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Il livello del mare cresce

Autore: . Data: lunedì, 6 ottobre 2008Commenti (0)

Per l’Europa ancor più rapidamente

Il livello dei mari europei si innalza più velocemente rispetto a quello degli altri mari: la principale causa sarebbero i cambiamenti climatici in corso. Secondo gli esperti, le possibili conseguenze di questo fenomeno per l’Europa “non sono per nulla rassicuranti”.

“Le coste europee sono a rischio, più che in altre parti del mondo. L’innalzamento del livello dei mari europei causato dai cambiamenti climatici, è più veloce rispetto a quello degli altri mari”.

E’ quanto emerge dall’ultimo rapporto ‘Impacts of Europès changing climate’, compilato dalla Commissione Europea, dall’Agenzia europea per l’Ambiente e ‘World Health Organization Union’, con il contributo dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), e del gruppo Nazionale di Oceanografia operativa diretto da Nadia Pinardi.

Tra gli autori del report c’è anche Giovanni Coppini, ricercatore ‘precario’ che, sottolinea Pinardi, “ha dato un contributo fondamentale alla ricerca”.

“Nei mari europei – si legge in una nota dell’Ingv – l’incremento del livello è più marcato che altrove, a causa dell’accelerato scioglimento della coltre nevosa e dei ghiacciai della Groenlandia, cosa che fa temere per l’Europa un maggiore impatto negativo”. Il tasso di aumento del livello delle acque rilevato dai satelliti artificiali è giunto alla media di 3,1 mm l’anno, con una crescita di ben 1,3 mm rispetto alla media calcolata sul secolo scorso.

Questo incremento non si distribuisce egualmente su tutti gli oceani della Terra, ma varia da zona a zona in funzione delle correnti oceaniche e degli effetti variabili della forza di gravità.

Le possibili conseguenze dell’innalzamento del livello dei mari sono: l’aggravarsi delle inondazioni, pericoli per le coste soggette all’azione erosiva delle onde, perdita di vaste aree pianeggianti sul livello del mare, infiltrazioni di acque salate nell’entroterra con il conseguente inquinamento delle riserve di acqua dolce.

L’allarme riguarda anche la pesca già in crisi in alcune aree del nostro continente. Secondo la Coldiretti, però, “in Italia il rischio riguarderebbe direttamente la pianura padana, dove si coltiva un terzo del made in Italy agroalimentare”.

“Gli effetti del surriscaldamento del pianeta – spiega Coldiretti – non sono solo la sottrazione di terreni fertili, ma anche il cambiamento delle condizioni ambientali tradizionali per la stagionatura dei salumi, per l’affinamento dei formaggi o l’invecchiamento dei vini. Una situazione che di fatto – prosegue la Coldiretti – mette a rischio di estinzione il patrimonio di prodotti tipici italiani, che devono le proprie specifiche caratteristiche essenzialmente o esclusivamente all’ambiente geografico comprensivo dei fattori umani e proprio alla combinazione di fattori naturali e umani”. Il

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