatta anche dalla stampa, che non c’entra nulla col razzismo e non c’entra nulla con la prevaricazione della Polizia. Anzi direi che è tutto il contrario. La Polizia, infatti ha applicato con rigore la legge. Per questo motivo è stata presentata un querela contro questa signora, alla quale io aggiungerò una richiesta di danni, costituendomi, come ministero, parte civile. Non si può permettere  che si infanghi la Polizia accusandola di comportamenti razzisti. Ed è veramente incredibile che i giornali diano credito a queste affermazioni senza nemmeno riportare correttamente ciò che è stata l’azione della polizia”.

Eccolo il razzismo ed il non rispetto per le regole, lo stesso che ha fatto del ministro un paladino della discriminazione contro gli zingari, il propugnatore della schedatura di massa dei cittadini attraverso la raccolta dei dati biometrici. C’è da chiedersi se poi, Maroni, descritto come persona intelligente e accorta, non scelga questa linea per raccogliere consenso, avendo compreso quanto ‘paghi’ il ‘celodurismo contro i negri’.

Nella competizione per conquistare elettori tutto va bene ed ecco allora che subito lo insegue il dichiaratore ad oltranza Gasparri: “Fa bene il Viminale a reagire alla somala che probabilmente mente attaccando la polizia. Tra la sua parola e quella degli agenti non ho dubbio a credere alla seconda. Così come a Castelvolturno prima di parlare di razzismo bisogna far luce tra le cosche di varia nazionalità, tutte da spazzare via, locali o immigrate”.

Sulla situazione dell’areoporto romano interviene Vittorio Marinelli, presidente di European Consumers, la confederazione di associazioni di tutela dei diritti civili e umani.

Marinelli ha affermato: “Prima di tutto voglio manifestare la mia solidarietà per Amina Sheikh Said, vittima dell’ intolleranza e del razzismo ormai dilagante nel nostro Paese. Sono scandalizzato da questa vicenda, ma non ne sono meravigliato: circa 4 mesi fa anche io e mia moglie siamo stati vittime dell’arroganza e della violenza della polizia aeroportuale di Ciampino. Per il solo fatto di non essere passato attraverso le transenne che conducono al check in (non c’era nessuna persona in fila) sono stato preso a spintonate e a parolacce da una poliziotta. La cosa è continuata con degli inutili controlli fatti solo per cercare di farci perdere il volo”. L’avvocato Marinelli ha depositato, all’epoca dei fatti che lo hanno visto sfortunato protagonista, una denucia presso la questura di Ciampino: “La mia denuncia contro la polizia di frontiera dimostra che c’è qualcosa che non quadra in quel di Ciampino. Spero che adesso, in sede legale, sia fatta giustizia per la signora Amina Sheikh Said e per quello che è capitato a mia moglie e al sottoscritto”.

Intanto, l’avvocato di Amina Sheikh Said, Luca Santini, a nome proprio e per conto della sua cliente ha espresso amarezza per le parole del ministro Maroni: “Invece di procedere preliminarmente ad un’indagine amministrativa sui gravi fatti denunciati si prospettano azioni giudiziarie, per di più improponibili in questa fase, non essendosi verificato alcun rinvio a giudizio”.

Le dichiarazioni a ruota libera, l’assecondare questo clima del tutto ingiustificato di paura, l’individuazione di ‘pericoli’ o ‘fastidi’ al limite del surreale (a Forte dei Marmi, tra le tante sciocchezze, è stato vietato l’uso del tagliaerba nelle ore pomeridiane e nei weekend, con una multa fino a 500 euro) hanno una loro ragione.

Consolidare un sistema di potere che non tollera ingerenze, con una struttura gerarchica, guidata ‘dall’Uomo faccio tutti io’, insofferente verso qualunque persona o cosa producano diversità è lo scopo finale di una strategia poltica ben riconoscibile. Non è, come dicono alcuni, la deriva di un fascismo di ritorno, ma qualcosa di più grave. Perchè sta sempre più trasformando la ‘natura’ degli italiani, cosa che neppure a Mussolini riuscì.

Di certo o si arriverà subito a contrastare con vigore queste spinte o il limite sarà superato del tutto con esiti drammatici per il Paese.


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