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E.A. Poe, 150 anni dopo

Autore: . Data: mercoledì, 15 ottobre 2008Commenti (0)

Un maestro dell’horror

Il 7 ottobre 1849 moriva Edgar Allan Poe, scrittore e poeta statunitense, considerato tra le figure più importanti della letteratura americana e mondiale. Era stato trovato sulla banchina del porto di Baltimora il 3 dello stesso mese in uno stato di delirium tremens. Il ricovero in ospedale e le cure risultarono vane e morì, pare, in stato di incoscienza. Le cause e le circostanze esatte della sua morte infatti sono tutt’ora oggetto di discussione.

La scomparsa ad un’età abbastanza precoce, a soli quarant’anni, non sminuisce però la grandezza della sua esistenza. Personaggio rivoluzionario, stravagante ed estroverso, pur essendo vissuto dopo l’avvento del romanzo gotico, con gli anni è stato riconosciuto e definito come uno dei massimi esponenti di questo filone, forse il precursore per eccellenza.

L’attrazione per il mistero e l’orrido infatti sono tematiche sempre presenti nella prosa dello scrittore nato a Boston, ma non risultano essere le sole; l’introspezione psicologica, il dramma interiore umano e le ossessioni personali sono aspetti che fanno di lui uno scrittore dalle molteplici facce.

Nato a Boston e trasferitosi da giovanissimo in Inghilterra dopo la morte dei suoi genitori, ha da subito mostrato passioni esagerate per la musica e la poesia, che lo hanno accompagnato per tutta la vita e, in seguito, ha sviluppato le tematiche focali della sua prosa, il gusto per l’assurdo e l’orrore.

La forma ideale del racconto per Poe è sempre stata il racconto breve, perché, sostiene lui stesso, “è il tipo di composizione che meglio risponde alle esigenze e agli scopi del genio, offrendogli un campo d’azione più vantaggioso. Durante l’ora che dura la lettura, infatti, l’animo del lettore è sottomesso al controllo dell’autore”. E da questo principio Poe ne ha fatto una vera e propria arte.

Tra il 1837  e il 1845, tornato da tempo in America, il suo immenso talento sale alla ribalta. Pubblica con frequenza racconti che rappresenteranno pietre miliari della letteratura contemporanea. Tra i più famosi “La caduta della casa degli Usher”, “Morella”, “William Wilson”, “La vita della morte”, “La maschera della morte rossa” e “I delitti della rue Morgue”, considerato come il capostipite del genere poliziesco, l’antenato dei personaggi di  Sherlock Holmes e Arthur Conan Doyle. In quello stesso periodo la moglie è vittima di un’emorragia, dalla quale non si riprenderà più.

Negli ultimi anni della sua vita, compromessi da gravi situazioni finanziarie, le idee di Poe si sviluppano ulteriormente, ruotando in dimensioni che abbracciano realtà e immaginario al tempo stesso; la prosa si infarcisce di linguaggi figurati, echi shakespeariani e diffidenza verso una società dalla quale cerca di fuggire.

La morte della moglie Virginia innesca in lui una spirale distruttiva che lo porta alla depressione nervosa e ad un rifugio costante e pericoloso nell’alcol. Nuovi debiti lo costringono a trasferirsi a Providence, nel Rhode Island, dove dà alla luce il suo ultimo scritto, per alcuni definito un capolavoro, per altri un opera delirante, intitolato Eureka (1848). Il poemetto in prosa aspira a essere una spiegazione trascendentale dell’universo, anticipando alcuni importanti temi della cosmologia moderna..

La sua fine è tragica e all’insegna della solitudine e dell’abbandono. Nell’autunno del 1849, ormai corroso dall’etilismo e ridotto alla povertà più totale, viene ricoverato d’urgenza al Washington College Hospital. Lì vi muore pochi giorni dopo, il 7 ottobre 1849.

Davide Bottero

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